Non amo molto i grattacieli, soprattutto quando si affollano e si addensano sopra la testa delle persone. Sì, per quanto possa parere strano agli immarcescibili Nando Moriconi di questo Paese, non mi piace il modello New York. Ma questi tre che vedete stanno sorgendo alla periferia estrema di San Pietroburgo nel Lakhta Centr e sono un sono ceffone all’ego dell’Europa. Si tratta infatti di edifici della Gazprom la più grande azienda energetica russa che le sanzioni europee sul gas e sul petrolio avrebbero dovuto ridurre sul lastrico. Invece la realtà è totalmente diversa. La prima torre di 462 metri è già stata realizzata da tempo ed è la più alta costruzione del mondo a quelle latitudini: tanto per capirci siamo a nord di Stoccolma e di Oslo, ma con clima fortemente continentale e dunque con forti sbalzi di temperatura stagionali. Le altre due, rispettivamente di 555  e  705 metri, sono già in costruzione. Edifici così alti in quei climi sono una sfida tecnologica che nessuno aveva mai tentato prima, ma insomma sono anche la dimostrazione che si può tranquillamente prosperare senza il beneplacito dell’Europa, anzi addirittura contro di essa, anche se a sentire la voce dei giornaloni che sono più sconfitti dell’Ucraina, Gazprom sarebbe sempre sull’orlo del fallimento.  Del resto la Russia ha già i 5 più alti edifici del continente, oltre a un’altra ventina che sono nel novero dei grattacieli di oltre 160 metri.  E forse ne avrà ancora di più quando la mancanza di gas e petrolio mediorientale ci costringerà a supplicare con la mano tesa Gazprom per un tozzo di gas.