Possiamo anche fare dei bollettini di guerra, nonostante la quasi totale censura, sia israeliana, sia americana e per esempio dire che ieri Hezbollah ha annientato un gruppo di forze speciali dell’esercito di Tel Aviv. Questa è l’ennesima dimostrazione che una volta eliminata la componente aerea, che permette stragi indiscriminate, le forze dell’Usai sono in difficoltà. E a questo proposito mi sembra che in genere non sia molto chiara la reale portata della risposta iraniana: non si tratta tanto di aver colpito tutte le basi americane nell’area mediorientale, visto che in Iran non è giunta notizia dell’invincibilità delle difese occidentali, quanto di aver smantellato la sofisticata rete radar Usa che teneva sotto controllo non solo il Medio Oriente, ma anche l’Asia centrale. Si tratta di due radar avanzati, l’AN/Fps 132 in Qatar e l’AN/TPS-59 in Bahrein oltre a quattro radar mobili di difesa missilistica AN/Tpy-2, ciascuno dei quali costituisce il nucleo di un battaglione di difesa aerea antimissile Thaad, l’unico in grado di contrastare in modo relativamente efficace gli attacchi missilistici balistici iraniani. Senza la guida radar i Thaad sono praticamente inutili.

Questi strumenti non possono essere rapidamente sostituiti a meno che gli Usa non si privino della loro difesa territoriale, ma per costruirne di nuovi i tempi si annunciano lunghissimi perché questi sistemi fanno un uso massiccio di terre rare il cui monopolio di fatto è cinese. Si calcola che per un nuovo AN/Fps 32 la Raytheon impiegherà dai cinque agli otto anni, al costo di 1,1 miliardi di dollari, mentre la Lockheed Martin avrà bisogno di almeno 12-24 mesi e di un investimento stimato tra i 50 e i 75 milioni di dollari per sostituire l’AN/Tps-59, sulla base del contratto originale di vendita. Questo è dovuto al fatto che la base industriale della difesa dovrà trovare i 77,3 chilogrammi di gallio necessari per entrambi i sistemi, un materiale di cui Pechino controlla il 98% della fornitura globale. Per non parlare delle oltre 30 tonnellate di rame che saranno necessari, una materia prima la cui domanda da parte del settore tecnologico è in forte crescita.
Per non parlare delle batterie di Patriot, poco efficaci contro i missili balistici e troppo costosi per essere utilizzati contro i droni: parecchie batterie sono state distrutte, ma al momento non si può fare un conteggio preciso. Insomma almeno due terzi della capacità di difesa missilistica balistica terrestre degli Stati Uniti in Medio Oriente non esiste più e non potrà essere sostituita in tempi brevi. L’aver preso di mira questi radar è stata una strategia vincente per l’Iran: i fautori della guerra negli Usa vanno dicendo che l’Iran sta lanciando meno missili rispetto ai primi giorni di guerra, credendo che ciò sia dovuto al loro esaurimento. Invece è che con i sistemi Thaad fuori uso,Teheran deve lanciare meno vettori per ottenere risultati pari a quelli dei primi giorni. Ci credo che Trump si riunisca in preghiera con i suoi santoni.