Il fatto che l’informazione occidentale non dica nulla sulle mosse delle maggiori potenze del mondo Brics, dà l’impressione  ad alcuni analisti da divan0 o da cachet  che esse stiano subendo l’aggressione statunitense in modo passivo. Non è certo una novità in un mondo che vive di narrazioni per lo più costruite ad arte, spesso assolutamente stravaganti e di un discorso pubblico che ha non realmente senso.  Quando il segretario dell’Alleanza Atlantica, che porta l’evocativo nome di Rutte, dice che l’Europa risponderebbe in modo durissimo e devastante ad un possibile attacco russo, si rimane senza parole perché non solo la Russia non ha alcuna intenzione di attaccare, ma se per caso lo facesse in che modo questo signore pensa di riuscire ad infliggere seri danni alla maggiore potenza militare del pianeta? Tuttavia, come in Cina, anche nei consessi Nato un Rutte è apprezzato come dimostrazione che le amare sciocchezze e le pallide bugie sono molto gradite come vivande gourmet.

Quindi mentre giornaloni e televisioni infarinano queste fesserie per friggere i cervelli deboli, il mondo multipolare agisce. Per esempio Russia e Cina stanno fornendo un significativo supporto politico, economico ed energetico a Cuba, dopo che Washington ha minacciato sanzioni ai Paesi che forniscono petrolio all’isola. La Russia si concentra sulla fornitura diretta di greggio e carburante, mentre la Cina aiuta Cuba con un assistenza finanziaria, alimentare e tecnologica. La situazione estremamente critica di Cuba permette di fornire questo supporto come aiuto umanitario e già 100 mila tonnellate di petrolio russo sono arrivate all’Avana e altre forniture stanno già partendo, per i 60 milioni di dollari che Putin ha prestato al governo cubano, ben sapendo che si tratta di una concessione a fondo perduto. Del resto la Russia ha cancellato circa il 90% del debito cubano risalente all’era sovietica (circa 32 miliardi di dollari). La Cina dal canto suo ha stanziato 80 milioni di dollari e ha donato 60 mila tonnellate di riso di cui 5 mila sono già state consegnate. Oltre a questo sta mandando avanti un progetto di energia fotovoltaica da 200 MW e la settimana scorsa ha consegnato 5000 kit di pannelli solari per le case isolate oltre a una panoplia di strumenti tecnologici che vanno dai materiali per tetti ai gruppi elettrogeni. La cosa più importante è che Pechino sta aiutando Cuba nei negoziati per la ristrutturazione dei debiti (bancari/finanziari/aziendali) e sta integrando l’isola  nel sistema di pagamento cinese Cips.

Con Cuba non c’è un patto trilaterale complesso come quello in essere per l’Iran che infatti in queste settimane è stato rifornito di armi e di tecnologie in vista del minacciato attacco di Trump. Su questo è già stato detto molto, compresa la presenza di navi militari cinesi ad alta tecnologia nel Golfo Persico, ma c’è qualcosa su cui bisognerebbe focalizzare l’attenzione: la consegna da parte della Cina di alcuni radar YLC-8B: si tratta di sistemi a scansione tridimensionale in grado di rilevare e tracciare ininterrottamente un aereo occidentale di quinta generazione a lungo raggio, rimodellando radicalmente i presupposti della potenza aerea regionale. Ciascuno di questi radar è in grado di rilevare bersagli stealth fino a 700 chilometri di distanza, il che costituisce una ricalibrazione strategica nell’architettura di difesa aerea mediorientale che mette direttamente in discussione i presupposti di lunga data alla base delle dottrine di attacco di Stati Uniti e Israele contro il territorio iraniano. Per andare un po’ più sul tecnico l’YLC-8B, sviluppato dall’Istituto di ricerca tecnologica elettronica di Nanchino, è specificamente progettato per contrastare le minacce degli aerei stealth e dei missili balistici attraverso la sorveglianza a bassa frequenza nella banda UHF, compromettendo l’efficacia della sagomatura ad assorbimento radar utilizzata da piattaforme come l’F-35 Lightning II e il B-2 Spirit.

Non è poi così azzardato supporre che proprio questi aiuti così specifici nel contrastare la minaccia Usa – Israele abbiano spinto Trump a tornare sui sui propositi o meglio sui suoi spropositi e rimandare l’attacco annunciato, portando avanti trattative che aveva di fatto assassinato con le sue pretese. Il sostegno che Russia e Cina stanno fornendo a Iran e Cuba invia un messaggio chiaro a Donald Trump e alle nazioni del Sud del mondo: Russia e Cina stanno costruendo una nuova infrastruttura finanziaria e di sicurezza progettata per immunizzare i paesi dalla coercizione e dalle minacce statunitensi. Stanno facendo più che limitarsi a parole di solidarietà. Stanno sostenendo le loro parole con azioni concrete in campo economico, diplomatico e militare, sgretolando le fondamenta dell’egemonia americana.