Tutti o quantomeno i mensch, che in yiddish vuol dire essere umano, si accorgono del carico di ipocrisia che pesa sul giorno della memoria in cui si dovrebbero ricordare gli orrori del passato per non commetterli mai più e nel quale invece le vittime di ieri fanno sfoggio della medesima crudeltà pretendendo tuttavia di essere egualmente oggetto di commiserazione e soggetto di condanna della violenza razziale. Ma non è da oggi che il giorno della memoria sembra compromesso con squallide operazioni di marketing culturale, per così dire, vista la pretesa dei sionisti ( che non vuol dire affatto ebrei tout court e nemmeno askenaziti) di figurare simbolicamente come vittime universali e di rifiutare quella di carnefici reali e locali nei confronti di chiunque non voglia sgombrare il campo per fare spazio alla Grande Israele.
Da qualche anno, questo pasticcio imbarazzante alla luce della logica e dunque ancor più rabbiosamente sostenuto, è diventato sempre più incongruo: a proposito di memoria ricordate perché si celebra il 27 gennaio? Perché fu in questo giorno del 1945 che le truppe dell’Unione Sovietica, liberarono Auschwitz, ovvero il più grande mattatoio dei nazisti. Certo anche qui si è tentato di cambiare il passato persino con l’aiuto di qualche pagliaccio che ha fatto liberare il campo dagli americani, giusto per prendersi un oscar alla memoria della propria dignità svenduta. Però per oltre 40 anni questo continente accodato all’estremo occidente e alla sua barbarie, nella quale la buona coscienza richiede necessariamente una cattiva memoria, si è scagliato prima contro il comunismo che aveva permesso tuttavia la grande vittoria sui nazisti, poi quando l’Urss si è dissolta è diventato maniacalmente così russofobo da sostenere i movimenti nazisti ucraini e in tutta l’Europa dell’Est. Che senso ha celebrare la liberazione di Auschwitz se si esaltano coloro che si allearono con quella perversa visione del mondo e si denigrano, anzi si odiano coloro che hanno posto fine al massacro? Tutto è così insensato da non essere niente, solo un flatus vocis che si perderà nel trambusto della storia.
Anzi diciamo che il giorno della memoria, che ormai prende il sapore di tanti altri Day dedicati a qualunque cosa, secondo la grottesca moda americana che abbiamo introiettato come perfetti coglioni, serve a collocare la tragedia di quei giorni nel novero degli “incidenti della storia”, da considerare irripetibili per salvare la nostra buona coscienza e a trasformare il ricordo in celebrazione estemporanea, in esercizio da svolgere entro 24 ore e una volta l’anno, in modo da rimuoverlo rapidamente. In realtà tutto il sistema ha una gran paura della vera memoria e del confronto, persino della stessa dimensione temporale che mette in crisi una presunta eternità di assetti e rapporti sociali, che oblia lotte e speranze oggi desertificate come se non fossero mai esistite. Non ricordare l’ieri è la migliore garanzia per evitare che gli smemorati pensino a domani. E se proprio un giorno della memoria serve per scopi geopolitici, dev’essere il più levigato e formale possibile: non propriamente una memoria, ma semplicemente un evento.


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“Certo anche qui si è tentato di cambiare il passato persino con l’aiuto di qualche pagliaccio che ha fatto liberare il campo dagli americani, giusto per prendersi un oscar alla memoria della propria dignità svenduta”.
Altri pagliacci in sedicesimo, per salvare il culo del capo pagliaccio di cui sopra, nonché lo stesso pagliaccione, sostengono che non si era mai voluto identificare il campo di concentramento della pagliacciata “La vita è bAlla” (così si sarebbe dovuto intitolare il film!) con quello di Auschwitz.
Ebbene, questo interessante articolo mette una pietra tombale sopra ai sofismi del pagliaccio capo e dei sottopagliacci:
https://www.ilprimoamore.com/la-vita-e-bella-ad-auschwitz-7289520324450714122/
L’articolo è un po’ lungo, quindi per chi non avesse la pazienza di leggerlo tutto, riporto per comodità lo stralcio dove si parla di ciò che qui interessa maggiormente:
“… Né si può tacere la ciliegina, ovvero quella che – più che una strizzata d’occhio – è un atto di prostituzione al potere d’acquisto e corruzione spirituale del dollaro, della sua capacità di colonizzazione anche retroattiva dell’immaginario. Ebbene: sebbene Auschwitz sia stata liberato dall’esercito russo, dal carrarmato premio che infine fa ingresso trionfale nel lager sbuca un milite americano. Questa enormità revisionista ha influito non poco sul favorevolissimo giudizio dell’Academy nonché su quello di uno schietto Monicelli, il quale in un intervista del 2005 ha definito la trovata finale «una mascalzonata», evidenziando: «l’Oscar si vince a stelle e strisce, cambiando la realtà». Benigni s’è difeso da questi e simili attacchi affermando che il suo lager non è Auschwitz ma «il» lager. Peccato che nell’immaginario collettivo il lager per antonomasia sia proprio Auschwitz, ragion per cui non solo Monicelli e Godard hanno pensato immediatamente ad Auschwitz, sicché cambiare scientemente la nazionalità dei liberatori ovvero scegliere una bandiera invece di un’altra o di nessuna – tanto più in un film con tali pretese simboliche – è una decisione non priva di motivazioni che esorbitano la sfera poetica, di oculate valutazioni finanziarie, di ovvie implicazioni politiche. …”
Ogni giorno mi sento sempre più anarchico,
Sempre più lontano dalle “istituzioni”
Ho sognato, ho combattuto in un idea. Il mv5s* , un MV che alla prima occasione si è venduto anche il culo, tornato con i piedi per terra mi sono ritrovato immerso fin sopra le caviglie in un mare di merda,
E sentire frottola PDC, il nulla pneumatico trojani e il cazzaro verde ripetere ed atteggiarsi a statisti mi viene il latte alle ginocchia,
Se poi guardiamo all’opposizione peggio di loro ci sono solo i vermi della carne,
Risultato? Non può più fregarmene di meno, le pecore umane possono procedere belando felici e contente verso il mattatoio,
Pertanto, che guerra sia e si salvi chi può.
Coaggio, questo schifo sta finendo. Dio sistemerà tutto.
Penso che da noi si debba chiamare giornata dell a dimenticanza. Smemorati, riviviamo le stesse dinamiche del fascismo, nonostante Pinochet-ta abbia le gambe corte e la lingua lunga nel prenderne le distanze, a parole. Dimentichi delle squadre fasciste negli anni di piombo, le stragi alle stazioni, treni, etc. Dimentichi della deriva mafiosa in seno allostato, la corruzione, i magistarti ammazzati. Dimentichi che gli operai cadono nei cantieri a quasi 80 anni perchè senza quei quattro soldi, i figli non possono comprare il latte ai nipotini in fasce, non in fascio. Dimentichi che abbiamo un individuo amico delle ndrine, dei rimborsi di eurocreditnord a quasi 100 anni, amico dei peggiori xenofobi mondiali e promotore del ponte assurdo su un’isola che frana nel mare. Dimentichi che gli artigiani sono morti e nessuno sa far niente, indi lo mettono a libro paga dello stato. Pagati coi proventi di mafia, multe, narcotraffico. Dimentichi che a Milano ammazzano come cani quelli un poco abbronzati. Dimentichi che siam praticamente la cuccia del cane di Al Capone, anche se oggi è tedesco ed ammiratore di Hitler, forse il suo Maestro. Dimenticare che in quel paese, ove ci mandano tutti i giorni, han allontanato il Bovino, ma non il Suino.
Veramente più che il giorno della memoria si deve parlare di settimana della memoria (a senso unico), visto che è almeno una settimana che le principali reti tv mandano in onda almeno un film dedicato alla persecuzione degli Ebrei.
Cronaca, Interno, Politica
Ice alle Olimpiadi, Piantedosi incontra ambasciatore Usa. Tajani: “Non è che arrivano le SS”.
Giusto, son la Gestapo.
Il giorno della vergogna per i Nazisti !
Il giorno della vergogna per gli Askenazisti .
Dovrebbero scrivere sul muro che divide Gaza dalla palestina la stessa scritta .
Il lavoro , anzi lo schiavismo vi rendera liberi !
Ma stavolta niente forni troppo lenti , questa volta gli ebrei usano le bombe e le ruspe , piu pratiche e piu veloci .
Altro che giorno della memoria , da oggi in avanti bisogna chiamarlo giorno della vergogna , si vergogna che un popolo che ha vissuto x decenni rinfacciando al mondo quello che ha subito , oggi lo faccia in modo piu crudele , al popolo della palestina