Come la coda del dinosauro che si muove perché non sa ancora che il resto del corpo è morto, cosi i servizi occidentali continuano a lanciare servizi  su manifestazioni oceaniche in Iran che semplicemente non esistono e contemporaneamente buttano sul palcoscenico starlette ebree e troll di Tel Aviv, sotto mentite spoglie, a raccontare la storia di morti fra i rivoltosi, le immancabili fosse comuni, insomma tutto il repertorio dei cambi di regime  che conosciamo fin dagli anni ’90. Queste cose, affermano, le avrebbero sapute grazie al sistema starlink  che tuttavia è gestito proprio da Washington e da Israele, quindi non si capisce bene perché non ne parlino i governi interessati ai cambiamenti in Iran e mandino avanti privati cittadini. Forse perché non vogliono farci sapere di essere dietro alla cosiddetta rivolta? Il fatto sostanziale è che questa è ancora una volta fallita, anche se è parsa la volta buona per rimettere sul trono uno Scià. È fallita politicamente poiché, al di là dei malumori e delle proteste, è solo un’esigua minoranza, per giunta etero diretta, che vuole un’occidentalizzazione radicale del Paese e la sua svendita ai poteri globali che ne contestano la storia e la stessa sovranità. Inoltre tutti si rendono conto che la situazione di crisi inflazionistica è determinata proprio dalle sanzioni occidentali.

Come detto nel post di ieri è dalla cacciata dello Scià, nel’79, che americani e israeliani ci provano a far ritornare l’Iran sotto le loro grinfie,  sempre con scarsissimo successo nonostante le enfasi dell’informazione occidentale e questa volta ci speravano di più, sia perché avevano a che fare con un residente moderato come Pezeshkian, sia perché pensavano che con i terminali starlink avrebbero potuto coordinare le azioni dei piccoli gruppi sotto il loro controllo in maniera da sfruttare a fondo il malcontento per l’inflazione che non ha nulla a che vedere con un cambio di regime. Dopo una campagna a tappeto, cominciata fin dal 2023, volta a presentare Reza Palavi junior come il futuro capo del Paese, il quale peraltro in una intervista ha persino detto che lui non sopporta gli eletti (un vero genio), pensavano che fosse la volta buona e si sono risolti ad usare le tecnologie più sensibili per coordinare le azioni. Ma poi i russi hanno fornito  apparecchiature capaci di individuare i terminali starlink e la partita è stata persa perché in realtà non c’era alcun popolo dietro questi gruppi di pressione, né un progetto politico al punto da adottare come cambio di marcia un cretino la cui prima mossa sarebbe stata quella di svendere il Paese. In più hanno probabilmente perso i loro referenti che adesso si riverseranno da noi  in qualità di dissidenti. Sperando che tra di essi non ci sia qualche scrittorucolo di straordinaria mediocrità che diventerebbe il piombo dei salotti buoni, costretti a leggere gli esaltanti rivolti di copertina, perché più non si può davvero fare. O chissà, ci verranno imposte nuove litanie sul velo che le donne iraniane, almeno nelle grandi città, non portano più da un pezzo.

Altri dovranno affrontare la pena di morte che sarà tema di una nuova campagna anti iraniana la quale, oltre a demonizzare ancora una volta il Paese, ha il precipuo scopo di lavare le coscienze occidentali sui cui gravano, solo negli ultimi anni, la lotta all’ultimo ucraino pur di far avanzare la Nato, il carnaio di Gaza, la situazione venezuelana e i bombardamenti attuati o minacciati da Trump. La teocrazia non è certo il miglior metodo di governo, ma il cosiddetto mondo libero e liberale ormai decaduto cosa ha da offrire di molto meglio, una volta decolonizzata la mente dalle mitologie che vengono inculcate 24 ore su 24 e che alla fine servono altrettanto  bene sia per la destra antislamica che per la sinistra apparentemente antiautoritaria? Voglio ricordare che prima di questa fase le persone indagate per reati di opinione in rete erano 400 in Iran e quasi 2000 in Gran Bretagna che peraltro ha una popolazione di un terzo inferiore. Forse scopriremmo di vivere in teocrazie laiche prigioniere di un paradigma che come un caleidoscopio, aggrega tutto e il contrario di tutto, grazie  a particelle elementari di pensiero politico, negando ogni visione di insieme coerente.

Adesso si attende che Trump, fallito il golpe si decida a nuovi bombardamenti sull’Iran, anche se ancora non si vedono preparativi in tal senso. Quanti moriranno ancora? Ma questo a chi si crede dalla parte dei giusti non interessa.