Ignorare è ormai la parola magica dell’Occidente, la formula con cui riesce ad andare avanti come uno zombi senza interrogarsi e senza guardare la sua squallida realtà. Così riesce a tollerare l’abominio etico di aver dato un appoggio sostanziale al tentativo genocida di Gaza, così può disconoscere la nascita di un mondo multipolare e ritenere di essere ancora l’unico titolato a dettare le regole al resto del mondo, così può far finta di non stare subendo una sconfitta strategica e tecnologica in Ucraina. E come le oligarchie di comando ignorano la situazione reale pensando che ignorandola non esista, così i cittadini che non vogliono far finta di non vedere vengono sempre di più spinti in un ghetto dove lo stato di diritto diventa un fantasma. Purtroppo la massa di imbecilli e di ignavi è tale che l’operazione di imporre un autoritarismo strisciante sta riuscendo, proprio mentre i dementi si affannano a straparlare di democrazia e di antifascismo. Molti loro riescono persino a non capire un fatto chiaro come il sole, ovvero che l’operazione Gaza e quella ucraina sono strettamente interconnesse, per cui stanno con Hamas da una parte e con Zelensky dall’altra.
Tutto questo accade perché non siamo di fronte a un incidente di percorso nel tranquillo vivere dell’impero e delle sue colonie, ma di qualcosa che mette in questione le radici stesse del potere, non solo le sue regole ipocrite e a geometria variabile, bensì il fondamento stesso sui cui si regge l’oligarcato. Il fatto che la Russia abbia resistito all’assalto delle sanzioni che si immaginavano distruttive e che anzi abbia accresciuto la propria economia anche grazie ai buoni rapporti sia con l’Asia che con l’Africa, è qualcosa di così inconcepibile sia nell’ambito della teoria neoliberista che nella pratica imperiale che si agisce e si parla come se ciò non fosse mai successo, come se Mosca stesse per crollare da un momento all’altro perché, come è noto, il calabrone non può volare, anche se lo fa. Mentre chi pensava di poter solcare i cieli si ritrova col culo per terra, abbattuto dalle sue stesse armi.
Insomma prendere atto della situazione e un po’ come rinnegare tutto ciò in cui si era fermamente creduto, che fossero principi teorici o leggende metropolitane, infingimenti o accurate invenzioni narrative. Tutte le proposte di pace partono dall’errato presupposto che Putin abbia una fretta dannata di mettere fine al conflitto, mentre al contrario ogni giorno di guerra mette in gioco energie che prima erano sopite: in pochi anni la Russia ha rivoluzionato il suo sistema agricolo, diventando un forte esportatore di prodotti non Ogm, perché i Paesi che sono fuori del Washington consensus chiedono forniture certe e a prezzi ragionevoli, non ballerini a seconda del mercato e non chiedono di certo se sei abbastanza liberale o Lgbt. Al contrario l’agricoltura europea è sotto assedio dei poteri globalisti che la vogliono uccidere perché portatrice di valori di territorialità e attaccamento culturale che ad essi spiacciano. Se ci si pensa non è molto diverso concettualmente dalla vicenda dei kulaki sotto Stalin. Ma anche nel settore industriale è stata costretta dalle sanzioni a fare da sola, mettendosi a produrre ciò che prima veniva dall’Occidente. Insomma la guerra ha risvegliato Oblomov. Gli sciocchi europei pensavano che abbandonando le fabbriche di auto o di altri settori e negando i piaceri ( si fa per dire) del macdonaldismo, i russi avrebbero dolorosamente sentito la mancanza di beni da vetrina. Invece adesso quelle stesse fabbriche lavorano a pieno ritmo per produrre ricambi e nuovi modelli, mentre le fabbriche europee chiudono. E nuovi chioschi servono cibi certamente più sani.
In pochi giorni, con poche perdite e senza nemmeno usare armi nucleari la Russia potrebbe ridurre a un mucchio di macerie Kiev, Leopoli e le altre città ucraine, ma non lo fa per due essenziali motivi: il primo è che quello ucraino viene considerato un popolo affine o fratello, dove un terzo abbondante della popolazione, escluse le aree orientali totalmente russofone, parla comunemente russo e in secondo luogo perché la guerra sta sanando molti tessuti molli della società russa e spezzando vecchie dipendenze. Da un punto di vista strategico, Mosca ha chiarito che la lentezza non è un segno di debolezza, ma di una scelta che non considera il conflitto come una classica guerra esterna, ma come una tragedia interna allo spazio storico russo. Come è noto o dovrebbe esserlo, praticamente ogni russo ha un parente ucraino, motivo per cui la conduzione attenta delle operazioni militari è anche un modo per preservare le famiglie russe stesse, su entrambi i lati dei confini artificiali creati nel 1991.
Che poi i media occidentali tentino di dare un’immagine distorta della realtà, che pubblichino foto di bandiere ucraine fatte su un qualunque set, per dimostrare che quella o questa fortezza ancora resiste, che il conflitto stagna, sono cose che riguardano solo la coscienza dei bugiardi e dei servi volontari, nonché i neuroni superstiti di chi dà ancora credito a queste sciocchezze. Sono insomma la patologia conclamata di un sistema che va marcendo e che deve ignorare il mondo reale per poter vedere ancora la sua falsa immagine, invece di affrontare l’orrore che sta diventando.


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Gli ameri-cani hanno attaccato il Venezuela.
Anche i cani randagi possono mordere un passante, non certo un paese intero… Morto Maduro, se ne fà uno Durissimo…
Siamo il paese delle libellule. Viviamo tre giorni incontro al Sole con una cannuccia di fieno infilata a retro, convinte di essere elicotteri da guerra e poi ci trovano ai lati dei fossi, rosi dalle formiche. Nel paese di un ultraottuagenario rimbambito e di una strega nera , sadica dagli occhi fuor dalle orbite. povera gente, kristi poveri senza Kristo a cui han tolto sin il legno della croce, non che la usi per non morir di freddo..
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Un altro pianeta.
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Lascia che il mondo continui nel suo brusìo indistinto. Schiavo dei suoi papy, imperatori, vitelli e re.
Oblomov… ah quanto avrebbe bisogno di pizzico sano oblomovismo questo mondo… a temperare smodata furia produttrice consumatrice… sterminatrice.. che ha presi da paio secoli… ad ingozzarci frenetici in bulimia senza requie con iperattività demoniaca… tendente a… di più di più sempre solo di più!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/