Era divertente il teatrino dei burattini che da bambino sono riuscito a vedere due o tre volte, prima che quel mondo fosse sommerso e cancellato dalla tv: divertente anche perché tutti i ruoli erano ben definiti, ritagliati, come appresi molti anni dopo, sulle maschere della commedia dell’arte e le storie semplici, prive di sfumature. Ma è molto difficile da adulti sopportare che gli uomini si comp0rtino da burattini e abbiano una testa di legno dove il pensiero è esclusivamente quello di chi tira i fili. Figuriamoci poi se queste teste di legno reagiscono all’unisono, usano le stesse espressioni, i medesimi slogan, la stessa retorica ciclostilata, paiono insomma un intero coro senza distinzioni di ruoli e parti politiche: sono burattini massificati che è davvero il massimo dell’abominio contemporaneo.
Così eccoci nel teatrino ad ascoltare Renzi e Tajani, Meloni e Picierno, Calenda e Salvini, tutti in brodo di giuggiole per l’arresto di Mohammad Hannoun, uomo di Hamas che in vent’anni ha raccolto in Italia sette milioni dollari per la causa palestinese. Tutti a dirci, come se fossimo degli imbecilli, che adesso siamo più sicuri quando semmai – se Hamas fosse davvero un’organizzazione terroristica e non una formazione politica che ha poco da spartire con la jihad islamica – dovremmo prevedere una vendetta. Ma per carità, dal milieu politico non ci si può aspettare una qualche verità, ma nemmeno la scintilla dell’ovvio: le loro teste fanno tac tac come noci di cocco sbattute fra di loro. Il problema però è un altro: cosa è terrorismo? L’uso della violenza indiscriminata spesso contro civili per ottenere uno scopo politico, religioso o nazionale, come nel caso di Hamas. Questa definizione si attaglia benissimo anche al governo sionista di Tel Aviv che uccide indiscriminatamente nella striscia di Gaza al solo scopo di scacciarne la popolazione palestinese o di sterminarla di costruire la Grande Israele a scapito di altri popoli . E per questo obiettivo dai soli Stati Uniti sono arrivati a dare a Netanyahu e soci oltre 20 miliardi di dollari a cui si aggiungono quelli sottobanco di molti Paesi europei che sono serviti non solo ai massacri di Gaza, ma anche ad aggredire altri sette Paesi.
Qui l’assoluta vuotaggine politica, si salda con la profonda immoralità occidentale così radicata che gli stessi movimenti pro Palestina sembrano esitare, vittime essi stessi di una narrazione delirante che vede la resistenza palestinese non come un diritto, ma come una possibilità meramente teorica e che non può di fatto essere esercitata. A questo punto bisogna fare un po’ di conti, perché i discorsi vanno ritagliati sulla realtà e non sulle impressioni, suggestioni, nascondimenti e bugie. Ve li fornisco in modo da uscire dalla palude del vago e indeterminato.
- Secondo i dati di B’Tselem, un’organizzazione israeliana per i diritti umani, tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2022 circa 10.712 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane o dai coloni, mentre nello stesso periodo i palestinesi hanno ucciso circa 1.106 israeliani, una proporzione di 1 a 10.
- Sempre tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2022, i palestinesi hanno preso in ostaggio almeno 19 israeliani, ma nello stesso periodo Israele ha incarcerato oltre 30 mila palestinesi, compresi donne e bambini, la gran parte dei quali senza mandato di cattura o processo.
- Nell’arco di questi 23 anni, secondo Ministero degli Esteri israeliano, si sono verificati 672 attacchi da parte palestinese, ma solo 105 di questi sono attribuiti ad Hamas, 58 alla Jihad Islamica e 5 a Hezbollah. In altre parole, solo il 25% degli attacchi è associato a uno specifico gruppo palestinese. Il restante 75% è attribuito a colpevoli senza nome.
- Ciò che è accaduto dal 2023 lo conosciamo tutti, 1200 israeliani uccisi per almeno una metà dalle stesse forze di Tel Aviv in forza della direttiva Annibale e una cifra ufficiale di 80 mila palestinesi, molti dei quali bambini. In realtà la cifra è molto più alta, supera i 200 mila, come hanno accertato diverse organizzazioni anche occidentali.
Il nocciolo di questo conflitto è che Israele sta lavorando febbrilmente per privare i palestinesi del loro Stato, a cui secondo l’Onu avrebbero diritto. E non è certo perché un assassino indossa una divisa e un altro no che fa la differenza morale e storica. I palestinesi stanno lottando per garantirsi uno Stato. È tutto così semplice, compreso accertare chi vince nella gara del terrorismo: ma guai a parlarne, perché farlo svela la pochezza degli slogan e la nullità di certi ambienti che non osano dire ciò che evidente e impediscono agli altri di farlo. .


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Hamas è stata creata da Israele e riceve fondi dalla stessa. I sionisti di Israele sono dei pazzi, fanatici, psicopatici, mentitori, farisei, terroristi proprio nell’animo! Il guaio è che hanno un mano la finanza mondiale.