Ieri mi è capitato di leggere su X un intervento sul clima che riportava le parole del professor Ian Plimer, docente emerito di geologia all’Università di Melbourne, il quale faceva notare qualcosa che equivale all’acqua calda per un liceale di un tempo: “Il clima cambia sempre. Ciò che mi preoccuperebbe è se il clima non cambiasse. Allora avremmo una catastrofe climatica. I climi sono ciclici… Quando siamo più vicini al Sole, ci capita di essere un po’ più caldi, e quando siamo più lontani, ci capita di essere un po’ più freddi… Il Sole emette quantità variabili di energia… E questi sono i due fattori che determinano il clima: la quantità di energia emessa dal Sole e la nostra vicinanza al Sole. Per oltre l’80% del tempo, il pianeta è stato più caldo e umido di adesso. Per oltre l’80% del tempo, i livelli del mare sono stati più alti di adesso”.
Apriti cielo, una valanga di insulti, ovviamente senza alcun ragionamento o ancora peggio tentativi grotteschi di inficiare l’argomentazione con assunti da scuola elementare tipo questo: “Se ha detto così ha detto una scemenza Nell’emisfero boreale (nord, come Europa, Italia, ecc.): Estate (giu-lug-ago): la Terra è all’afelio (punto più lontano dal Sole, intorno al 4-6 luglio). Qui la velocità orbitale è minima (più lenta, circa 29,3 km/s). viceversa in inverno.” Già e allora? A questo tipo che dà dello scemo agli altri come se tutti avessero il suo microcefalo, la mammina o grok non hanno detto che quando è estate nell’emisfero boreale è inverno in quello australe e che l’insieme di questi componenti determina la quantità globale di radiazione solare? Insomma cicli solari, precessione degli equinozi, ciclo di Bethe, variazioni dell’eccentricità dell’orbita terrestre che varia periodicamente, da più circolare a più ellittica, principalmente in cicli di circa 92.000 e 405.000 anni, influenzando le variazioni climatiche globali. Tutte cose – ma sono soltanto una minima parte – che io ho studiato al liceo (ed era il classico) che tuttavia ora sembrano completamente sconosciute agli accorati quanto ignari fedeli del culto climatico -catastrofista ovvero uno degli oscurantismi millenaristici del nostro tempo. Ora, tanto per la cronaca, siamo in un periodo di eccentricità molto bassa, associata ai periodi interglaciali, ossia quelli più caldi con meno differenze tra le stagioni.
Sembra proprio che quanto maggiori siano sono le conoscenze globali, minori siano quelle individuali con, in più, la totale inconsapevolezza della propria narcisistica ignoranza. Non si sa di non sapere che per Socrate appunto è il vizio intrinseco dell’insipienza. Soprattutto viene esibito un patologico rifiuto del dubbio come elemento fondante non solo del metodo scientifico, ma del sapere in generale. E dire che persino nella teologia cattolica il dubbio assume un rilievo fondamentale in Sant’Agostino, come presupposto e lievito di una fede vera, idea peraltro condivisa da Cartesio. Basterebbe questo per vedere in che società malata viviamo: invece di approfondire le leggende metropolitane che circolano nei media di regime, si è in cerca di risposte rassicuranti o di un colpevole purchessia e poiché sia le le prime che il secondo sono simulate dalla ripetizione continuata e aggravata delle medesime balle circonfuse d’incenso, ci si abbandona ad esse con uno spirito settario che, per giunta, viene equivocato come devozione alla scienza o nella “democrazia” come nel caso della Russia considerata per inerzia mentale, autoritaria pur avendo le medesime istituzioni dei Paesi europei. E che per giunta ha un dibattuto pubblico molto più aperto che in questo guardino rinsecchito della Ue.
Non è certo un caso se ora il dubbio è rientrato dell’ambito dei disturbi ossessivo -compulsivi, grazie anche all’idiozia americana del Dmso. Certo, rientrare tre volte a casa nell’incertezza di aver chiuso a meno il gas o rimanere paralizzati di fronte a una scelta può essere inquietante, ma si avverte benissimo che il dubbio in sé viene visto come qualcosa di negativo per la vita pratica che è poi l’unico orizzonte che viene proposto per la natura umana. Il resto non viene nemmeno preso in considerazione. Del resto il sociologo Zygmunt Bauman osservava acutamente che tutta la cultura moderna è nata con la promessa di sfidare l’incertezza, una sfida destinata a fallire, perché in realtà è proprio l’incertezza che porta a una verità, per quanto parziale essa possa essere.
Ipotizzare cambiamenti che non siano portato di tecnologie, avere una diversa idea del mondo, una speranza politica che contesti l’eternità del neoliberismo come fine della storia, non unirsi al coro dei capri su ogni e qualsiasi dogma venga lanciato, è per questo mondo mondo patologico qualcosa di malato, mentre, al contrario, è espressione di sanità mentale. È cone il qual racconto di Poe dove i pazzi prendono il potere. Purtroppo tutto questo sarà assolutamente chiaro solo quando sarà troppo tardi per evitarne le conseguenze.


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Il Prof. Nicola Scafetta attribuisce un ruolo rilevante ai cicli astronomici nelle variazioni del clima terrestre. Ma i suoi articoli sono pubblicati quasi esclusivamente su arxiv.org.
ChatGPT:
Secondo questa teoria, il clima non è influenzato solo dai fattori interni al sistema Terra–atmosfera, ma anche da forzanti esterne di origine astronomica, in particolare dai moti dei pianeti, come Giove e Saturno, e dalle loro interazioni con l’attività solare.
Queste interazioni contribuirebbero a modulare l’energia solare attraverso cicli periodici, che si rifletterebbero poi sulle oscillazioni climatiche osservate a scala decennale, multidecennale e secolare.
Scafetta evidenzia come molti di questi cicli climatici mostrino correlazioni temporali con cicli astronomici ben noti, suggerendo l’esistenza di armonie e risonanze naturali.
Da questa prospettiva, i modelli climatici attuali tenderebbero a sottovalutare la variabilità naturale, attribuendo un peso eccessivo ai soli fattori antropici.
È importante sottolineare che questa teoria è oggetto di dibattito scientifico: mentre l’analisi ciclica è considerata interessante, i meccanismi fisici proposti non sono ancora universalmente accettati dalla comunità scientifica.
Un’analisi più approfondita dell’orbita lunare, fondata su criteri quantitativi, su una modellizzazione di elevata precisione numerica, consente di interpretare in modo coerente e verificabile il fenomeno del bradisismo ai Campi Flegrei, le sue fasi di abbassamento e di sollevamento del suolo, l’eruzione del 1538, quella del Vesuvio del 79 d.C, la crisi bradisismica del 1984 ecc.
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Il bradisismo ai Campi Flegrei è un battito lunare dalle pulsazioni pluriennali e aritmie prevedibili:
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pagina Facebook
https://www.facebook.com/profile.php?id=61578655521553
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testo PDF di 78 pagine su Google Drive:
https://drive.google.com/file/d/1ZzpuLYMsRVj7XyC6nIy6XVg4HvhUy-zf/view
Ma certo, non ha senso sfruttare l’energia del vento e del Sole. Non c’è nemmeno convenienza. Meglio bruciare il carbone, che non fa caldo e non fa fumo. E le centrali nucleari? Sono le più pulite fonti di energia che conosciamo. Tanto a smaltirle ci penseranno i posteri, un po’ come non alzare la ciambella e tirare l’acqua quando si piscia. Ci penseranno gli altri. Tra l’altro pare che nell’ultimo anno in Cina siano stati installati Gigawatt di eolico pari a 10 volte il resto delle nazioni messe insieme. L’equivalente di 140 Gigawatt, per i non esperti tanto quanto 140 centrali nucleari nuove. Ma noi non siamo certo coglioni come i cinesini, che non ne azzeccano una. Noi è meglio che rimaniamo dipendenti da fonti energetiche che non abbiamo, in modo da rimanere sempre sotto ricatto. Così vogliono i padroni. E così sia.
Si, tutto vero, in Cina hanno installato un mare di pannelli solari e pale eoliche,
La differenza con noi è che loro, i cinesi hanno un immensa estensione desertica, deserto dove non cresceva un filo d’erba, ora, all’ombra dei pannelli solari sta spuntando, e le pecore possono pascolarci, peccato che poi scurreggino e ruttino.
È proprio un vero peccato, Cagliostro. Che ci possiamo fare? Dài, pensiamoci sù.
“i vari cicli orbitali e quelli dell’attività solare hanno periodicità di decine o centinaia di migliaia di anni, per cui possono produrre cambiamenti nel clima su scale temporali paragonabili e non nel giro di alcuni decenni.”
Chi ha scritto ‘sta cosa ha detto mezza verità. Esattamente come chi assimila tra loro dipendenti come un’insegnante e un calciatore.
Non è infatti necessario scomodare le ciclicità dei fenomeni astronomici, cioè andare indietro di decine o centinaia di migliaia di anni, per prendere atto di oscillazioni climatiche significative: sono stranote (e stradimostrate, con qualche approfondimento palinologico) diverse oscillazioni nei duemila anni di storia che ci precedono (ma anche solo mille…), con picchi “caldi” di una 20ina di decenni alternati, con periodi di transizione, a picchi “freddi” dello stesso ordine di grandezza.
Il problema è che quando viene dato ascolto al lucroso allarmismo e alla cialtroneria di quache salottiero pseudo climatologo col papillon, o di qualche altro agit-prop che scodinzola sotto il tavolo delle multinazionali dell’energia, le quali, mettendo in scena una finta contrapposizione fossili-rinnovabili, straguadagnano su entrambi i fronti.
Certamente ci sono oscillazioni climatiche aventi periodicità minore di decine o centinaia di millenni, anche minore di 20 anni se è per questo: c’è per esempio l’oscillazione quasi-biennale della stratosfera, che ha una periodicità di poco più di due anni, o la stessa oscillazione di El Niño, la cui periodicità è leggermente maggiore. Non hanno cause di tipo orbitale ma sono dovute sostanzialmente al fatto che la temperatura della Terra non è la stessa dappertutto e ciò causa una serie di fenomeni dinamici complessi (che chiamano in gioco anche il moto di rotazione terrestre, l’accoppiamento tra moti atmosferici e correnti oceaniche, i processi di evaporazione e condensazione influenzati da scambi termici su vasta scala e dall’orografia, etc.). Si tratta appunto di oscillazioni, cioè di qualcosa di periodico, che va sovrapporsi a un trend di incremento delle temperature causato dall’immissione di CO2 in atmosfera, la cui concentrazione aumenta in maniera esponenziale (dire “ne viene emesso solo il 4% del totale ogni anno” significa appunto dire che la concentrazione cumulativa aumenta approssimativamente come (1,04)^n, dove n è il numero di anni: una variazione appunto esponenziale).
Detto questo, anche io sono contrario agli allarmismi e alle false soluzioni (dietro le quali c’è sicuramente anche chi vuol farci un sacco di soldi), e ho spesso l’impressione che contro questo fenomeno si possa fare ben poco, perché i costi sarebbero insostenibili e perché comunque la CO2 che già c’è non è che andrà via tanto velocemente. Tuttavia, una cosa è dire “purtroppo il riscaldamento globale è un processo che non possiamo fermare e quindi dobbiamo semplicemente conviverci” – che è un discorso che si può anche fare – e un’altra è voler per forza negare tout-court che questo dipenda dalla CO2, adducendo di volta in volta cause fantasiose che possono dare effetti tangibili solo nel giro di svariati millenni.
Scusate se mi intrometto in questo dotta dissertazione, ma una scoreggiona, o rutto, di dinosauro a quante loffie di mucche caroline equivale? La scienza ha sicuramente una risposta.
https://www.la7.it/crozza/video/il-grande-fisico-italiano-zichichi-28-12-2007-111977
Beh, ma il fatto che da noi sia estate quando la Terra è in afelio effettivamente dimostra che il tizio stia dicendo una sciocchezza: è l’inclinazione dell’asse terrestre a determinare le stagioni, non la distanza tra Terra e Sole, la cui variazione nel corso dell’anno è minima essendo l’orbita terrestre praticamente circolare (le rappresentazioni grafiche tendono ad esagerarne l’ellitticità a mero scopo illustrativo). Detto questo, è tutta una questione di ordini di grandezza: i vari cicli orbitali e quelli dell’attività solare hanno periodicità di decine o centinaia di migliaia di anni, per cui possono produrre cambiamenti nel clima su scale temporali paragonabili e non nel giro di alcuni decenni. Pretendere di negare l’impatto antropico sul clima sulla base del fatto che “il clima è sempre cambiato e sempre cambierà” – senza fare considerazioni quantitative – è un po’ come dire che un insegnante di scuola elementare e Cristiano Ronaldo sono nella stessa situazione economica perché “entrambi sono lavoratori dipendenti e prendono uno stipendio per il lavoro che fanno”.
E si ritorna sempre li:
https://youtube.com/shorts/cLqkKQiJ5N4?si=uhF2FnwE_ysAxBeH
Non mi stanco mai di riproporlo,
Una laurea non sempre è sinonimo di intelligenza.
I fatti lo confermano
Questo canale espone la teoria di una grossa catastrofe ogni circa 12000 anni, unendo dati astronomici, geologici, archeologia e miti. Purtroppo ha molti argomenti :
https://spaceweathernews.com/
Fotosintesi clorofilliana… un tempo si studiava in scuole elementari… ora fior di neolaureati in giurisprudenza o insigni bocconiani… manco sanno cosa sia!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/