La potente marina estone dotata di qualche vetusto cacciamine difettoso venduto dagli inglesi e qualche pattugliatore costiero ha tentato il colpo grosso, in fatto di provocazioni: ha cercato di bloccare la navigazione di un cargo petroliero russo, anche se battente la bandiera del Gabon, nelle acque internazionali del Baltico, senza dare alcuna spiegazione in merito a questa azione contraria a tutte le regole della navigazione. Hanno ordinato al comandante della nave russa di fare rotta verso le acque estoni dove avrebbero potuto sequestrare la petroliera e poi  fermarsi immediatamente. Quando questi ha risposto ai suoi interlocutori di andare a fare in… insomma avete capito, gli estoni, appoggiati anche da aerei Nato, si sono preparati ad abbordare il cargo cercando di farlo con un elicottero.

Ma all’improvviso è comparso in cielo un Su35 e la marina estone si è dileguata. In un filmato si sente dire a questi corsari della Nato “mik… mik” prima di volgere precipitosamente ai loro porti. Volevano dire Mig dimostrando di non conoscere la differenza tra Mig e Sukhoi, ma hanno perfettamente capito l’antifona. Del resto basterebbe un solo missiletto per distruggere tutta la flotta di questi idioti che sperano con tali improvvide azioni di far scendere in campo gli Usa e dare inizio a una conflagrazione globale.

Gli estoni cui manca solo una “t” iniziale per formare una perfetta definizione ancora non hanno capito nulla di come stanno evolvendo le cose: del resto Kaja Kallas è proprio di quelle parti, anzi ha fatto il primo ministro (carica peraltro ereditata dal padre) prima di quello attuale che ha pensato bene di estromettere i socialdemocratici dalla stanza dei bottoni per governare assieme al partito nazionalista. Ecco chi ci tocca sopportare.