Una risata non ha mai seppellito nessuno, al contrario di quanto sosteneva una certa vulgata social, durata anni e sfociata in una noiosa banalità seriale. Tuttavia i produttori di narrazioni inconsistenti sono alle volte così goffi e così grossolani che cadono, anzi capitombolano nel ridicolo: il fatto di non avere appigli nel mondo reale li spinge oltre il limite, ma del resto sono di gomma e non si fanno mai male, perciò proseguono ad oltranza. Questa settimana la France Presse ha riferito che gli “operatori per i diritti umani “, qualunque cosa si intenda con tale definizione, avvertono che in Pakistan i matrimoni di minorenni  stanno aumentando “a causa dell’insicurezza economica causata dal clima”. Quale rapporto ci sia fra le due cose non viene in alcun modo spiegato, anche perché regolarmente  il peggioramento del tenore di vita provoca l’effetto contrario.

Non mi sto a soffermare sulla questione in sé  dei matrimoni che vengono considerati prematuri: è una questione culturale che di certo non possiamo trattare in modo così rozzo da considerare tout court precoce e dunque frutto di abuso ciò che fuori del mondo occidentale viene definito tardivo. Usi e costumi della nostra società non possono essere presi a misura universale, tanto più che per secoli i matrimoni tra adolescenti erano la norma anche da noi per ovvie ragioni sia sociali che sanitarie e il fatto che in Occidente i quarantenni si considerino “ggiovani” anche dal punto di vista riproduttivo è altrettanto stravagante, per non dire grottesco. Per non parlare del cambio di sesso in età infantile che è invece considerata cosa buona e giusta Ma ad ogni modo questo fatto dell’aumento dei matrimoni anzitempo a causa del riscaldamento globale è una pura invenzione delle agenzie di stampa e dei seguaci di Net zero. Tutta la narrazione si basa sulle inondazioni del 2022 che secondo France Presse (di proprietà dello Stato francese),  peraltro smentita dalla Bbc, avrebbero colpito un terzo del Paese, mentre riguardavano solo l’8 -10 per cento del territorio. Inoltre secondo il portale sui cambiamenti climatici della Banca Mondiale, le piogge monsoniche di giugno, luglio e agosto nel periodo 1991-2020 sono state marginalmente inferiori in Pakistan rispetto a quelle cadute nel periodo 1961-1990. Dunque semmai ci sono state meno inondazioni.

La realtà sarebbe una cura decisiva per queste sciocchezze, ma essa fa fatica ad imporsi, deve farsi strada fra una ridda di interessi miliardari che poi di fatto pagano a piè di lista il culto climatico  Basta vedere le enormi pressioni esercitate su un gruppo di ricerca italiano guidato dal professor  Gianluca Alimonti dell’Università di Milano, perché ritrattasse una ricerca nella quale si dimostra, dati alla man, che l’intensità e la frequenza delle precipitazioni sono  statiche in molte parti del mondo, mentre gli eventi estremi  tra cui disastri naturali, inondazioni, siccità e produttività degli ecosistemi, non hanno mostrato “un chiaro trend positivo”. Recentemente, grazie a una fuga di mail  sono venuti alla luce dettagli scioccanti sulla corruzione e la repressione nel mondo della scienza del clima: un gruppo  di scienziati attivisti ( un vero ossimoro) e giornalisti si è unito per garantire la ritrattazione della ricerca di Alimonti perché sosteneva che l’emergenza climatica non era supportata dai dati disponibili. Il noto scrittore scientifico Roger Pielke Jr. ha trattato questa vicenda in modo molto dettagliato e ha osservato: “Le buffonate continuano nella scienza del clima con scienziati influenti che collaborano con i giornalisti per corrompere la revisione paritaria”.

Tuttavia l’Oxford Climate Journalism Network suggerisce  di comminare  “multe e carcere” a coloro che esprimono scetticismo sulla scienza “ben supportata” la quale in realtà consiste in una ridda di mere ipotesi e mette  in guardia i giornalisti dall’uso di fotografie di persone che si divertono all’aria aperta in periodi di clima estivo “estremo”. Vengono inoltre forniti suggerimenti infantili chiedendo ai partecipanti di scrivere storia tipo quella de mango in cui si evince che non è gustoso come l’anno prima a causa del cambiamento climatico.

Si vuole dare l’impressione che l’emissione di Co2 antropica governi qualsiasi cosa come quella dei matrimoni precoci in Pakistan e sia all’origine di qualsiasi fenomeno ritenuto negativo. Ma soprattutto si fa di tutto per evitare che il grande pubblico prenda coscienza che della pura ipoteticità di ciò che viene spacciato come certo, provato e inconfutabile, per non parlare della frequente manipolazione dei dati. È una nuova religione dove occorre credere e non capire.  Il che assicura un numero straordinario di fedeli.