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Benvenuti in Ucraina

Il prezzo del cibo va alle stelle, il carburante continua la sua ascesa, si specula insomma sul freddo e non vedo perché questo debba scandalizzare nel momento in cui la speculazione finanziaria è ammessa e anzi ad essa e alle sue conseguenze si sacrificano enormi somme di denaro, diritti, salari, vite e speranze. Ma prendiamocela pure col verdumaio, anche questo fa gioco al potere.

Tuttavia c’è un dato inquietante che nessuno sembra mettere in rilevo: le 40 vittime dell’ondata di gelo e di neve. Non solo per le vite umane in sé, ma perché questo ci dice molto sulla condizione del Paese, sull’esclusione, sulla povertà nascosta, oltre che sulla totale disorganizzazione. Basta fare il raffronto con quello che succede altrove, anche in presenza di temperature molto più rigide: molti morti nell’Europa dell’est, ma pochissimi nei Paesi occidentali. 5 in Francia e Austria, 4 in Germania , 1 in Gran Bretagna dove le temperature sono state paragonabili alle nostre. La cartina messa come immagine e non a caso seminascosta dai media nazionali rende bene la situazione con i suoi cerchietti: l’Italia si sta trasformando in un Paese dell’est.

Da questo punto di vista la climatologia non si discosta dalla politica e dalle dinamiche del lavoro che da parecchi ormai non fanno che restringere il welfare, ridurre tutele, sfasciare conquiste in nome di una produttività e competitività buttata tutta sulle spalle delle persone  e per nulla sugli investimenti come invece sarebbe non solo giusto, ma necessario. Un impoverimento da ogni punto di vista che si accompagna alla sempre maggior noncuranza dei governi e al nostro egoismo. Benvenuti in Ucraina.

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