Viviamo un un mondo di esperti o molto più spesso sedicenti tali che in realtà sembrano ignari della realtà e arzigogolano tesi al limite dell’assurdo, ma che trovano spazio in un discorso pubblico del tutto fuorviante e manipolato, dove proprio i discorsi  più paradossali e incoerenti sono quelle più funzionali alla propaganda e al disorientamento. Alle volte leggendo le più immani stronzate ci si incazza, altre volte sono così fuori del mondo e così palesemente fondate sull’arrampicata di specchi che viene davvero da ridere. Poi ci si chiede, non senza orrore, se davvero c’è gente così ideologicamente frastornata, che può credere in quello che dice e scrive.

Petrolio, così è se vi pare

Per esempio una tale Julianne Geiger, sedicente esperta del mondo petrolifero e editor di Oilprice, si è inventata questo: Il rally petrolifero offre alla Russia una scusa per ritardare una cruciale riforma di bilancio. La Russia era pronta a ridurre la propria dipendenza dal petrolio, ma l’impennata dei prezzi la sta costringendo a ripensare il suo piano.  Mosca ha sospeso le modifiche previste alla sua regola di bilancio, il meccanismo progettato per proteggere le finanze statali dalle violente oscillazioni dei prezzi del petrolio. Ma questa è la classica Russia: la riforma a lungo termine si scontra con la liquidità a breve termine, e indovinate quale delle due prevale.”

Detto in poche parole: bisogna negare a qualunque costo il fatto che la Russia stia traendo un enorme vantaggio dalla crisi generata dagli Usa e da Israele in Medio Oriente e allora inventiamoci una cazzata qualunque per dire che la Russia finirà per pagare il fio della demenziale guerra di Trump contro l’Iran. La poverina non sa che proprio la guerra in Ucraina, la quale per chi non abbia l’encefalogramma piatto, ha costituito una sconfitta epocale per la Nato ha già da tempo rivitalizzato l’economia russa che comunque si basa su assetti reali e non su strumenti finanziari. Michail Mišustin primo ministro russo ha ironizzato su queste tesi, prendendo in giro la Geifer: “Conosco un gran numero di finanzieri ed economisti assolutamente straordinari che in passato non erano ingegneri particolarmente bravi, ma non conosco un solo ingegnere, nemmeno uno non particolarmente bravo, che in passato sia stato un bravo finanziere o economista.” Come dire noi abbiamo ingegneri e scienziati e voi un sacco di inetti con qualche master in finanza. Sorpresa: il XXI° secolo ha bisogno di conoscenze e competenze vere, non di gente priva di reale cultura che straparla.

Top gun 

Ormai anche la rivista US Air and Space Forces deve ammettere che la superiorità aera statunitense, di fronte a un avversario deciso e dotato di armi un po’ più aggiornate rispetto alla prima parte del secolo scorso, è una specie di mito: “L’Iran ha sviluppato sistemi di difesa aerea in grado di utilizzare sensori a infrarossi passivi anziché radar per individuare i velivoli, una soluzione che si è già dimostrata efficace in Yemen quando è stata impiegata dagli Houthi, sostenuti dall’Iran, che hanno abbattuto circa una mezza dozzina di MQ-9 Reaper durante l’Operazione Rough Rider lo scorso anno. L’F-35, grazie alla sua tecnologia stealth, sfugge ai radar, ma i sensori a infrarossi individuano le fonti di calore. L’F-35 è ora uno dei circa 20 velivoli dell’aeronautica statunitense che risultano danneggiati o distrutti nella guerra con l’Iran, iniziata quasi tre settimane fa”. Intanto sarebbe bene capire cosa significa “circa 20”, ma al di là di questo stupisce che una rivista specializzata continui a dire che l’F-35 sarebbe invisibile ai radar che è una sciocchezza assoluta: il caccia infatti ha una traccia radar inferiore nella semisfera anteriore, ma è perfettamente rivelabile da radar moderni. Ecco un altro caso di esperti che dicono cavolate. Ma una cosa è certa, i tempi di Top Gun sono finiti da un pezzo.