La mossa disperata degli Usa e di Israele è stata quella di attentare alla vita della nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei: non avendo potuto piegare il Paese militarmente, anzi subendo distruzioni notevoli che vanno allargandosi, hanno pensato con la loro mentalità nativamente assassina che questo era il modo migliore per uscire da una situazione fattasi ormai impossibile. Ma non ci sono riusciti, Mojtaba sembra essere sopravvissuto con ferite a un piede e a una gamba, tuttavia, in ogni caso, anche nella peggiore delle ipotesi, il suo posto verrà preso da qualcun altro e la lotta continuerà più duramente di prima. I giorni per Usrael sono contati, non soltanto perché ormai non hanno più significative difese, ma soprattutto perché la chiusura dello stretto di Hormuz provocherà a breve uno choc energetico ed economico di proporzioni mai viste. È per questo che l’Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia, in realtà un organismo a totale guida americana, ha deciso di ricorrere al più grande rilascio di riserve della sua storia, 400 milioni di barili. Quanto dureranno? Ogni giorno di barili se ne consumano 106 milioni, dunque il sollievo sarà assolutamente momentaneo e infatti il prezzo dopo una breve oscillazione è tornato sui 90 dollari a barile.

Il fatto è che, come ho avuto modo di dire due giorni fa, l’interruzione della produzione di oro nero in molti Paesi del Medio Oriente, implica che la ripresa sarà lenta, onerosa e in molti casi non tornerà più ai livelli di prima: un pozzo è un sistema delicato che spesso viene danneggiato dalle interruzioni. E i pozzi chiusi sono migliaia. La stessa cosa si può dire degli impianti di refrigerazione del gas. Dunque i mercati non sembrano ascoltare il grido di dolore che viene da Washington perché sanno che è come aver avuto una diminuzione di stipendio in cambio di una cifra forfettaria che sarà ben presto spesa. In ogni caso è evidente che l’alleanza Trump – Netanyahu ha ormai i giorni contati e poi sarà sommersa dai suoi stessi amici che rischia di mandare in rovina. Perché per gli oligarchi nulla è immorale se non il fallimento.