Storicamente è noto che quando un potere perde la propria legittimazione sostanziale, anche se non ancora formale, diventa sempre più distante dalle sue radici o dalla sua storia e si mostra sempre più disinibito nel rivelare la propria mutazione: lentamente, ma inesorabilmente fa outing, sebbene fingersi ciò che si era e non si è più, insomma esibire un accurato mimetismo con le giubbe della retorica, porti qualche vantaggio elettorale. Di questo processo fa parte anche la progressiva scelta di personale politico d’accatto, del tutto inadeguato culturalmente, intellettualmente e umanamente ad assumere i ruoli che vengono loro affidati. Tuttavia per quanto possa apparire paradossale in una logica non malata, proprio la loro insufficienza li rende personaggi ideali dentro una politica dove l’eterogenesi dei fini, richiede tabule rase pronte ad essere scritte secondo le volontà del padronato oligarchico.
Così abbiamo la piddina Pina Picierno, vicepresidente del parlamento di Strasburgo, che da tempo si dedica a censurare chi non canta la filastrocca di Bruxelles: ha messo nel mirino vari “eretici”, come ad esempio Francesco Toscano e recentemente si è data da fare per impedire una conferenza sulla russofobia del professor Angelo d’Orsi, potendo contare sulla vigliaccheria e inconsistenza di tutto quel mondo che vive ai margini della politica. Poi d’Orsi la sua conferenza l’ha tenuta lo stesso in altra sede e, grazie alla censura, ha moltiplicato la platea di coloro che l’hanno ascoltato. Lo dico perché la Picierno, figlia d’arte di un antico sottobosco della magna Grecia, ometto la maiuscola di magna per evidenti ragioni di cambiamento di significato della parola, possiede una laurea giocattolo in scienza delle comunicazioni e almeno dovrebbe sapere che le proibizioni aumentano l’attenzione. Può essere che pensi di fare la zelante per mettersi in luce “colà dove si puote”, può essere che proprio non ci arrivi, ma la cosa straordinaria è che nessuno, nel variegato e sempre più drammaticamente vacuo corpaccione piddino, si è sognato di dire una parola, nemmeno una mezza parola, contro la censura esercitata nei confronti del professor d’Orsi. E questo la dice lunga sulla deriva di un partito che ha democratico nel nome. Però forse Pd ormai significa Picierno Docet.
Non è però che da altre parti si stia meglio. C’è anche un ministro della difesa che vuole accumulare truppe, ma riesce assai meglio con le trippe, un reperto dell’era berlusconiana con tanto di aziendina creata dal papà, al quale i bagni d’oro del regime di Kiev, realizzati con i nostri soldi, sono rimasti sul gozzo, perché mettono a nudo tutto l’orrore politico della vicenda ucraina. Così Guido Crosetto, l’omone grande grosso e… (fa rima con Verdone), si è inventato qualcosa di incredibile per ripristinare l’onore di Zelensky e l’uso dei soldi italiani per propiziare non solo una strage di cui in futuro dovremo rendere conto e che già scontiamo con un impressionante declino economico, ma anche le gigantesche ruberie del nazi regime di Kiev. Una persona minimamente acculturata e dotata di un QI appena più alto della temperatura ambiente, avrebbe potuto inventare un qualche plausibile discorso giustificatorio e invece il nostro caro ministro, dopo aver minimizzato dicendo che si tratta di “due corrotti”, ha voluto creare una specie di grottesco paragone e tonitruando come il ciclope contro Ulisse ha detto: “gli americani e gli inglesi, che sono sbarcati in Sicilia, non hanno giudicato l’Italia per la presenza della mafia, ma sono venuti ad aiutare gli altri italiani, quelli onesti”. Insomma ci ha mostrato che la sua visione della storia è quella di un bambino di 7 anni, a patto che sia un po’ tonto, e trascura il fatto che gli anglo americani trovarono un prezioso alleato proprio nella mafia con la quale peraltro il fascismo non era andato troppo per il sottile. Anzi trascura il fatto che allora la mafia era molto più forte in America, ingrassata com’era dal proibizionismo. Alunno Crosetto, torni al banco lei non ha studiato e non ha nemmeno la capacità di fare un discorso coerente.
Anche qui ci troviamo di fronte a un caso di straordinaria incompetenza storico – politica, che però si fonde e confonde alla consolidata esperienza in fatto di industria bellica con cui Crosetto ha notoriamente molti e fruttuosi rapporti. Ci stupiamo se questo personaggio voglia continuare a mandare inutili armi a Kiev che poi dovranno essere ripristinate? Conflitto di interessi sul conflitto? Ma in ogni caso non potrebbe derogare dagli ordini del giorno che gli arrivano dall’empireo della finanza e delle sue strategie. D’altra parte questo governo che si professava sovranista e inteso a fare gli interessi dell’Italia, si è rivelato l’esatto contrario. Sembra davvero di stare dietro lo specchio di Alice, dove domina il non sense, dove esistono parole inventate o quelle conosciute hanno un significato diverso e dove i personaggi non sono altro che proiezioni, elusive metafore per qualcosa che non si vede.


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Ottimo e, come sempre, piccante articolo, Alberto: grazie!
Ciò che sgomenta tra file codesti coatti cantori di mostri globalisti… è crescente ed ormai preponderante presenza femminile!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Davvero è un delitto che l’italia manchi di rispetto alla cultura, avendo rielaborato quella dei greci con esponenti classici, sempre ripresi dalla cultura europea. Persino quella tedesca che si vuol definire anaffettiva per costituzione, ha espresso in epoca romantica il valore affettivo delle relazioni fra umani, a costo di comprarne il riscatto al diavolo, come nel faust. Da noi, l’Ignoranza deificata, rovescia invece il costrutto, alienando il Bene di un popolo in cambio di Denaro. Non siamo lontani tanto da Zelensky, no, tanto che si passa per Sodali. Se non abbiamo un senso etico, nel governo dello stato, ci si mette sul piano di Bokassa, che svendeva le ricchezze del paese in cambio di due o tre vittime da mangiare, fisicamente. Permettetemi, è un po’ poco come essenza di una classe politica ed istituzionale europea. Il bello, è che la cultura passa anche e , facilmente, dalla lettura ed il ragionamento, propiziato dalla Letteratura. Un tempo, anche i contadini avevano una cultura popolare, orale, tramandata dalle serate nei cortili, stalle. Oggi, saremmo contenti se le nostre Università raggiungessero quelle vette, nvece d’esser direttori asserviti. Eppure, le vacche e lo strame esistono, fatto letame: non così il Latte. La Sapienza. A roma forse, in attesa che i fatti dimostrino il Nome.