Ops… un altro F15 abbattuto nei cieli del Kuwait come testimonia il breve video qui sotto. Bisogna dire che il “fuoco amico” americano è molto efficiente perché fino ad ora qualsiasi perdita non imputabile a qualche incidente, sia pure inverosimile, è solo fuoco amico. L’ottusa ostinazione con cui Usrael rifiuta di ammettere che l’Iran possa minimamente scalfire la propria macchina da guerra, non fa parte della normale propaganda bellica, almeno come la si può studiare negli ultimi due secoli: è qualcosa di diverso e di patologico. La retorica dell’eroismo, della fortuna mancata o anche il semplice disconoscimento di uno scacco subito, non hanno nulla a che fare con il radicale rifiuto della realtà che si esprime nella negazione stessa del nemico. E lo vediamo perfettamente nella follia di Trump, che ha vinto la guerra, ma poi chiede aiuto agli alleati e quando riceve dinieghi o tiepide risposte dà loro dei vigliacchi e dice che non ha bisogno di alcun supporto. In qualche caso, come in quello del Giappone, ha anche usato un violento ricatto per ottenere appoggio. Secondo lui la riapertura di Hormuz con la forza è una cosa militarmente facile, ma non spiega perché la più potente macchina da guerra che sia mai comparsa nell’universo dal momento del Big Bang, abbia bisogno di aiuto per farlo. Tutto questo naviga in una auto rappresentazione del mondo che non può essere contraddetta, pena il crollo totale delle illusioni: se un po’ di mondo reale sfondasse questa barriera scomparirebbe anche la tracotanza.
Come brucia il fuoco amico


RSS - Articoli


Sindrome di pistolero imbattibile d’altronde abbraccia fin da inizi… questo improbabile manipolo di rozzi bucanieri fattisi padroni di mondo intero… con fondamenta etiche culturali ed estetiche talmente penose… da poter essere preservate solo grazie ad arroganza supponenza insieme a totale soppressione di ogni criterio di paragone… gli “altri” non esistono!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
C’è un turco, a Shiraz: mi dicesse di sì, a Samarcanda
rinuncio, a Bukhara, per l’indico nero nonnulla che ha in volto.
L’eternità sta nel vino, coppiere, a me versane l’ultima goccia:
lassù non fiorita è radura, non quale a Shiraz riva d’acque.
Ahimè, zingarelli vezzosi! Son gente proterva e tumulto di questa città,
quali turchi festanti a saccheggio di mensa, scompiglio di questo mio cuore.
Ma a bellezza d’amico che giova, se l’amo d’amore imperfetto?
Non sono tocchi, non sono, che valgano a fare un bel volto più bello.
Di liuti parlatemi solo, parlatemi solo di coppe: il segreto
di questo mondo è un enigma che mai saprà scioglier sapienza.
Da quella sempre crescente bellezza ho capito che cosa è l’amore:
perché, come appare Giuseppe, si perde la donna d’Egitto.
E se pur mi disprezzi, non conta, lietissimo sono:
risposta amara fa ancora più dolce un bel labbro di dolce rubino.
Ascoltami, amore: ben più della vita hanno caro,
i giovinetti felici, segreto dal Vecchio dei magi dischiuso.
Sono un filo di perle, poeta, i tuoi versi. Rallegraci dunque cantando,
ché sul tuo canto oggi certo monile di Pleiadi scende.
Traduzione di Stefano Pellò e Gianroberto Scarcia
Da Hafez, Canzoniere, a cura di Stefano Pellò e Gianroberto Scarcia, Ariele 2005
“Quale soavità versa la luce nella coppa ramata!
La scala, dalla cima del muro, trascina il mattino sulla terra.
Tutto velato dietro un sorriso.
Muri del tempo hanno una ferita, dove si intravede il mio volto.
Ci sono cose che non so”.
Traduzione di Gianroberto Scarcia e Riccardo Zipoli. Tratto da: Riccardo Zipoli, Un giardino nella voce, Persia, 1972-1994. Angelo Pontecorboli Editore, Firenze, 1995.
Oggi, dopo che un missile spaziale ha fatto Visita di cortesia a Demonia ( Dimona), i nanetti si scoprono i fianchi scoperti. Se qualche altro viaggiatore della galassia, facesse capolino alla base di Niscemi (il paese no, l’ha già distrutto la burocrazia, piu’ della frana) per spegnere le comunicazioni Usa-nato, nonostante avesse denominazione Russa, in chiaro, non si potrebbe dedurre l’origine. Potrebbe esser benissimo frutto di un interscambio di forniture fra i due paesi. Armi e petrolio. La richiesta del greggio russo, supera la programmazione ed è logico no stressare gli impianti, le maestranze. Molto meglio importarlo dall’ira a prezzi ormai stracciati e fornire in cambio strumenti di difesa , di cui l’iran ha bisogno Vitale. Soprattutto ora che Zelensky rifornisce i terroristi Ukr e nazisti correlati, oltre i paesi NAto (anche di nascosto) ad Israele e mercenari controm l’Iran. Lo stesso vale anche in scambio diretto con la Cina, per non sottostare ad un unico canale, danneggiabile. LA guerra o meglio, l’aggressione fallita all’Iran, ha tutte le carte in regola per essere protratto per anni, come tutte le guerre di Liberazione. DalVietnam all’Aghanistan. Questi smemorati di Coccodrilli americani. MAngiano i loro figli in guerre sparse per il mondo e poi piangono davanti alle telecamere…
iL GIAPPONE è nAZIONALISTA PER CULTURA. dONALD NON AVREBBE DOVUTO RISPONDERE SCORTESEMENTE ALLA PREMIER, CITANDO pEARL hARBOUR, IN UN CONTESTO OFFENSIVO. sUBITO, è PRESUMIBILE, LA STESSA PRIMO MINISTRO (è PRESUMIBILE) HA TELEFONATO A tEHERAN E SUBITO, L’OMOLOGO IRANIANO HA CONFERMATO LA LIBERA CIRCOLAZIONE DI NAVI GIAPPONESI. rAMMENTIAMO CHE IL GIGANTE EONOMICO ASIATICO, IM PORTA IL 98% DEL FABBISOGNO di petrolio, proprio dall’Iran. Il mitic perdente degli Usa, ha rammentato l’offesa subita (anche cercata con gli embarghi- chi ha studiato la storia non è infinocchiabile) ma non quella inflitta a nagasaky ed hiroshima, pura rappresaglia in stile naZISTA PER IL SOLO TENTATIVO DEI GIAPPONESI DI FIRMARE UNA PACE SEPARATA CON LA RUSSIA, DI FATTO assogettandolo senza condizioni. Una vergogna ulteriore nelle vergogne.
Un’analogia politica sta agendo da noi da parte della cricca Fdi ai danni della Lega, marchiata come deriva fascistoide, destabilizzatori e golpisti allo stato. Insomma, la vecchia storia dei Lunghi Coltelli, la notte che le SS decimarono le falangi di ROHM. sI è VISTO L’OBLìO CALATO SULLA MORTE DI bOSSI, il Senatur alla Cepu, dove un titolo lo trovi fin nelle patatine… Imbarazzanti le gesta, l’amicizia col Mafioso di Arcore (parole sue e poi testimoniate da decine di processi, dalla strage all’evasione fiscale, come Al CApone. Poi, l’ammisssione del suo buen retiro , dopo il cccolone seguito ad affari di Corna… Insomma, una presenza ingombrante: le sue ville, i poderi, una presenza inquinata da Ndrine calabresi, pungiute e locali tutto attorno e dentro Malpensa, l’aeroorto cosiddetto, della MAfia. Non a caso, ieri, una grande partecipazione a Libera, la spina nel fianco al Ponte delle MAfie. Un Matrimonio di fatto tra due cosche crudeli, assassine che cercanoo di Attentare con un raggiro, la Costituzione. Svanito il regalo di nozze: il Ponte fra due sponde malavitose, ecco che or pensano in Grande: raduniamo i FraTELLI DI maFIA, COME FOSSERO fRATELLI D’iTALIA. uNA MINORANZA MINACCIOSA, RANCOROSA, SQUADRISTA CHE NEGA LA fRATELLANZA ALLA cOMPAGINE paDANA. fRATELLI COLTELLI, APPUNTO. uNA Lunga Notte insanguinata..