Una commissione federale per le arti, ha approvato giovedì all’unanimità  il conio di una moneta d’oro di corso legale commemorativa con l’immagine di Trump, l’ultimo tentativo dell’amministrazione di celebrare il presidente. Ed è stata subito polemica, perché è la prima volta che una moneta celebra un presidente ancora in vita e anche perché cade nel 250° anniversario della creazione di questa nazione che forse celebrerà l’avvenimento con qualche fuoco artificiale nucleare. Così almeno minaccia il presidente effigiato

La moneta che potete vedere nell’immagine a fianco, è di una sublime bruttezza, con un Trump accigliato che sembra appoggiarsi con i pugni chiusi a una ringhiera e fa parte dell’immaginario americano, dove, a differenza di Sergio Leone, il bello, il brutto e il cattivo vengono sintetizzati in un’unica figura. Una figura gigantesca perché questa moneta in oro a 24 carati sarà piuttosto grande, fino a tre pollici, vale a dire quasi 8 centimetri e si direbbe far parte più del tesoro di Hammurabi che di una zecca moderna.

Tuttavia non è la prima moneta che celebra Trump, ce n’è  anche un’ altra, anche se non di conio legale, ed è in realtà molto più attuale: è stata prodotta in Israele nel 2018, durante la sua prima presidenza per celebrare il riconoscimento da parte di The Donand di Gerusalemme come capitale di Israele. Raffigura Trump e Re Ciro, simboleggia un parallelismo tra il re persiano che permise la costruzione del Secondo Tempio e il sostegno di Trump a Israele. Solo che questa volta il sostegno di Israele viene dimostrato proprio con la barbarie della guerra alla Persia ed è quasi come una profezia.

La potete vedere nell’immagine di apertura con un profilo di Trump collegato a quello di Ciro il Grande, entrambi sovrastati da una menorah. Naturalmente l’oro che luccica è solo placcato, ma è proprio vero che bisogna seguire il denaro o quanto meno le monete, per capire la storia e quello che ci accade,