Vediamo tutti o almeno quelli che non si sono volontariamente bendati per paura di vedere il mondo reale, come le élite occidentali sulla cui profonda corruzione non esiste più alcun dubbio, stiano portando il mondo verso un olocausto nucleare per poter sopravvivere. La guerra in Ucraina, già persa sul campo, viene pervicacemente continuata attraverso l’uso terroristico di droni e missili sulla popolazione civile, mentre si tenta di far salire la pressione alle stelle con atti di pirateria nei confronti delle petroliere russe. Si tratta di una strategia che alcuni Paesi europei conoscono benissimo e in particolare la Gran Bretagna ha una lunga storia di guerre corsare per cui, anche nel contesto attuale, non farebbe che assecondare la propria natura. Mosca ha deciso di far scortare le proprie petroliere da navi militari e di dotarle di reparti armati a bordo, il che potrebbe preludere a uno scontro armato diretto con unità navali europee, ma è del tutto chiaro che non tutti i trasporti petroliferi potrebbero essere difesi in questo modo e dunque si dovrà necessariamente ricorrere a una copertura aerea, missilistica e satellitare con tutti i rischi che ciò implica.
Poi c’è l’Iran con le minacce americane che potrebbero concretizzarsi in qualsiasi momento ( ma non credo prima del discorso sulla stato della nazione previsto per martedì prossimo) e che costituiscono un rischio enorme per la deflagrazione di un conflitto planetario. La cosa strana è che, mentre per l’Ucraina la guerra si collega direttamente alla sopravvivenza di un ceto di potere e delle sue ramificazioni politiche, in questo caso la guerra per Trump potrebbe avere l’effetto contrario visto che si gioca la sua sopravvivenza: anche solo la morte di qualche centinaio di americani e/o l’affondamento di una qualche unità navale, o ancora notevoli perdite aeree, sarebbero un suicidio politico. Secondo i sondaggi che si vanno accumulando sulle scrivanie della Casa Bianca se The Donald desse avvio al conflitto con l’Iran e ci fossero, come è assai probabile, per non dire certo, perdite statunitensi di qualche rilievo, alle elezioni di medio termine non ci sarebbe alcuna speranza per i repubblicani e probabilmente anche per un futuro candidato repubblicano alla presidenza. Trump potrebbe ancora uscire da questa trappola tesa dai fondamentalisti del globalismo, ma in cui è caduto come un cuculo impazzito, semplicemente fingendo dei colloqui e affermando che l’Iran ha rinunciato alla fine alla bomba nucleare. Certo, tale rinuncia è già iscritta nella legge fondamentale iraniana da poco meno di 50 anni, ma che importa, nessuno lo sa, chi lo sa non lo dice, chi non sa nulla non ci crede: funzionerebbe, come ormai funziona qualsiasi balla.
Come è possibile che Trump si giochi tutto per portare gli Usa in una guerra che non ha alcun interesse o utile per gli americani, ma che è visibilmente fatta per appoggiare Netanyahu? Va bene la potenza delle lobby sioniste, ma c’è anche un elettorato che scalpita e che si sente tradito. Nei giorni scorsi ho immaginato che questa obbedienza nei confronti del sionismo israeliano fosse anche, se non soprattutto, dovuto ai segreti che Tel Aviv possiede grazie al suo agente speciale Epstein. È una tesi su cui ho notato parecchio scettiscismo, ma che come tutte le cose che possiedono un’intrinseca razionalità, solo adesso comincia a serpeggiare anche in rete. Badate, non è detto che tali segreti compromettano direttamente Trump, ma certamente buona parte della cupola di potere occidentale, comprese le sue ramificazioni europee. Non si tratta solo di orgette, ma in primo piano di una fitta rete di rapporti fra questi gentiluomini, che inducevano molti personaggi a rivelare segreti di Stato al finanziere americano e dunque al Golem per il quale lavorava: il principe Andrea è stato arrestato proprio per questo e non per lo stupro di cui lo ha accusato Virginia Giuffre e che è costato alla famiglia reale un bel po’ di soldi o per altre gloriose imprese del genere. Adesso per salvarsi dallo scandalo la medesima famiglia lo ha scaricato, per salvare se stessa e la corona. Sono gli stessi motivi per il quale è stato trascinato nello scandalo un personaggio di spicco del Labour, Peter Mandelson, anima nera di Blair e del blairismo. Per non parlare dei coinvolgimenti al vertice del milieu politico in Francia, in Norvegia, persino in Italia dove pare che un ministro rivelasse le segrete cose del nostro governo. Anzi dovrei dire dei nostri governi perché, se non ho equivocato, si tratterebbe di un personaggio che ne ha passati diversi, da Berlusconi a Renzi, dimostrando, tra l’altro, che il teatrino destra – sinistra, ha una natura narrativa e non realmente politica.
Ma siamo solo agli inizi e il mondo potrebbe essere devastato da una guerra nucleare per coprire una cupola di potere e perversione. Questo ci dovrebbe aprire gli occhi sulla condizione nella quale viviamo, non più cittadini, ma sudditi e in via di diventare servi della gleba.

