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Il gas ci manca? Inventiamo balle sull’Inghilterra

Tanto tuonò che piovve. E sui cittadini europei oltre che italiani, ovviamente  si abbatte adesso la raffica di forti aumenti delle bollette energetiche che sono soltanto il primo assaggio della vita futura nella quale si passerò da un’emergenza all’altra. Aumenti che derivano da una lunga serie di errori e di corse in avanti senza senso che rappresentano molto bene la totale inconsistenza della governance europea che tanto più viene trascinata verso il basso dal lobbismo, tanto più concepisce piani deliranti come la transizione ecologica. Se a questo si aggiunge il non avere dimostrato alcuna autonomia rispetto agli Usa ed essersi fatta trascinare ina una guerra fredda contro la Russia che è la principale fonte energetica del continente, si chiude il cerchio delle stupidaggini e delle incoerenze che adesso siamo chiamati a pagare.

Ma la verità è che i cittadini non contano più nulla, i poteri visibili e invisibili che guidano l’Europa sono al di sopra di qualunque elezione o ricerca di consenso, sono di fatto intoccabili e quindi non rispondono di quello che fanno. Quando si trovano in imbarazzo come in questo momento, il sistema più usato è distrarre la gente inventandosi notizie che non esistono: per esempio quella della carenza di carburante in Gran Bretagna, dove al massimo ci può essere un problema di prezzo, ma certo non di approvvigionamento. Il tentativo è quello di ribaltare la realtà e demonizzare ancora una volta la Brexit, mentre è proprio l’Europa  che adesso si trova in crisi. E di cento non a causa della Russia visto che Gazprom continua a pompare gas. Ma nell’ultimo decennio si è fatto di tutto e di più per arrivare a questa situazione di crisi: prima si è destabilizzato il Nord Africa riducendo di molto l’apporto energetico da quella regione, poi per fare la guerra alla Russia si è cancellato il South stream e si è ritardato di oltre due anni il Nord stream 2, poi si è preteso di costruire un mercato apposito per il gas, in precedenza legato ai prezzi del petrolio, pensando di fare una cosa furba, ma che invece ha fatto levitare i prezzi, infine si è dato avvio alla cosiddetta transizione ecologica che da una parte è un progetto totalmente irrealizzabile nei tempi ipotizzati, è scientificamente sbagliato, è inutile, vista la già ridotta percentuale di Co2 prodotta in Europa, ma è perfetta invece per favorire la grande industria e i grandi gruppi, facendo fuori la concorrenza minore non in grado di competere sul mercato dei certificati per l’emissione di anidride carbonica. Sta di fatto che  il prezzo del chilowattora all’ingrosso alla borsa elettrica italiana del Gme un anno fa si aggirava fra i 20 e i 40 euro per mille chilowattora e oggi la quotazione si aggira attorno ai 140 euro. E tutto naturalmente finisce sulle spalle del consumatore, compreso il mezzo miliardo che la Regione socilia vuole spendere per mandare gas da Gela a Malta.

In effetti la transizione ecologica voluta sostanzialmente dalla Germania e dai suoi pesci pilota non tiene in minimo conto la differenza tra i vari Paesi dell’Unione e della diversa composizione dell’energia: c’è una grande differenza tra l’Italia che va gas, la Germania che va a carbone e rinnovabili, la Francia che va a nucleare. Oltretutto questi piani europei sembrano essere pensati e messi a punto da dilettanti: l’aver subito puntato sull’auto elettrica perché questo conveniva all’industria tedesca ha creato una richiesta di materiali che servono anche per l’allestimento per le rinnovabili  che cosi andranno incontro ad aumenti straordinari di prezzo, tali da impedirne la diffusione proprio ai livelli in cui sarebbe più utile. E questo senza parlare dell’effetto che l’aumento dei certificati di emissione avrà sull’agricoltura e quindi sui prezzi degli alimentari.

Ad ogni modo di fronte all’aumento strutturale delle bollette il governo cercherà di calmierare i prezzi utilizzando parte dei proventi delle aste dei certificati di emissione, ma qui siamo al classica situazione del serpente che si mangia la coda, perché quei proventi bisognerà in ogni caso recuperarli attraverso le tasse. Ormai si naviga a vista con un ponte di comando affetto da cecità. Che cosa farebbero senza quel toccasana della falsa pandemia e dunque della tirannide a progetto?

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