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Vaccini, segreto per dieci anni

Closed hermetic metallic bunker door with top secret warning

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Due settimane fa per uno di quegli eventi caotici che non sono prevedibili, uno dei “contratti – tipo” della Pfizer  è saltato fuori sul sito del governo albanese, nonostante esso dovesse rimanere segreto. Non appena i responsabili si sono accorti del clamoroso errore, il documento è stato tolto, ma non in tempo per evitare che venissero conservate le immagini e che dunque si abbia una base certa per poter accusare i governi di essersi prestati sostanzialmente a una mistificazione inquietante. La lettura infatti di questo contratto che è identico per tutti i Paesi salvo che per il prezzo, fa rizzare i capelli. Intanto perché la premessa è che :  L’Acquirente riconosce […] che gli effetti a lungo termine e l’efficacia del vaccino non sono attualmente noti e che potrebbero esserci effetti negativi del vaccino che attualmente non sono noti” ( vedi qui con tutti i link del caso) , dunque i tentativi di imporre i vaccini da parte dei governi occidentali sono fondati sul nulla dal punto di vista sanitario, sono di fatto illegali per molte giurisdizioni ed esprimono palesemente la volontà di arrivare regimi costruito sul controllo e sull’autoritarismo. Ma vediamo alcune clausole che dovrebbero aprire gli occhi anche ai più renitenti alla realtà:

Sappiamo che per altri stati la durata della segretezza varia e arriva fino 30 anni per Israele. Ora però ci dobbiamo chiedere che senso può avere questa secretazione così lunga: una volta ottenuta la liberazione per qualsiasi responsabilità diretta o indiretta, compresa quella dei ricercatori non si vede quale possa essere lo scopo di prolungare per un decennio e più la riservatezza  su contratti che tra l’altro, riguardando la salute pubblica, dovrebbero avere la massima trasparenza.  Di certo Pfizer e gli altri produttori non sono felici di far sapere di non credere essi stessi alla tanto sbandierata efficacia e all’assenza di massicce e dilaganti reazioni avverse, ma dieci anni o più sono davvero tanti  e in questo caso sono proprio gli organi politici, ovvero gli acquirenti che poi forzano i cittadini alle iniezioni ad avere il maggior interesse a che la gente  non sappia per il tempo più lungo possibile cosa i loro governi hanno firmato, quale incertezza e forse quale nefandezza si nasconda dietro i vaccini a mRna. Se le persone fossero informate di essere spinte a forza  a vaccinazioni di cui “gli effetti a lungo termine e l’efficacia” sono sconosciuti  potrebbero finalmente comprendere che gli scopi delle campagne vaccinali sono essenzialmente politici e hanno più a che fare con la repressione sociale che con la lotta a una forma influenzale. E che l’assurdo divieto di cure si inserisce alla perfezione in un quadro di ingegneria sociale che richiede ubbidienza, subordinazione e divisione tra le persone, più che in quello della lotta a una malattia.

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