
Non si tratta di una storia tutta italiana, l’assalto ai diritti e quindi allo stato di diritto da parte del sistema neoliberista è un fatto generale che ha reso difficile se non impossibile sviluppare da noi anticorpi efficaci contro la putrefazione della repubblica avvenuta spesso nella farsa e nella corruzione. Basti pensare a quanto e con quale successo i detentori del potere privato cerchino di creare per loro un’area di immunità che sia al di sopra della legge: la vicenda dell’Ilva che Arcelor Mittal vuole comprare solo a patto di poter avvelenare l’ambiente nel quadro di una assoluta impunità penale è un caso di scuola, ma anche la difficoltà a revocare le concessioni autostradali a Benetton – Atlantia, nonostante le decine di vittime provocate dall’incuria e i continui disastri sulla rete viaria costituiscano una drammatica evidenza per la rescissione del contratto. Del resto questo è quanto accade anche altrove se si pensa che di recente il Consiglio europeo ha deciso che le banche, per la vendita dei beni pignorati non dovranno più adire ai tribunali, ma possono servirsi di procedure extragiudiziali. La tendenza generale è in sostanza quella di bypassare il terzo potere sul quale si fondano gli stati democratici, ovvero quello giudiziario, il più resistente all’azione delle oligarchie.
Non bisogna stupirsene: questo assalto è già stato dato con alcuni accordi commerciali tipo Ttip, alcuni dei quali già in atto in Nordamerica, che sposta gli eventuali contenziosi, derivanti per esempio dall’approvazione di leggi per la tutela dell’ambiente e magari non gradite a qualche multinazionale, dai legittimi tribunali a giurì composti da lobbisti. Il caso Conte e del suo assenso su un documento non votato in Parlamento e anzi a dispetto del Parlamento che aveva dato invece parere contrario, si inserisce in questa logica complessiva nella quale si tenta di sterilizzare anche il potere legislativo lasciando in piedi solo quello esecutivo. Quanto poi agli imbecilli o ai servi che dicono che tanto il Mes (vedi qui) non verrà mai chiamato a depredare il Paese ecco che arriva fresca fresca la voce del padrone sotto forma di un pizzino mandato dal capo economista della Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, che sulle pagine del Financial Times dice invece che esso deve essere immediatamente applicato: per evitare “un’altra crisi del debito sovrano nell’ area euro dovrebbe essere coinvolto il Meccanismo europeo di stabilità”. Forse questi non si sono accorti che il nuovo Mes permette ad altri stati europei di decidere a maggioranza la ristrutturazione del debito italiano con enormi perdite dirette per i cittadini e innescando così una crisi greca al quadrato. E questo dentro una confusione inimmaginabile, dentro un sistema politico diroccato nel quale partiti come il Pd ferocemente contrario alla riforma del Mes quando si trovava all’opposizione oggi fa il tifo a favore; per non parlare dei Cinque Stelle e che ha seguito la stessa miserabile traiettoria e oggi fa menare il can per l’aia a Di Maio. Tutti comunque subornati dai poteri europei che sono ormai uno strumento di egemonia.
Ad ogni modo preparatevi a essere derubati di 1000 miliardi e a consolarvi con le solite formule del messale eurpeista perché ormai il sistema politico è marcio fino al midollo, per metà zombi e per metà comprato, l’erede di una storia sbandata dal quale non ci si può attendere nulla.

