
Ora non c’è nulla di male a non essere laureati o brevemente laureati secondo una formula anglosassone scempiamente imitata e trasferita in un contesto completamente diverso, quindi non si vede perché il bugiardino biografico della Fedeli sia andato incontro a questo clamoroso infortunio rivelato e subito sfruttato a fondo dai familideisti per liberarsi da una ministra che sarebbe fautrice di un’inesistente teoria gender da trasferire nelle scuole. Un piccolo e odioso rigurgito di beghini panzuti e biscazzieri, puttanieri segreti, benpensanti incapaci di pensare, bigami dietro le quinte e ipocriti compulsivi, senza il quale però nessuno si sarebbe accorto della bugia perché la verità viene usata solo come arma discrezionale e contundente nelle risse politiche. Ma il fatto rimane: perché mentire in maniera così trasparente, se mi si permette questo ossimoro mentale? Probabilmente la ragione sta nel fatto che ormai la legittimità sostanziale della rappresentanza è talmente tenue in un Parlamento di nominati e per giunta eletti con una legge incostituzionale, il peso dei tradimenti, degli opportunismi, dei nepotismi talmente gravoso, che si deve ricorrere a qualche stratagemma per avere una qualche credibilità a propri stessi occhi. Il che spiega anche il numero di questi casi e il grottesco che si sprigiona da molti di essi.
E’ evidente che un ministro dell’istruzione, eletto non come individuo, ma a forfait nel Pd e destinato a decidere su docenti universitari e su prof laureati o plurilaureati, privo di qualsiasi competenza o esperienza personale nel campo, non può presentarsi con un diplomino da assistente sociali, magari pure strappato di straforo: sarebbe come sbandierare l’arroganza del potere e allo stesso tempo la debolezza estrema di una politica adagiata sul pensiero unico, cosa che peraltro emerge chiaramente dall’opera sindacale della Fedeli che si è occupata soprattutto del “sistema moda” e che ha votato il job act. Alle centinaia di di donne che lavorano nel tessile – abbigliamento che si scontrano con una completa insicurezza, sotto ricatto e in un contesto contrattuale del tutto schizofrenico ha finora offerto generose dosi di senonoraquandismo, ma senza salvarle dallo straordinario obbligatorio, dalla cosiddetta flessibilità di orario e da quella continua sottrazione di welfare operata anche grazie alla senatrice Fedeli dal 2012 ad oggi, che è il vero ostacolo alla pari dignità e salario sul lavoro.

