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Dietro la copertina, Angela

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Scambiare la diplomazia per una qualche forma di verità è frutto di dabbenaggine o malafede. Così l’incontenibile entusiasmo mediatico per le parole di Obama a Monti riesce persino a sfiorare il grottesco. Cosa doveva dire il presidente Usa a Monti? “Stai facendo l’esatto contrario di quanto sto dicendo agli americani”. Oppure, la mia amica Angela mi dice che ti stai comportando bene?.

Sono sempre formule di una cortesia indispensabile e se Obama avesse detto: “Le misure dell’Italia per affrontare le sfide economiche e migliorare la competitività non possono che essere accolte con grande favore” avrebbe semplicemente ripetuto ciò che disse a Berlusconi il 9 agosto dell’anno scorso. E visto che ai “bene, bravo”, non sembra essersi aggiunto nulla di concreto, dei voti di Obama ce ne facciamo un baffo: è stata solo una necessaria esposizione mediatica dall’altra parte dell’Atlantico.

Esposizione completata da una copertina dell’edizione europea di Time che si chiede se Monti riuscirà a salvare l’Europa, cosa che in soldoni si traduce nel seguente modo: l’impoverimento dell’Italia servirà a togliere le castagne dal fuoco alla destra continentale  e a non creare turbolenze che non saremmo in grado di arginare? Ma dietro la copertina di un settimanale si nascondono molte cose. L’editore della rivista, Time Warner, è notoriamente di destra tanto da essere stato tra i più munifici finanziatori della campagna di Bush figlio per la seconda rielezione.

Ma forse questo non sarebbe bastato se non si tenesse conto che la banca di riferimento di TW , per le operazioni più delicate è guarda caso Goldman Sachs, di cui l’incopertinato è tuttora advisor. Non solo, ma nel consiglio di amministrazione della multinazionale del cinema, della televisione e dell’informazione figura, oltre a Fred Hassan , a lungo Ceo di industrie tedesco-americane come Schering – Plough  e ora Bausch&Lomb,  anche il più granitico sostenitore di Angela Merkel, ossia Mathias Döpfner, amministratore delegato della Axel Springer, notissimo editore di destra tedesco, talmente a destra da essersi rifiutato, nel 2005, di pubblicare la pubblicità elettorale della Spd.

Tra le infinite pubblicazioni non solo in Germania, ma in tutto l’est europeo, figurano il quotidiano Die Welt e il settimanale Bild che sono i più scatenati nel chiedere al premier italiano la flessibilità totale del lavoro e la privatizzazione completa del Paese. E non ci vuole molto a capire che grazie all’ubiquità di Mathias Döpfner e anche alla forza della Springer che è di gran lunga il più forte editore del continente, Time Europa è sostanziamente una sua creatura.

Naturalmente tutto questo viene deliberatamente ignorato da tutti i media italiani i quali lasciano credere che sia la mitica rivista americana Time (immaginata come negli anni ’50) ad interessarsi così positivamente al nostro premier, ignorando completamente il posizionamento politico dell’editore di riferimento e dei suoi coeditori europei. Così l’onor di copertina concesso a Monti perde il suo reale significato e confonde il contesto in cui si svolge questo sabba mediatico che ancora una volta sembra alludere a scelte fatte altrove, colà dove si puote, anche per consapevole assenso degli esecutori.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. In questo caso la saggezza popolare ha pienamente ragione, così ragione che al popolo è meglio non far sapere nulla.

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