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“Basta con i lockdown”: la Banca mondiale ordina, l’Oms esegue

Siamo guidati da imbecilli o da marionette, da teste di legno in ogni senso dalle quali dipende il nostro futuro o meglio la nostra carenza di futuro. Mi aveva colpito due giorni fa l’uscita di un  tal David Nabarro, inviato dell’Oms per il Covid-19, il quale ha inaugurato un nuovo giro di valzer di questo ente, apparentemente dell’Onu, ma in pratica gestito da Bill Gates e da Big Pharma che sono i maggiori donatori di fondi: ora proprio quest’uomo che sembrava fino a pochi giorni fa un integralista della pandemia e delle  segregazioni ci viene a dire che l’Oms non ha mai considerato queste misure come strumento primario e indispensabile per contenere il virus e  lancia un appello a tutti i leader mondial: “Basta con i lockdown”. E’ davvero sorprendente che dopo aver  consigliato e imposto chiusure e distanziamenti oggi arrivi un contrordine così netto e così bugiardo da negare quello che meno di un mese fa, il 17 settembre l’Oms aveva consigliato. Sono senza vergogna, ma a cosa si deve questa marcia indietro, questa fulminazione sulla via di Damasco? Per capirlo riportiamo un brano del discorso di Nabarro: “Non auspichiamo i lockdown. Guardate per esempio cosa è accaduto al turismo nei Caraibi o nel Pacifico, dove la gente non va più in vacanza. Guardate cosa è accaduto ai piccoli agricoltori in tutto il mondo con i mercati che sono andati in rovina. Guardate cosa sta accadendo con la povertà, sembra che potrebbe esserci un raddoppio del livello di povertà l’anno prossimo. Stranamente questa inversione di marcia arriva in contemporanea con un documento della Banca mondiale nella quale si paventa che con l’emergenza Covid  altri150 milioni di persone siano spinte verso la povertà estrema portando quella fascia di persone che campano con meno di due dollari al giorno al 9,4% della popolazione mondiale.

Naturalmente la Banca mondiale e il collegato Fmi non offrono soluzioni concrete, ma  si limitano ai soliti salmi di rito neo liberista del tutto vuoti: “per invertire questa grave battuta d’arresto al progresso dello sviluppo e alla riduzione della povertà, i Paesi dovranno prepararsi ad un’economia diversa dopo il Covid, permettendo al capitale, al lavoro, alle competenze e all’innovazione di passare a nuove tecnologie”. Queste fesserie le abbiamo sentite mille volte e tutte le volte è sempre peggio  perché la formula magica non funziona, anzi è proprio quella che provoca povertà reclamando abbassamento di salari, licenziamenti e cancellazione dello stato sociale  Ma è probabile che Banca Mondiale e Fmi non si attendessero un calo dell’economia così rapido da mettere a repentaglio l’ingegneria sociale ritagliata sulla pandemia e dunque farebbero rotta verso un allentamento delle misure contr il loro miglior virus. Forse sarà complottismo pensare a un collegamento tra l’inatteso contrordine dell’Oms e gli allarmi sull’ondata di povertà estrema che ci attende, ma è certamente stupido non avere la sensazione di una regia pandemica nella quale i maggiori centri di potere finanziario – sanitario siano in qualche modo coordinati o si spalleggino a vicenda in vista di obiettivi sinergici.

Del resto un riflesso di questa situazione l’abbiamo sotto gli occhi in Italia dove un ceto politico demente e cialtrone sta sfruttando la pandemia per rafforzare oltre misura il vincolo esterno e gettarci nelle mani della troika, senza alcuna necessità: perché se è vero che il Pil ha ricevuto una mazzata tremenda dalle misure contro la pandemia narrativa, è anche vero che l’Italia è uno dei Paesi con il maggior risparmio privato al mondo e potrebbe usarlo per gettare nella mischia risorse molto maggiori di quelle vagheggiate e vaneggiate che dovrebbero arrivare dall’Europa: basti pensare che tra marzo e luglio il Tesoro ha emesso 110 miliardi di nuovi titoli con interessi negativi per quelli fino a cinque anni e con interessi irrisori, molto inferiori agli eventuali prestiti europei per quelli dai 10 a 50 anni.  Si tratta di una cifra ben superiore alla trentina di miliardi del Mes e agli altri 30 che dovrebbero essere quelli a fondo perduto del Recovery Fund ( da pagare però attraverso nuove tasse). A questo si deve aggiungere che una parte consistente di questi titoli è stato acquisto da Bankitalia  e dunque l’ interesse qualunque esso sia viene versato allo stato, configurandosi come una partita di giro a somma zero.  Quindi è evidente che si vuole sfruttare l’occasione per svendere il Paese e far sì che quei risparmi non servano a noi, ma ad altri. E si parla ovviamente dei piccoli risparmiatori, quelli grandi i soldi li hanno altrove, nei paradisi fiscali e non hanno nulla da temere, anzi tutto da guadagnare dalla rovina degli altri che consentirà loro di ricattarli costantemente. Col lavoro e col virus.


Smascherarli

Sapete, adesso dovrei riprendere per l’ennesima volta la pappardella sul perché l’allarme pandemia e ancor più l’allarme seconda ondata sono dei falsi: perché i test non rilevano o identificano il virus, ma semplici sequenze chimiche che possono appartenere a molti coronavirus, perché non sono stati rilasciati studi ufficiali che confermino l’identificazione del virus SARS-CoV-2, perché quasi dappertutto la diagnosi di coronavirus comporta un vantaggio economico per le persone e i centri di cura che la certificano, perché nella stragrande maggioranza di casi si attribuiscono artatamente al Covid 19 decessi dovuti ad altre malattie terminali, perché praticamente dovunque gli indici di mortalità rimangono nella media degli anni precedenti e perché gli stessi padri della “pandemia” – peraltro dichiarata tale con soli 18 mila casi su 8 miliardi di persone facendo comprendere la strumentalità della cosa – devono ammettere come ha fatto Anthony Fauci sul  New England Journal of Medicine ( controllare il testo qui ) che il Covid 19 ha caratteristiche simili a quella di una forte, ma comune ondata influenzale. 

Ognuna di queste affermazioni è di per sé assolutamente corretta e non può essere smentita da nessuno, anzi a dire la verità nessuno la smentisce o potrebbe farlo senza perdere la faccia da scienziato, nemmeno i virologi da salotto che hanno svenduto ben altro, ma quando esse entrano nel tritacarne della comunicazione, ne escono fuori talmente alterate da cambiare di segno ed essere usate per dimostrare il contrario di ciò che esse indicano. Insomma la post verità ha proprietà quantistiche per cui a dispetto di Einstein, se non Dio almeno il potere gioca con i dadi per creare l’universo che ci circonda ed è lo stresso motivo per cui non sapremo mai la verità, anche se per caso fallisse il tentativo di ingegneria sociale sotteso alla creazione pandemica: troppo ampie le responsabilità, troppo diffuse le connivenze, troppo forti gli interessi per risalire alle fonti e anche troppa la vergogna dei paurosi per poter soltanto pensare a punire chi a livello nazionale ha sfruttato senza ritegno l’occasione di rimanere a galla svendendo il Paese e la sua economia.   Non potremo mai chiedere conto ai responsabili di questo massacro di futuro. Ma se lo volessimo potremmo egualmente mettere all’angolo questi signori con una mossa di judo, vale a dire sfruttando la loro stessa forza mediatica, la loro stessa narrazione e chiamarli a rispondere di strage. E questo in tutto il mondo.

Prendiamo per buoni i numeri che ci danno e confrontiamoli con quelle delle ondate influenzali di questo secolo che hanno fatto più morti e prendiamo i decessi per infezioni ospedaliere che sono quasi il doppio delle cifre gonfiate del Covid: perché in queste occasioni non si sono mai prese le misure drastiche di oggi? Perché in passato non si è gridato all’allarme anche di fronte a situazioni anche più gravi specie se – come per le infezioni ospedaliere mortali che ammontano a quasi 50 mila l’anno- la strage è direttamente provocata dai tagli alla sanità e dall’incuria, dunque direttamente ascrivibile alla politica e alle sue scelte? E’ inutile smentire dal punto di vista razionale qualcosa che viene venduto come puro prodotto emozionale e dunque accetta anche tesi e misure palesemente farsesche, ma ecco la mia modesta proposta: bisognerebbe sfruttare l’emotività suscitata per far venire alla luce l’altra metà della medaglia, non l’esagerazione apocalittica di oggi, blindata fino all’inverosimile, ma la noncuranza del passato che invece risulta palese e indifesa, anzi ancora più indifendibile quanto più si difende oggi la narrazione pandemica. Se oggi non si può andare in giro con la mascherina allora tanto più grave è stato non imporla in passato oppure aver permesso che gli ospedali diventassero veicolo di ogni genere di infezione tanto da divenire proprio loro una delle principali cause di morte. Dovremmo portare alla sbarra i responsabili con l’accusa di delitto colposo contro la salute pubblica e in ogni caso possiamo smascherare l’improvvisa pretesa di costoro di essere così interessati al benessere sanitario dei cittadini da svendere il Paese e costringere alla povertà diffusa le prossime due generazioni. Come mai non sono stati così solleciti lo scorso anno e quello precedente e quello ancora prima? Ma anche in questo frangente come mai i soldi sono andati tutti in banchi a rotelle e finanziamenti per monopattini senza alcun rafforzamento dei presidi sanitari di cui si vuole scongiurare l’ipotetico collasso con misure di segregazione? Anche la peggiore menzogna ha i suoi limiti.

 

 


Compagni di merende, di giornali e di Covid

Tre settimane fa, subito dopo il discorso di Berlino  il quotidiano The Globe and Mail di Toronto ha pubblicato un lungo articolo che diffamava Robert Kennedy Jr. e lo chiamava “una voce di spicco della disinformazione sui social media”, per aver egli rivelato fra le altre cose i disastri compiuti dalle ossessive campagne vaccinali ispirate e in parte finanziate da Bill Gates sia in India che in Africa, operazioni che come testimonia ufficialmente l’Oms, hanno di fatto ricreato la poliomielite che stava scomparendo. E naturalmente l’articolo ha omesso di riferire che l’organizzazione di Kennedy, la  Children’s Health Defense,  ha intentato una causa contro Facebook, Mark Zuckerberg e tre società di fact checking , accusando tali soggetti di censurare informazioni veritiere sulla salute pubblica.

L’articolo diffamatorio era stato tuttavia originariamente pubblicato sul sito di Tortoise Media con sede a Londra e il Globe lo ha riproposto come occasione di abbonarsi a questa testata con uno sconto del 30 per cento. Ma cos’è Tortoise Media? Una breve analisi ci mostra come tutto si tiene nel mondo dei super ricchi e dell’informazione che essi finanziano: la testata è stata lanciata nell’aprile del 2019 da tre persone, James Harding, ex redattore del quotidiano Times di Rupert Murdoch, e successivamente capo di BBC News fino alle dimissioni nell’ottobre 2017; Matthew Barzun, ex ambasciatore degli Stati Uniti nel Regno Unito; e Katie Vanneck-Smith, ex presidente del Wall Street Journal e Dow Jones. Il sostegno finanziario iniziale  è stato fornito dal banchiere Bernie Mensah, responsabile globale dei mercati emergenti per Bank of America Merrill Lynch, dall’investitore tecnologico Saul Klein e da due sostenitori anonimi. Il sito elenca anche 27 principali partner che forniscono finanziamenti, tra cui la Bill & Melinda Gates Foundation, Edelman, ( considerata una delle più grandi società di pubbliche relazioni al mondo, con circa 67 uffici in tutto il mondo) .Facebook, Google e la Rockefeller Foundation. E di tutto questo la testata si fa vanto senza vergogna: ” il nostro giornalismo è finanziato dai nostri membri e dai nostri partner. Stabiliamo partnership con aziende che desiderano sostenere una nuova forma di giornalismo, favorire il dibattito pubblico, condividere le loro competenze e comunicare il loro punto di vista”. Insomma pura merda, tanto per dirla con l’eleganza che questi signori si meritano. 

In effetti si tratta di un nuovo modello di informazione dove a gran parte della pubblicità si sostituisce il contributo dei super ricchi, ai giornalisti si sostituiscono comunicati stampa aziendali, rapporti di think tank, esperti aziendali e Pr come quelli di Edelman, partner di finanziamento di Tortoise e al posto della libertà si impone la post verità di fondazioni e multinazionali.  Da notare a margine che The Globe and Mail  il quale ha ripreso integralmente pubblicato l’articolo diffamatorio da Tortoise Media, è di proprietà della famiglia più ricca del Canada, i Thomson, che hanno visto la loro fortuna aumentare di quasi  9 miliardi di dollari durante la pandemia. Ad ogni modo poco dopo il lancio della testata due dei suoi maggiori partner finanziatori ( Edelman e Gates)  hanno partecipato a un esercizio di pandemia globale chiamato Evento 201, che si è tenuto a New York nell’ottobre 2019 e ha coinvolto 15 partecipanti principali. durante i lavori di questa sorta di conferenza su una possibile pandemia da coronavirus uno dei focus principali è stato proprio quello riguardante l’informazione e su come gestirla: il rappresentante di Edelman, Matthew Harrington, ha insistito sulla necessità che le piattaforme  di social media [Facebook, Google, Twitter, ecc.] dovessero collaborare ed essere emittenti di una “verità centralizzata” su base internazionale, evitando che tesi contrarie prendessero piede in rete. 

E naturalmente ad aiutare questa operazione di base ci sono i 250 milioni di Gates regalati alla stampa (Der Spiegel che ne ha ricevuti 3, una volta preso in castagna  ha osservato che questo solleva “domande su un’agenda segreta per influenzare le notizie”, ma anche gli abbonati a Tortoise media, circa 20 mila, ma tutti inseriti  in posizione emergente nelle reti aziendali. La cosa ancora più interessante è che lo stesso coacervo di persone e di potere agisce con gli stessi metodi anche in altri campi: per esempio la fondazione Gates fa parte della “Better Than Cash Alliance” che intende eliminare il contante e spostare tutto in valute digitali per il maggior vantaggio dei super ricchi.  Nel 2016 Gates alleato con l’Usaid ha spinto il governo indiano di Norenda Modi a rimuovere dalla circolazione diverse banconote , quelle da  500 e da 1.000 rupie ben sapendo che solo il 55% della popolazione indiana aveva un conto in banca e il 95% di tutte le transazioni erano effettuate in contanti. Quindi il cambiamento ha avuto un enorme impatto sui più poveri dell’India, che lavorano generalmente per contanti. Come risultato di questo decreto, c’è stata una grande carestia e migliaia di persone sono morte non avevano modo di acquistare cibo e un numero enorme di piccole imprese sono fallite. Ma si sa che Gates vuole salvare le vite con i suoi oscuri vaccini  ed è questa la verità che i suoi compari di merende e di Covid  vogliono farci leggere. 


Com’è buono lui

Quando sento parlare di filantropi mi vengono i brividi. Essi incarnano come diceva Nietzsche la pienezza di potere che straripa sui sottomessi e sugli schiavi, sono capaci di fare un uso spregiudicato della solidarietà in funzione dei loro interessi. E magari sono anche dei malati di ricchezza che si divertono a torturare le proprie vittime per poi fingere di salvarle e attirare su di sé l’attenzione. Come si chiama? Sindrome di Münchausen per procura ed è la malattia di cui deve soffrire Bill Gates, finalmente uscito allo scoperto annunciando – non si sa bene poi a quale titolo , visto che lui è un informatico, che tra pochi mesi col vaccino – ammesso, ma non concesso che funzioni – la vita potrà tornare alla normalità senza più segregazioni e mascherine . Ma per stroncare questa sindrome influenzale innalzata artificialmente  a livello di peste, per eradicare il coronavirus, bisognerà che tutti si vaccinino e se alcuni Paesi non possono permettersi sufficienti dosi per la popolazione allora dovranno essere i Paesi più ricchi  a metterci i soldi. Quanto è buono Gates, quanta cura esprime per l’umanità: per evitare che la maggior parte della gente snobbi il vaccino, soprattutto fuori dall’occidente dove verrà fatto ogni sforzo per renderlo obbligatorio, ecco che scatta la solidarietà pelosa, ma una cosa è certa le aziende farmaceutiche si faranno profumatamente pagare da qualcuno ogni singola dose dei miliardi che produrranno. Insomma un affare gigantesco che ancora una volta Gates avvolge nella carta regalo della filantropia.

Per capire bene la questione e i trucchi che vengono usati occorre prima di tutto fare chiarezza su un concetto centrale:  Gates mente per la gola quando cerca di vendere sette e passa miliardi di dosi di vaccini al 99 per cento inutili, di cui non si conosce comunque la durata di copertura e per giunta privi di sufficiente sperimentazione. Egli non intende combattere la malattia nel qual caso occorrerebbe un numero enormemente inferiore di dosi – ma vuole eradicare  completamente il coronavirus nonostante la sua scarsa pericolosità. Disgraziatamente questo non è assolutamente possibile: con la vaccinazione totale, anche dando per buono che sia efficace e duratura, si può debellare solo un virus che ha come unico ambiente il corpo umano, ma quando un microrganismo – valga come esempio la famiglia dei virus influenzali – ha serbatoi in tutto il mondo animale ed è il caso del sars cov  2, allora la cosa è improponibile perché comunque c’è un interscambio e una mutazione che ogni tanto fa tornare il virus in circolazione. La soluzione è medica e oggi abbiamo ottimi presidi e per giunta poco costosi, per stroncare l’infezione in quella piccola percentuale di persone nelle quali provoca disturbi più seri di qualche febbricola. Ma la differenza tra questa azione terapeutica e la vaccinazione universale è incommesurabile dal punto di vista del profitto ed è per questo che il nostro filantropo caldeggia una prospettiva che in realtà è del tutto insensata dal punto di vista scientifico, ma ha radici solo nel business e probabilmente in visioni distopiche da riccastri nullafacenti.

Gates stesso nell’intervista in cui annuncia la buona novella, fa sapere che è proprio la sua fondazione ad aver messo attorno a un tavolo 16 aziende farmaceutiche e ad aver fatto siglare loro un accordo per collaborare alla creazione e alla distribuzione del vaccino ( non è ben chiaro se è quello che modifica il dna umano, questo non lo specifica) e magari fare da cassa di risonanza per la richiesta dei fondi pubblici necessari a vaccinare l’intero pianeta.  Parliamo di qualcosa dell’ordine nell’ordine dei 200 miliardi di euro tanto per cominciare, perché poi gli stessi criteri saranno adottati per molti altri vaccini, quello contro il Covid è solo un apripista. Ma tutto questo viene fatto sulla base di almeno una riconoscibile e non contestabile menzogna scientifica ovvero quella che sia possibile sradicare completamente questo coronavirus che fa parte di una famiglia diffusissima e in continuo interscambio col mondo dei mammiferi a tale livello che persino una tigre è risultata positiva. Così dapprima una leggera infezione è stata gonfiata oltre ogni limite, poi per porvi rimedio con soluzioni  drastiche che sono nello stesso tempo quelle più costose e quelle impossibili.. Senza filantropi, anzi senza supericchi che con una piccola parte dei loro averi possono avere enorme influenza sul resto della società e imporre menzogne radicali, il mondo sarebbe un posto migliore. Il Covid è meglio di Gates, che tra l’altro prospetta per la sua vaccinazione universale 700 mila ” reazioni avverse” che probabilmente potrebbero molte di più e potrebbero portare anche più morti di quelli attribuiti al coronavirus. Ma magari questo non ce lo faranno sapere.

 

Nota Sul vaccino che modica il dna vedi Benvenuto Frankenstein


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