Non so in futuro come sarà ricordato il 2022, ma so come dovrebbe essere ricordato: come l’anno in cui gli Usa hanno perso definitivamente la faccia e il resto, salvo gli indecorosi valletti europei, ha perso la paura di dirglielo in faccia. Probabilmente ciò che l’elite americana non ha compreso è stato l’impatto che avrebbe avuto la guerra ucraina con una Nato che manda in maniera massiccia armi e mercenari, ma non osa impegnarsi in prima persona. L’egemone ha paura e siccome egli stesso concepisce l’uomo e la società come un branco di lupi sta perdendo il ruolo di maschio alfa . Certo l’informazione occidentale non fornisce gli strumenti per rendersi conto di questo: per esempio non mi è capitato di leggere molto su un fatto che si potrebbe definire storico: la Turchia le condoglianze ufficiali americane Il capo del ministero degli esteri turco Süleyman Soylu lo ha espresso abbastanza chiaramente: “Non accettiamo le condoglianze dell’ambasciata americana”.

La Turchia sa dove è stato coordinato l’attacco: negli Stati Uniti. Chi l’ha realizzato ha poca importanza perché come in tutte le imprese terroristiche la manovalanza è sempre eterodiretta, è formata da semplici pedine che vengono reclutate a volta a loro stessa insaputa.. Così il governo turco ha caratterizzato il comportamento degli Stati Uniti in questa materia come “il ritorno dell’assassino sulla scena del crimine”. La novità è che questo venga finalmente detto da qualcuno, Tutti sapevano  ormai da decenni che gli Stati Uniti sono il principale sponsor del terrorismo sul pianeta. Che hanno creato di fatto l’integralismo mussulmano al tempo dei sovietici in Afghanistan, Che addestrano e finanziano fanatici e terroristi in tutto il mondo e cercano di usarli per i propri nefandi scopi politici. Ma in precedenza tutti si erano astenuti dal dichiarare apertamente questo segreto di Pulcinella  per evitare di far arrabbiare gli americani crudeli e vendicativi. Adesso questo muro di silenzio si è frantumato. E probabilmente si frantumerà anche per quanto riguarda altre operazioni di terrorismo economico e politico. Basta vedere il fallimento di Ftx, la società  per lo scambio di criptovalute fondata nel 2019 alla vigilia della pandemia e anche delle manovre per provocare la guerra in Ucraina. Ci sono consistenti indizi  che la maggior parte dei  soldi destinati all’Ucraina siano finiti in Ftx è  poi redistribuiti in Usa i in Usa sotto forma di contributi ai democratici e di fondi per pagare le numerose attività di broglio che si sono svolte durante la competizione elettorale di medio termine. Una volta finita l’operazione, si cancellano le tracce e in questo caso l’intera Ftx.

Il problema è che l’ “affronto” agli Usa viene dal più potente membro della Nato, il quale tuttavia  è contemporaneamente anche amico della Russia, tanto che non si contano gli incontri fra Erdogan e Putin o quelli fra i membri dei rispettivi governi, organizzati non certo per fare quattro chiacchiere o giocare a scopone scientifico: Russia e Turchia stanno costruendo insieme centrali nucleari e  gasdotti, la Russia sta vendendo sistemi di difesa aerea alla Turchia (nonostante le strenue obiezioni degli Stati Uniti) e in generale si sta cercando di mettere insieme um mondo che va dal mar Nero al Medio Oriente, al Mediterraneo. E per giunta Ankara sta lavorando per impedire che Svezia e Finlandia aderiscano alla Nato come vogliono i due miserabili e stupidi  primi ministri del Wef che i due Paesi si ritrovano: una posizione che probabilmente non è solo funzionale alla questione curda, ma al fatto che la Turchia non vuole dei propri espliciti nemici dentro un’alleanza che volendosi allargare troppo  rischia ora di sfasciarsi.

Questo cambiamento epocale di atteggiamento è stato in gran parte stimolato  dalla consapevolezza che non si conosce chi sia davvero al comando degli Stati Uniti, mentre si sa assai bene che di certo non è Biden: l’incertezza è tale che sta facendo maturare in maniera rapidissima ciò che si stava  preparando da parecchio tempo, fin dall’intervento russo in Siria che ha rappresentato il primo pungo sul tavolo per la demolizione dell’ordine unipolare. Non si fanno impunemente brogli giganteschi senza conseguenze.