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Ucraina: missili e Comma 22

I  missili  ucraini caduti in Polonia sono quasi un simbolo della situazione generale: l’Ucraina armata fino ai denti dai folli occidentali sta sempre più diventando una scheggia impazzita che causerà danni immensi all’Europa. Non sappiamo se i razzi siano stati lanciati contro un missile russo e siano finiti per errore in Polonia o se  al contrario siano stati intenzionalmente fatti cadere in territorio polacco per cercare di alzare la posta dell’intervento Nato o se infine sia tutto sia stato preparato dalla stessa Alleanza atlantica  per dare la possibilità di aumentare gli aiuti a Kiev, cosa che Biden ha già fatto, nonostante proprio gli esperti americani neghino che i razzi siano russi. Sta di fatto che i due ordigni  fanno parte del sistema missilistico antiaereo S-300PT di vecchia produzione sovietica, paradossalmente forniti alle forze ucraine proprio dalla Polonia: poiché questi razzi hanno un raggio di azione massimo di 75  chilometri e sono perciò stati lanciati  molto vicino al confine dove è abbastanza improbabile che arrivino missili e droni russi. si rafforza  l’ipotesi di un lancio volontario fatto dai briganti ucraini o dai boss della Nato per poter poi accusare la Russia, almeno nelle prime ore o per un tempo sufficiente a inchiodare  questa idea nelle menti ipnotizzate dei cittadini occidentali. Comunque durante tutta la nottata è stato un intrecciarsi di riunioni Nato nella convinzione che il missile fosse russo, per poi finalmente lasciare il posto a un minimo di decenza. Tuttto però ha l’andamento della commedia anche perché se fossero stati davvero russi la Nato avrebbe ingaggiato una guerra termonucleare con Mosca? Non credo proprio anzi proprio ciò fa  parte del Comma 22 ucraino.

Tutto è cominciato nella convinzione che l’economia russa sarebbe stata colpita a morte dalle sanzioni e avrebbe portato a una sorta di cambiamento di regime: dunque il piano militare si sarebbe rivelato tutto sommato secondario nell’evoluzione della vicenda. Al di là di qualsiasi considerazione era ovvio ed è tuttora evidente che l’Ucraina non può vincere una guerra contro la Russia. Forse così ovvio che persino Mosca, dopo essersi preparata per tempo a subire l’assalto economico occidentale ha iniziato l’operazione militare con un impegno di truppe abbastanza esiguo rispetto non solo all’Ucraina con i suoi 400 mila uomini, ma a tutta la Nato. Si, Mosca ha commesso l’errore di ritenere che le elite politiche europee – quelle che avrebbero dovuto ammortizzare la furia americana per difendere gli interessi e la vita dei propri cittadini – avessero il ben dell’intelletto e comunque fossero dotate di un QI normale: a chi e a cosa serve fare una guerra per procura che Kiev non può vincere e in questa prospettiva già assurda di per sé, distruggere la propria economia per colpire la Russia che invece resiste benissimo all’assalto? Nessuno avrebbe potuto mai potuto prevedere l’esito davanti al quale ci troviamo e in un mondo normale si sarebbe arrivati a trattative già da mesi.

E’ per questo che l’Ucraina sta diventando una scheggia impazzita, un buco nero dove sono finiti interi arsenali di armi che chissà dove sono finiti, in cui  ormai la maggior parte delle truppe effettivamente combattenti è formata da presunti mercenari che sono poi truppe Nato, addirittura interi reparti polacchi con le mostrine ucraine senza che tuttavia questa situazione possa avere uno sbocco vittorioso, anzi uno sbocco qualsiasi che non sia la guerra nucleare globale o il completo riassorbimento di quasi tutta l’ex Ucraina nel territorio russo. E purtroppo in ogni caso una  catastrofe europea.  Anche l’idea di portare avanti una sorta di guerriglia siriana per logorare logorare Mosca è totalmente aberrante poiché sono i realtà gli europei ad essere logorati molto di più. e stanno lì ad attendere che un qualche fanatico nazista si inventi qualcosa per trascinare tutti in guerra. Mi chiedo anche fino a quando l’informazione occidentale che ha dato per certa la paternità russa dell’attacco, senza alcuna prova o fonte che non fossero il gatto e la volpe, ossia Kiev e Varsavia,  accetterà di essere umiliata diventando il megafono del peggio che può esprimere l’elite che la possiede.

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