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Qual è la velocità della scienza?

La clamorosa ammissione della Pfizer sul fatto che non esistevano dati scientifici i quali  dimostrassero che il trattamento con i vaccini a mRna poteva limitare la trasmissione del virus, potrebbe anche essere ricordata come la summa, l’apoteosi del cretinismo contemporaneo, sui cui tuttavia nessuno ha avuto niente da ridire: ovvero la famosa frase ” alla velocità della scienza”. Si tratta di un costrutto verbale  del tutto priva di senso, una di quelle espressioni vuote e dunque espresse in inglese perché in qualsiasi altra lingua sembrerebbero palesemente idiozie e prese in giro,  come quelle che concludono gli spot dalla carta igienica alle auto. Qual è la velocità della scienza e come si misura? Basta pensarci un attimo per comprendere che la frase detta da uno dei massimi dirigenti di una delle più grandi multinazionali farmaceutiche davanti al parlamento europeo che non conta un cavolo, ma che dovrebbe avere un qualche sensus sui e una qualche dignità , non ha alcun significato. Ci sono voluti  circa 2000 anni per comprendere che a un corpo in moto  non accelerato non è applicata una forza.: il principio di inerzia è stato finalmente compreso grazie a una compresenza di cambiamenti culturali, sociali ed economici.  Possiamo dire che questo è stato veloce o lento? Rispetto a cosa? E il fatto che i testi fondamentali delle due teorie fisiche che si accapigliano, ossia relatività e quantistica sono scritti in tedesco e sono lì ormai da un secolo senza che si sia  fatto un sostanziale progresso nella conoscenza del mondo reale rispetto ad esse, anche se siamo pieni affabulazioni cosmologiche sul big bang  e di ogni altro tipo, che simulano un gran movimento, che tuttavia è solo un’opera di sistemazione che non si fa scrupolo di adottare anche entità “oscure” pur di salvare le teorie classiche, così come Tolomeo si inventò gli epicicli per giustificare il moto dei pianeti visti dalla terra. Questo possiamo consideralo lento oppure possiamo pesare che occorro  altri1900 anni prima di una totale cambiamento di paradigma?

La velocità scienza è dunque una palese cazzata e tuttavia essa aveva l’intenzione di sottolineare che la medicina farmacologica  è così veloce che in sostanza si possono anche trascurare alcune cose fondamentali che fanno inscindibilmente parte del metodo scientifico e senza le quali potremmo essere tranquillamente nel campo della stregoneria: quella appunto di vaccini che non difendono dalla malattia, che non ne impediscono la diffusione e che per giunta stanno regalando all’umanità il 10 per cento di mortalità in più. Abracabra… dopodiché viene presentato un conto impossibile da pagare senza un impoverimento generale e un vergognoso arricchimento di pochi.  Il fatto è che noi abbiamo  l’idea che anche la medicina abbia fatto passi da gigante e lungi da me dire che non ci sia stato qualche progresso, ma in realtà assai più modesto di quanto non appaia. Può sembrare ridicolo o forse grottesco, ma il maggior passo avanti nel campo della salute umana si è avuta con l’acquisizione di regole igieniche. Il resto antibiotici, vaccini, chemioterapici vengono soltanto molto dopo come incidenza. In fondo è stato il progresso tecnologico in altri campi che ha portato ad avere strumenti diagnostici molto più progrediti o strumentazioni chirurgiche più evolute, quelle  hanno certamente migliorato le cose, insieme ovviamente alla ricerca biologica. Ma in realtà siamo ancora lontani dalla possibilità di curare gran parte delle affezioni a cominciare da tutte quelle derivanti da sindromi autoimmuni, compresi reumatismi e artrosi che colpiscono praticamente tutti, senza parlare delle difficoltà di comprendere a fondo l’interazione dei virus con l’organismo o dei   dei tumori di cui si attende  una soluzione che ogni giorno sembra a portata di mano, ma che sfugge ormai da settant’anni nonostante i progressi fatti nelle cure ormai.

Insomma la medicina non è poi così veloce come viene presentata, anche qui con un continuo movimento che  tuttavia si svolge come in tondo. Ed è costellata di errori, di farmaci dannosi o inutili o ancora di più, almeno da qualche decennio, da farmaci utili, ma somministrati a una  enorme platea di persone che forse non ne avrebbero bisogno e che quindi sono esposte a effetti avversi che col tempo si verificano, Dunque i signori che guidano le multinazionali farmaceutiche con gli stessi criteri con cui agirebbero dei palazzinari, dovrebbero almeno cercare di non prendere in giro la gente presentandosi come onnipotenti e onniscienti, ma dovrebbero presentarsi con l’umiltà  di chi sa di non sapere abbastanza per giocare con le vite degli altri.

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