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Ho il piacere e l’onore di annunciare che questo post del Simplicissimus  Vaccini: un bimbo su 500 ospedalizzato per reazioni avverse. E Ema consiglia i sieri. riguardante una recente ricerca tedesca i cui risultati sono stati riportati sulla rivista Jama, quella dell’Associazione Medica americana, non può più essere visto su Facebook perché “viola gli Standard della community in materia di disinformazione che potrebbe causare violenza fisica”. Si direbbe che i sacrifici dei bambini siano il clou di questi evocati standard, ma dopo questo annuncio privo di qualsiasi senso e peraltro formulato in un  italiano sgrammaticato, viene aggiunto il fatto che le informazioni contenute nel post sarebbero false, ovviamente senza dire perché, come è costume degli stupidi e dei vigliacchi. Dunque la maggiore associazione medica americana direbbe il falso secondo questi decerebrati. Mi permetto di segnalare la cosa perché è a suo modo divertente:  la American Medical Association è stata una delle più ferventi adoratrici dei vaccini e dunque è forse per questo che spesso ha detto il falso e il social è forse sensibile a questo piccolo mutamento di rotta.

In questa occasione ho notato il cambiamento di linguaggio che c’è stato nel frattempo: non si fa più appello a mitiche “regole” della community perché sarebbe ben difficile dimostrare tale violazione, ma si usa Standard che in realtà vuol dire tutto e nulla e afferma in sostanza  il diritto del social di cassare ciò che vuole senza dover rendere conto delle proprie azioni: è il padrone che notoriamente fa lo standard. Proprio ciò che semmai potrebbero far prudere le mani per la loro sfacciataggine. Non è la prima volta che Fb blocca un post di questo blog, tanto che da tempo ho cercato di “trasportare” i lettori dai social a una lettura diretta tramite l’iscrizione al blog o su Telegram (https://t.me/simplicissimus2 ) in maniera da evitare censure che si fanno sempre più occhiute e sempre più assurde. Quindi non è per questo che ne parlo, ma prendo l’occasione di domandarmi –  e la butto lì – se non sarebbe l’ora che qualche gruppo del dissenso , pensasse di organizzare un social tutto italiano, per evitare di doversi servire di questi negrieri della verità basati in Nordamerica. Potrebbe essere  una mossa più efficace rispetto – faccio solo un esempio – alla diffusione di video che guardano sempre le stesse persone, che sono a volte molto interessanti, ma anche dispersivi e non sono adatti alla rapida comparazione di tesi e soprattutto all’esercizio della memoria. Ci aveva provato all’inizio Byoblu, ma poi per ragioni che non conosco ha abbandonato l’impresa che tuttavia avrebbe potuto anche attirare parecchia pubblicità e nel caso specifico supportare anche la televisione. Dobbiamo cominciare ad esprimere una certa sovranità anche nel rifiuto di essere censurati da gente che accanto alla sofisticazione degli algoritmi, tutta basata sull’esprit de geometrie, come avrebbe detto Pascal,  rivela  sensibilità politiche e umane a dir poco primitive.

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