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Kapò da spiaggia

ESCLUSIVO Colignano (Pi), 14/08/2013 Enrico Letta nella sua casa con la famiglia Ph. MASSIMO SESTINI

Dopo la crisi economica del 2008, i cittadini della Ue furono chiamati a salvare le banche e in generale gli assetti finanziari con i soldi pubblici e dovettero arrendersi,  alla dottrina dell’austerità con i suoi tagli di salari e di pensioni, aumento della precarietà e scomparsa progressiva del welfare, ma per evitare una disaffezione e persino un’ostilità verso le istituzioni comunitarie che avevano tralignato rispetto agli scopi e alle promesse originarie, vennero lanciati  slogan e memi nella maggior parte privi di senso o ingannevoli, il più insistito dei quali era che l’Europa, se non altro  aveva preservato la pace. Manco a dirlo si trattava di un falso perché intanto c’era stato tutto il conflitto jugoslavo proprio nel cuore del continente e poi i vari Paesi della Ue, ma anche della Nato avevano partecipato e numerosi conflitti in ogni dove.

Si trattava anche di una sciocchezza ideologica perché voleva far pensare che la sottrazione di sovranità popolare era di per sé portatrice di pace: nient’altro che le solite chiacchiere dei grandi ricchi ormai così diffuse su un mercato politico divenuto  un bric a brac di sciocchezze, da essere patrimonio incontestabile della sinistra residuale, quella che aveva cambiato indirizzo, ma non nome. Mi chiedo perciò con che faccia gli stessi che avevano predicato la sopportabilità delle misure austeritarie e peraltro portatici di disuguaglianze mai viste in nome di qualcosa che era garante della pace ora ci dicono di sopportare la povertà e le privazioni  in nome della guerra. Anzi ancora di più: ci chiedono di sopportare un’economia di guerra senza aver avuto il coraggio di dichiararla e derivante dal solo fatto che l’unica arma valida per l’Europa è privarsi di ciò che l’avversario ha da offrire che è una delle assurdità più incredibili della storia. Quella in cui si considera che la vendita di gas e di tutto il resto da parte della Russia sia non solo indesiderabile, ma un atto di ricatto e di pressione, mentre il rifiuto di vendere sia ugualmente un segno di ricatto e di pressione. Il mondo intero sta ridendo di questo suicidio e di questi balletti verbali.

Troppo poco, troppo tardi, troppo diverso, troppo costoso: in queste poche parole si può sintetizzare il tentativo assurdo di sostituire la Russia negli approvvigionamenti di energia e di materie prime minerarie, tecnologiche e alimentari: tutta l’economia europea e la sua forza dipendevano da questo retroterra e quindi chi ha voluto recidere il legame è  troppo stupido, troppo ipocrita, troppo ignorante e troppo amerikano per avere diritto di cittadinanza. Che se vadano dai loro padroni

Non si può nemmeno dire che l’Europa sia innocente, che sia stata travolta da eventi che non poteva in nessun modo controllare perché Francia e Germania erano garanti degli accordi di Minsk, ma non hanno fatto nulla perché l’Ucraina li rispettasse, hanno anzi strizzato l’occhio ai nazisti  e hanno tranquillamente lasciato che si compissero le stragi nel Donbass di cui sono moralmente corresponsabili. Ora fanno finta di essere indignati con la Russia, dicono di volerla colpire a morte e intanto si puntano una pistola alla tempia, accanendosi contro chiunque cerchi di introdurre un minimo di razionalità e di raziocinio. Molti di questi personaggi che ci volevano in qualche modo vendere l’Europa per la pace, adesso stanno facendo una campagna elettorale  balneare per venderci l’Europa per la guerra o comunque per l’ostilità. Vogliono semplicemente conquistarsi un ruolo di kapò dentro un Parlamento che non conta più niente e ratifica solo quello che arriva da oltre atlantico o da Bruxelles. Ovvero l’ordine di impoverire il continente per dare agli Usa e all’anglosfera ancora qualche anno di dominio o di illusioni. Ci sarà qualcuno così pazzo, così incosciente  da votarli?

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