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Per chi gira la turbina

Le risse tra disgraziati e mendicanti che si svolgevano davanti alle cosiddette corti dei miracoli, erano niente di fronte a quanto accade in Europa dove un ceto politico ormai  fallimentare che parla al futuro non con la speranza, ma con la minaccia, si divide in una ridicola guerra tra poveri e futuri poveri e si accapiglia persino sulla turbina del gasdotto Nord Stream 1.  Così  in Germania lo squallido ministro dell’economia Robert Habeck e il cancelliere Scholz girano la ruota della preghiera accusando Putin delle conseguenze delle loro sanzioni, che rischiano di provocare il crollo economico del Paese, ma fuori dai riflettori combattono una guerra intestina contro Kiev e Zelensky,  in realtà contro gli Usa che controllano e impostano qualsiasi mossa ucraina.  La questione è quella delle turbine che spingono il gas russo nei tubi del nord Stream1: sono di proprietà russa, però costruite dalla  Siemens che è anche responsabile della manutenzione e tuttavia per motivi tecnici misteriosi facenti parte di quegli arcana aziendali che non vengono mai spiegati,  la revisione e la rettifica  di queste apparecchiature può essere effettuata solo in Canada. Tuttavia, Ottawa  ha imposto sanzioni al settore energetico russo e si rifiuta di restituire le turbina in riparazione a Gazprom.. Perciò il gas non può passare o almeno passa con un ritmo che è solo il 40 per cento di quello normale, mentre il milieu politico tedesco ha dato ordine all’informazione di accusare Putin, cosa che avviene con grande e stupida diligenza-

Però Bloomberg li ha sbugiardati rivelando che Habeck ha chiesto ufficialmente al Canada di rilasciare la turbina che dovrà arrivare entro lunedì se si vuole che l’interruzione totale del gas che si prevede di una decina di giorni, non vada oltre il 22 luglio, altrimenti in termini contrattuali la Russia avrebbe tutto il destro di interrompere definitivamente il flusso del gas. Tuttavia gli ucraini e Zelensky in persona da due settimane stanno facendo pressione perché ciò non accada, ovvero perché le turbine non vengano restituite, col che si può si può arguire che Washington stia cercando di dare un ulteriore avvertimento alla Germania perché non pensi assolutamente ad evitare il proprio suicidio economico e riprendere contatti con Mosca. Sta di fatto che a forza di trattative sembra si sia raggiunto una sorta di compromesso: il Canada restituirà le turbine, ma non a Gazprom bensì ai tedeschi  in maniera d aggirare le proprie sanzioni. E così toccherà ai politici di Berlino che avevano rifiutato il gas russo e ancor più negato di pagare il gas in rubli dare a dover dire come mai sono loro stessi a consegnare a mosca gli strumenti per pompare gas in Germania. Sempre che la popolazione sia ancora in grado di pensare, cosa di cui dubito.

Chissà come faranno i media a presentare la cosa, ma il fatto è che la situazione comincia a diventare pericolosa perché da inviti a fare le docce più brevi, ai black out di qualche minuto e alla riduzione dell’illuminazione notturna in moltissimi centri urbani, ci sono inquietanti avvisaglie di un peggioramento della frastico situazione:  Vonovia, il più grande proprietario immobiliare del Paese con 3,5 milioni di appartamenti, ha annunciato ( subito dopo un sostanzioso aumento degli affitti) di voler abbassare a 17 gradi il riscaldamento notturno dei propri allogggi, altre associazioni immobiliari hanno annunciato il razionamento dell’acqua calda. E via dicendo., come per esempio spegnere i semafori di notte, eliminare l’acqua calda negli edifici pubblici, nelle scuole, nei centri sportivi e persino nei musei. Ma questo comunque non risolve il problema delle bollette che costituiscono un aggravio di costi che arriva ben oltre i 3000 euro l’anno per una famiglia di 4 persone, senza ovviamente contare l’aumento di tutti gli altri prezzi a seguito di quelli dell’energia. “La situazione è più che drammatica e la pace sociale della Germania è in grave pericolo”.

Non si comprende bene però quanto il ceto politico si renda conto della situazione e del fatto che essa non possa essere affrontata con le bugie da una parte e con le trattative sottobanco dall’altra: è chiaro che la concessione di armi all’Ucraina tende ad allungare i tempi delle guerra e crea la necessità per la Russia di acquisire molto più territorio di quanto non avesse progettato all’inizio. Che insomma le cose andranno avanti fino al prossimo inverno, quando non si potrà più traccheggiare.

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