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Un movimento per 2 elezioni: la trappola di Maio

LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA

Visto che i Cinque stelle sono ormai ai minimo termini il prode di Maio non ha perso occasione per rivelare il suo animo e ha abbandonato il movimento che ha potentemente collaborato ad affossare, cogliendo anche l’occasione  per dare a Mario Draghi la certezza che nessuno, nemmeno da lontano, metterà in discussione l’invio di armi in Ucraina.  Ma visibilmente questa operazione appare del tutto superflua rispetto allo scopo, visto anche l’unanimismo con cui i 5 Stelle confermano il loro tradimento  e non sembra avere nemmeno nemmeno visibili vantaggi elettorali per uno che gode esclusivamente della stima delle camole che in lui vedono l’evoluzione della specie: si può dunque pensare che dietro la “bomba di Maio” ci sia qualche altra ragione, qualche proposito inatteso. quale potrebbe essere? Per quanto possa apparire strano si tratta di una manovra per riutilizzare il movimento Cinque stelle per lo stesso scopo con sui è stato utilizzato in questi anni: rastrellare  il voto di protesta e di scontento per poi renderlo innocuo. E’  un po’ come riutilizzare l’olio di frittura dopo averlo filtrato e tolto le scorie più visibili che nel caso specifico sono di Maio e i suoi. A quel punto sembra che l’olio sia pulito, anche se contiene i medesimi veleni e basta attendere che in friggitoria rientri uno come Di Battista, che figura come uno duro e puro, magari in compagna di Paragone, per togliere voti ai veri gruppi di opposizione che si vanno formano faticosamente proprio proprio adesso e liberino così i futuri governi dal fastidio di qualunque opposizione.

Il fulmine di dice, non cade mai nello stesso punto ed è su questo che puntano gli strateghi che stanno svendendo e portando al disastro  il Paese: probabilmente nessuno si aspetta che un movimento del tutto morto a causa del tradimento di milioni di elettori, sospettato per giunta  di essere nato proprio a questo scopo, possa essere usato con il medesimo scopo una seconda volta. Ed invece proprio quello stanno facendo servendosi di personaggi border line come i sedicenti transfughi del movimento di cui tuttavia non si hanno notizie in merito alla visione politica, ma solo in merito a polemiche di basso cabotaggio: l’ideale insomma come specchietti per le allodole. La sicumera di Paragone fa inoltre pensare che abbia anche qualche santo in Paradiso. Ma questo in effetti potrebbe essere solo un segno di follia. Ora perché mettere in piedi una simile operazione di interdizione elettorale nei confronti movimenti di opinione che probabilmente faranno fatica solo ad entrare in Parlamento?

A mio modo di vedere le ragioni sono due: la prima è che probabilmente dopo due anni e mezzo di pandemia, vaccini, diktat, menzogne, impoverimento, sfascio dello stato di diritto e oggi persino guerra, c’è molta più gente che non ne può più di quella che compare in piazza e a  questo punto basta niente perché una sostanza apparentemente inerte possa dar luogo a una reazione politica: dunque si tratta di un’area elettorale che se davvero trovasse la formula per unirsi potrebbe probabilmente raggiungere percentuali a due cifre, il che diventerebbe un enorme problema per un sistema ormai autoritario e intollerante di qualsiasi contraddizione. In fondo l’astensione che si è avuta anche nelle aree di presunta critica al sistema come Lega e Fratelli d’Italia, in realtà completamente dentro la logica di dominio tecnocratico, che o spazio è ampio per partiti realmente antagonisti.  Per fortuna dei nostri governanti l’assurdo regna sovrano anche in questa area che invece di unirsi tende piuttosto a dividersi ulteriormente sconfessando la teoria atomistica di Epicuro: la materia politica è infinitamente divisibile persino all’interno della stessa persona quando manca un allato storico a sorreggere il tutto. Però  la seconda ragione, quella di rincalzo, è che anche l’elezione di pochissimi deputati farebbe cadere l’unanimismo di fondo espresso da un Parlamento che è stato in realtà felice di togliersi di mezzo da solo: Anche poche voci potrebbero scompigliare la recita corale tra politica e media, il copione di una infame commedia, facendo venire alla luce tutto il marciume del sistema. Per questo è imperativo che nessuna reale opposizione giunga a varcare le soglie del Palazzo e per questo compito va bene anche la riesumazione di un movimento che potrebbe attrarre su di sé qualche residua illusione, che rosicchi qualche percentuale e faccia rimanere fuori dal circuito parlamentare che davvero non ci sta.

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