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Monumento ai non vaccinati

Dagli Usa arriva una ricerca a suo modo esplosiva perché dimostra che la vaccinazione è più rischiosa dell’infezione. La ricerca condotta da sette tra i più importanti scienziati del settore tra cui l’editor del British medical Journal, Peter Doshi può essere sintetizzata in questa frase: “L’eccesso di rischio per eventi avversi gravi di particolare interesse ha superato la riduzione del rischio per i ricoveri COVID-19 rispetto al gruppo placebo sia nello studio Pfizer che in quello Moderna (2,3 o 6,4 per 10.000 partecipanti) .” E questo vale anche per i ricoveri e le ospedalizzazioni portando così a una riconsiderazione generale di tutta la vicenda che tuttavia era leggibile anche dagli studi clinici fatti per arrivare a un’approvazione di emergenza che a questo punto possiamo ampiamente sospettare che fosse stata già concordata con gli organismi di controllo. In un mondo normale che non esiste più, che è ormai una chimera o un’età dell’oro, tutto questo dovrebbe immediatamente portare a una sospensione delle campagne vaccinale e alla consapevolezza che tuti gli obblighi relativi alla puntura non hanno alcuna base etica. Per la verità questo è emerso con la prepotenza dei fatti e dei numeri in molte occasioni i casi, senza che nulla turbasse lo smercio di vaccini, la chiusua del teatro pandemico e di tutto il volgare merchandising che gli girava intorno. Eppure alla fine qualcosa ha portato alla rottura di un meccanismo ben oliato: ossia i veri eroi di questi ultimi due anni, ossia i non vaccinati.

Il fatto che una percentuale minoritaria, ma importante di gente abbia  rifiutato l’iniezione ha creato una sorta di gruppo di controllo grazie al quale è stato possibile accertare l’inadeguatezza delle vaccinazioni e la loro sciagurata pericolosità. A un certo punto le cosiddette autorità della corruzione, hanno fatto di tutto per costringere le persone a vaccinarsi, non tanto perché pensassero che ciò che servisse o che fosse senza rischi, ma proprio per eliminare un possibile confronto: se tutti o quasi fossero stati vaccinati  è ovvio che non sarebbe più stato possibile fare confronti. E le anime nere di questa disgraziata contemporaneità sarebbero apparse candide come la neve. Ma in molte parti del mondo un numero notevole di persone ha resistito all’imposizione delle punture, nonostante le difficoltà della loro posizione e l’accusa di non aver fatto la cosa giusta per il bene comune, non regalando il loro corpo  a quella che si presentava fin da subito come una follia sperimenta con fini tutt’altro che sanitari. Essi hanno difeso la libertà di scelta per tutti e allo stesso tempo la propria salute.  Molti dei cosiddetti esperti di salute e politici hanno ammesso che l’obiettivo era rendere la vita quasi impossibile ai non vaccinati, con una esclusione che arrivava anche al posto di lavoro e questa sorta di crudeltà è stata enfatizzata per dare alla parte più stupida della società qualcuno da mettere al rogo. In realtà ormai da moltissimo tempo questa demonizzazione si reggeva sull’invidia nei confronti di persone che avevano avuto la forza di dire no e di opporsi alla follia D’altra parte c’era bisogno di creare questo circo perché, i nazisti mascherati, i resettari e i chierici della vaccinazione avevano solo il potere che promanava da questa pressione. Se mai si porrà fine al dominio di Big Pharma, di Bill Gates, del Word economic forum e delle sue innumerevoli organizzazioni e sotto organizzazioni, dell’oligarchia globalista insomma,  ciò sarò dovuto a chi ha saputo resistere alla vaccinazione preservando così un campione di confronto per confutare le menzogne sanitarie e politiche.

Alla fine anche chi aveva chiuso gli occhi ad ogni cosa ha dovuto aprirli. e se riuscirà a scampare a una serie potenzialmente infinita di sieri genici, dovrò ringraziare i non vaccinati a cui dovrebbe essere dedicato un monumento.  Certo la parte più ottusa non riconoscerà mai di essere caduta in trappola e continuerò a formulare  i suoi stupidari ma questo purtroppo è il frutto di un’educazione volta non al rispetto delle regole  ma alla conformità e alla sudditanza che è tutt’altra cosa.

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