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Draghi è l’Alexa di Washington

Non capivo cosa avesse spinto Draghi a proporre l’insulso dilemma tra pace e condizionatore d’aria che pareva uscito da un concorso a premi di idiozia.. Ma adesso, dopo la conferenza stampa nella casa del suo datore di lavoro, ovvero Washington, le cose sono più chiare: Draghi è un uomo costruito con l’aria fritta e non è in grado di produrre altro, semmai può variare il tanfo, oggi carciofi, domani calamaretti come nella pensione da zia Rosa, ormai sostituita da qualche gruppo che sa solo di kleenex.  A forza di fare solo quello che gli ordinano in qualunque posizione egli abbia operato, ha ormai perso la capacità di pensare, proprio come quei molluschi che nascono con un piccolo cervello il quale gli consente di scegliere la roccia dove abbarbicarsi, ma che una volta saldamente stabilito  si dissolve essendo diventato un organo inutile  e troppo vorace di energia. Pare che componga le frasi a caso, come una macchina di Turing scassata . Ed ecco il suo capolavoro in terra americana: “Occorre continuare a supportare e armare Kiev, soprattutto ora che il Golia russo sia è rivelato decisamente vulnerabile ma è giunta anche l’ora di parlare di pace”. Cosa faccia  ritenere a questo avanzo di banca che la Russia sia in difficoltà è impossibile dirlo perché la stupidità è insondabile  Ma anche fosse egli dice che la Russia non è Golia, dunque non è il gigante che finisce per perdere, visto che quel gigante è invece per l’appunto quello che lo sta tenendo per le palle (si fa per dire naturalmente, Draghi proprio quelle non le hai mai viste in vita sua). La Russia è  semmai un Davide contro la mostruosa, ma al tempo stesso debole e flaccida potenza dell’impero. Possibile che uno non si renda conto di fare dei paragoni del cazzo? In termini logici  sì,  è perfettamente possibile se si è teste di cazzo. Ma io, badate bene, non l’ho detto e così finalmente vado contro l’evidenza come fa la stampa mainstream su qualsiasi argomento.

Ma poi che studi avrà mai fatto quest’uomo, quali esperienze avrà mai accumulato per non capire che non puoi nello stesso dire di volere fare la guerra cosa che in effetti implica armare uno dei contendenti e al contempo chiedere che si faccia la pace? Ma allora Federico Caffè non ti ha insegnato proprio nulla, e agli esami esercitavi solo la formidabile memoria dell’elefante. In effetti Draghi dicendo queste cose sembra un ritardato il quale pensa che continuando a inviare mezzi bellici l’Ucraina posa resistere e costringere la Russia alla pace.  Invece mentre il regime nazista di Kiev manda ormai i 60enni al fronte, i russi possono permettersi di far ruotare i reparti, in maniera che tutto l’esercito abbia alla fine una vera esperienza di guerra e sia pronto ad un eventuale conflitto contro la Nato. Davvero Draghi  non è altro che l’Alexa di Washington, pronto a rispondere qualunque cosa faccia piacere al padrone: “Alexa chi vincerà la guerra? L’Ucraina buana Biden….,но ты реально тупой..ops c’è qualcosa che non funziona…”ci sono interferen … старый дурак….  tuttavia non sta bene prendere in giro il presidente del consiglio, anche se il miglior consiglio che potremmo dare a lui, a noi stessi, al nostro Paese è semplicemente quello di sparire: meglio il nulla che una infame nullità. Non è bene prenderlo in giro anche perché Draghi nella sua marmorea tracotanza è davvero sfortunato: il suo speech – mi piace usare la parola inglese perché rassomiglia onomatopeicamente a uno sputo –  giunge proprio nel giorno in cui il il New York Times, il direttore d’orchestra mediatico dell’artiglia ballistica americana, riconosce come d’improvviso che forse l’Ucraina non sta proprio vincendo se metà del suo territorio è ormai stabilmente occupato dai russi i quali stanno anche espellendo l’Ucraina dall’accesso al mare ormai  possibile solo nella zona di Odesa che tuttavia è una città filorussa e tenuta in ostaggio dai fanatici nazisti. In ben due articoli il giornale dice che tutto questo non prefigura affatto una vittoria di Kiev e che in ogni caso le conquiste russe peseranno enormemente negli eventuali trattati di pace. Cosa che sembra volerne dire un’altra: più soldati ucraini vengono buttati in questo tritacarne, più i russi avanzeranno e più sarà necessario un coinvolgimento della Nato e in particolare dell’ assurda Polonia a stelle strisce che evidentemente vuol finire a pezzettini. 

Certo questo giornale una volta illustre e oggi ridotto ad essere un ciclostile di lusso del globalismo, ha quanto meno ancora un elemento umano, non è ancora del tutto un Alexa come il signor Draghi Mario e dunque in qualche caso si fa prendere da qualche dubbio, magari in due generazioni potrebbe riprendere ad essere un organo di stampa. Invece per Draghi è ormai troppo tardi da uomo, si è trasformato in burattino e infine in dispositivo elettronico.

 

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