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Salvare l’Europa: appello al signor Kinzhal

Ciò che gli europei non hanno capito è che agli Usa e al mondo anglosassone in genere non importa un fico secco di loro. Il folle tentativo di creare un nuovo secolo americano di dominio planetario  assoluto passa per la separazione dell’Europa dalla Russia e dall’Asia perché un simile aggregato, anche informale, trasformerebbe gli Usa in una potenza di secondo piano. Ora questo obiettivo può essere ottenuto in due modi: sia logorando la Russia e sigillandone i confini, sia logorando l’Europa separandola dalle fonti energetiche e minerarie necessarie alla sua manifattura e innescando un rapido declino: l’uno o l’altro processo sono indifferenti rispetto allo scopo finale. Anzi perseguirli entrambi cogliendo due piccioni con un’Ucraina, somma la velocità con cui si raggiunge l’obiettivo: un continente europeo in catastrofica crisi  anche intellettuale e scientifica, può offrire ben poco alla Russia e viceversa. L’occasione perfetta per innescare questo processo è stata la creazione della questione ucraina e può essere sintetizzata dalla famosa frase della Nuland  “che la Ue si fotta”. Dunque gli stati Uniti hanno tutto l’interesse che la loro guerra per interposta Ucraina porti al totale isolamento della Russia, così come a un rapido declino dell’Europa. Il disegno per la trasformazione della Russia in una grande Polonia risale in sostanza a Brzezinski, non teneva pero sufficientemente conto della irresistibile ascesa della Cina a protagonista assoluto dell’economia mondiale e dunque del gigantesco appoggio di cui oggi la Russia può godere, senza parlare dell’India e di altri grandi Paesi che si stanno staccando dalla visione unipolare avendone compreso gli enormi svantaggi, perciò esso è stato in qualche modo aggiornato: al posto della semplice implosione della Federazione russa si può, anzi si deve aggiungere la decapitazione dell’ economia europea per evitare che essa si colleghi alla grande Asia il che riproporrebbe il problema sia pure sotto altre spoglie.

Impedire agli europei di acquistare risorse energetiche , monetarie, alimentari dalla Russia dopo averli compromessi in una sporca guerra significa dare un colpo mortale alle loro economie buttandoli fuori dal mercato: essi avranno infatti i prezzi in assoluto più alti di qualsiasi altra parte del mondo. Naturalmente ci si aspetterebbe una ribellione delle vittime che invece non c’è anzi esse stesse manifestano con fermezza la volontà di procedere al suicidio: non si tratta solo di ceti politici comprati in blocco dalle oligarchie finanziarie insieme ai media  ma degli stessi cittadini che non riescono a comprendere il nocciolo della questione o che, come al solito lo capiranno solo dopo che i giochi sono fatti. Dopo trent’anni di guerre sanguinose, di stragi e di caos non si è ancora capito che le elite americane sono abituate a camminare sulla terra bruciata e che la Nato è un’alleanza esplicitamente aggressiva: come si faccia a non vedere che dalla seconda guerra mondiale, intere città sono state rase al suolo dai bombardamenti, compresi quelli nucleari, immense superfici sono stati inondate di diserbanti cancerogeni e mutageni, che si sono bombardate le popolazioni con munizioni radioattive , si sono bruciati vivi gli irakeni con le bombe al fosforo bianco si sono aiutati i terroristi ad avvelenare i siriani con il cloro. E che e ora si è allevata un’ intera  generazioni di nazisti da scagliare contro la Russia.  Stare nella Nato significa rinunciare a ogni etica e questo magari al cittadino comune importa ben poco, ma fino ad ora poteva pensare che comunque ciò  non comportasse grandi sacrifici, anzi fosse in qualche fumoso modo vantaggioso. Ora invece la Nato ci presenta la pistola per il suicidio che a questo punto è ancor più necessario visto che il nemico non è crollato con le armi dell’aggressione economica.

In questi casi a volte un atto di forza, un ceffone ben piazzato, un pugno che stordisce può far svegliare dall’atmosfera dall’ipnosi di morte e di menzogna nella quale siamo caduti. Per questo spero vivamente che il Cremlino risponda ai tentativi di allargamento del conflitto alla Moldova, alla Polonia e alla Romania con qualche signor Kinzhal ipersonico ben piazzato o magari qualche Mr Sarmat di avvertimento: così si potrà toccare con mano il fatto che il padrone può solo sacrificarci e non difenderci. E’ l’ultima speranza di uscirne fuori.

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