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L’Europa dei pagliacci

La fermezza dell’Europa è davvero qualcosa di straordinario e di certo Mosca non può fare a meno di tremare di fronte a tanta granitica determinazione. La risposta europea alla guerra in Ucraina che essa stessa ha provocato grazie alla sua inazione e  al silenzio assoluto di fronte alle deliranti pianificazione del padrone americano, è andata in crescendo, facendo ben comprendere quale sia la sua tempra. Ecco il calendario, per così dire ,di questa escalation:

24 marzo 2022 Le maggiori fonti di informazione internazionali annunciano che i leader dell’Unione Europea hanno respinto la richiesta di Vladimir Putin di pagare il gas naturale in rubli. Dal momento che questa decisione è stata presa dal governo russo per difendere il rublo, dire no rappresentava a una sfida aperta a Mosca.

14 aprile 2022 – Le agenzie di stampa battono la notizia del giorno:  Il pagamento del gas russo in rubli da parte degli acquirenti dell’Unione europea infrangerebbe il regime di sanzioni dell’Ue contro Mosca, afferma una nota interna della Commissione europea.

22 aprile 2022 – La Reuters diffonde la notizia  che l’Ue vede un modo di pagare il gas russo senza violare le sanzioni. Le aziende dell’UE potrebbero essere in grado di aggirare la richiesta russa di ricevere pagamenti del gas in rubli senza violare le sanzioni se pagano in euro o dollari che vengono poi convertiti nella valuta russa, ha affermato venerdì la Commissione europea.

Da notare che quest’ultima trovata non è frutto della sagacia di quel sinedrio di impiegati dell’oligarchia quali sono in effetti i dirigenti europei, ma corrisponde al meccanismo indicato da Putin nei suoi colloqui con Macron e con il cancelliere Olof Scholz che essendo nipote di Fritz von Scholz, tenente generale delle SS il quale diresse e controllò il massacro degli ebrei in Polonia e in Ucraina, ha evidentemente qualche motivo di astio con la Russia e la sua volontà di denazificare l’Ucraina. E’ quasi un’offesa personale.  Basta mettere in fila tre date per fare apparire i prodi appaltatori della russofobia da bassifondi, nonché impavidi difensori di un regime nazista, come dei pagliacci. Fin dall’inizio sapevano perfettamente di non poter fare a meno dell’energia russa, ma hanno voluto creare l’atmosfera della guerra per compiacere l’Egemone e non turbarne i piani sanguinosi. Ma poi hanno mano a mano hanno finito per calare le braghe dicendo di aver trovato una soluzione, quando era stato lo stesso Putin che aveva spiegato loro come fare.

Il loro vero problema, davvero irresolubile è che hanno ridotto il continente in una condizione di penosa sulbaternità e devono perciò calare queste braghe sia di fronte agli Usa che hanno molti di loro a libro paga, sia di fronte alla Russia che non offre chiacchiere, ma beni concreti. Solo che mentre loro contrattano il prezzo delle loro terga di mezzo ci vanno i cittadini, costretti a subire un forte ridimensionamento del loro tenore di vita. E questo non per la guerra della Russia in Ucraina, ma per la guerra dell’occidente contro la Russia che ha comportato l’abbandono dei contrattri a lungo termine e molto convenienti con Mosca in favore del mercato spot. Così hanno cominciato a lievitare i prezzi. Ma si sa che i pagliacci sono tra gli individui più pericolosi.

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