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BionTech: “Il nostro vaccino è una schifezza sperimentale”

Sembra incredibile, ma la scienza, quella che tra tante virgolette è passata dalla ragione alla fede e all’imbroglio , comincia ad usare le stesse tecniche della normale stampa: i titoli e gli abstract non corrispondono ai contenuti. I primi sostengono che i vaccini funzionano, mentre i secondo lo smentiscono mostrandone invece le carenze e la pericolosità. Dal momento che queste pubblicazioni non sono certamente lette dalla massa delle persone questa tattica sembra diretta a lasciare delle impressioni confermative presso i medici che magari non vanno a leggersi tutto lo studio o quelli che vogliono in qualche modo sostenere una coscienza che hanno già ampiamente venduto.  Ma esprime anche tutta la schizofrenia di un ambiente di ricerca che da una parte non vuole ancora produrre dei veri e propri falsi, ma dall’altro non può mettersi contro Big Pharma, e dunque recita il rosario dei buoni vaccini, creando perciò le basi di una narrazione tossica e diametralmente opposta alla realtà.

E’ un intero ambiente di mistificazione nel quale mentre si continuano a comprare milioni e milioni di dosi inutili e pericolose e di non fermarsi di fronte a nulla pur di costringere le persone a pungersi ci si dimentica del fatto che le vaccinazioni corona sono attualmente utilizzate solo con approvazione condizionale e che un’approvazione completa non è stata finora possibile perché i produttori non hanno potuto presentare gli studi necessari su efficacia e sicurezza. In via eccezionale, è stato concesso loro un rinvio fino alla fine di quest’anno, anche se con poche possibilità di successo, come suggerisce una lettera del più grande produttore, la Biontech: in una recente notifica alle autorità americane (Us securities and exchange commission)  la società scrive: “Potremmo non essere in grado di garantire una sufficiente efficacia o sicurezza del nostro vaccino COVID -19 per ottenere l’approvazione permanente”. Ma non solo, sostiene pure che “Durante le nostre sperimentazioni cliniche o anche dopo aver ricevuto l’approvazione normativa, possono verificarsi gravi eventi avversi che potrebbero ritardare o interrompere le sperimentazioni cliniche e ritardare o impedire l’approvazione normativa o l’accettazione sul mercato dei nostri prodotti”. Come se questo non bastasse la BionTech scrive anche che se il covid diventasse ( come del resto è già) una malattia endemica la necessità di un vaccino verrebbe meno, ma esprime profondi dubbi sul suo prodotto: “Le nostre entrate future dalla vendita del nostro vaccino COVID-19 dipendono da numerosi fattori, tra cui: (…) la durata della risposta immunitaria suscitata dal nostro vaccino, che non è stata ancora dimostrata negli studi clinici (…), il profilo di sicurezza del nostro vaccino, compreso se ci sono effetti collaterali precedentemente sconosciuti o una maggiore incidenza o gravità degli effetti collaterali noti rispetto agli effetti collaterali osservati durante lo studio clinico con il nostro vaccino”

Dopo due anni di rimbambimento continuo non si riesce più a cogliere l’enormità di queste affermazioni e il fatto che i governi continuino nelle loro folli politiche contro qualunque plausibilità del loro comportamento. Intanto le affermazioni di Biontech, se per caso le raffinate teste della Corte Costituzionale ( si fa per dire visto il presidente che ha ) non ci arrivassero, significa che i cosiddetti vaccini sono assolutamente sperimentali e che potrebbero rimanerlo molto a lungo. Anzi potrebbero non raggiungere mai i requisiti per un permesso permanente e questo a detta del maggior produttore di sieri genici, anche se Big Pharma è in grado di comprarsi qualsiasi burocrazia sanitaria e probabilmente anche qualunque augusta Corte e qualunque mascalzon sottile senza scrupoli.

Non si tratta di un concetto difficile, le cose sono chiare e anche al di là dei dati spaventosi di Eudravigilance – 43 mila morti e 4 milioni di reazioni avverse delle quali un terzo gravi o gravissime- anche al di là della palese inutilità dei vaccini nel circoscrivere l’infezione,  dovrebbero far cadere qualsiasi ipotesi di obbligatorietà a qualunque titolo. Se questo non avviene non è certo per ragioni sanitarie, ma per scopi politici eversivi. Per questo qualsiasi forza che voglia opporsi a questa dittatura sotto forma sanitaria dovrebbe impegnarsi a proporre una legge che consideri penalmente responsabile dei danni da vaccino chiunque, leader politici o organi istituzionali che abbiano sottoscritto  a qualunque titolo l’obbligatorietà di un trattamento il cui carattere puramente sperimentale è asserito dagli stessi produttori. In Austria è già successo: il partito anti dittatura sanitaria, Mfg, creato un anno e già arrivato nel Parlamento dell’Alta Austria ha prospettato la possibilità di proporre una legge in questo senso se non verranno sospese le vaccinazioni.

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