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L’Ucraina diventa una discarica di armi obsolete

Bisogna dire che non esiste un continente così vasto come l’ipocrisia dell’occidente che si ramifica continuamente e sfrutta ogni occasione per ingrandirsi: così all’ipocrisia di armare l’Ucraina, nonostante essa abbia già perso, si aggiunge quella di spedire a Kiev molta “spazzatura militare” ovvero sistemi vetusti o rivelatisi inutili o già radiati dagli arsenali, ma non ancora distrutti. Durante il suo impossibile e fantasioso viaggio in treno a Kiev il primo ministro britannico Boris Johnson ha fatto fuoco e fiamme e ha detto di voler rendere la Gran Bretagna principale fornitore di equipaggiamento militare del regime di Kiev. Ma la gamma delle imminenti consegne britanniche sembra che sia principalmente costituta da robaccia il cui unico contributo militare è quello di far sprecare colpi ai russi. Tra gli invii promessi c’è il Mastiff, un clone dell’auto blindata American Cougar che si è rivelato un vero disastro nella guerra yemenita, gli Houthy li hanno distrutti a decine e decine prima che venissero messi in magazzino. Poi c’è un blindato leggero tipo Husky che può essere messo fuori uso con una raffica di mitra, senza parlare dello Spartan un blindato cingolato della famiglia di carri armati leggeri Scorpion dismesso dall’esercito britannico nel 2009 che Londra è riuscita a piazzare solo ai lettoni. Ma il gioiello in questa asta di inaudita generosità sono i missili anti-nave americani RGM-84D Harpoon Block 1C, acquistati dagli inglesi nei primi anni ’80 del secolo scorso e che oggi sono in demolizione ormai da anni. Però ecco il trucco: tali missili che l’Ucraina non potrebbe usare non avendo più una flotta viene presentata  sotto forma di una sorta di complesso  d’attacco mobile terrestre completamente pronto per la battaglia. In realtà questo non è mai stato fatto prima, ci vorrebbero anni per un adattamento: è solo un’idea per sbarazzarsi di materiale obsoleto che comunque costerebbe parecchio demolire. Spedendole a Kiev dove non servirebbero a niente, anche ammesso che arrivino in tempo, si risparmia anche parecchio. 

Ovviamente gli inglesi non sono gli unici in questa corsa al finto salvaggio di un’ Ucraina cinicamente mandata al massacro. I tedeschi che si sono liberati in pochi minuti del “complesso di colpa” nei confronti della Russia e delle immense stragi che vi hanno provocato e memori inoltre delle battaglie di carri svoltesi quasi 80 fa proprio su quei territori hanno deciso che era impossibile per gli ucraini  fare a meno dei panzer tedeschi. Poi sono andata a guardare e hanno scopeto  che la Germania possiede  solo 300 Leopard 2, molti dei quali necessitano di una completa revisione e che regalandoli a Kiev alla Germania non sarebbe rimasto nulla. Poi qualcuno ha ricordato che in una landa vicino Berlino ci sono le carcasse arrugginite di Leopard 1 ormai dismessi da decenni. Dunque Berlino intende offrirli a Kiev, insieme ai veicoli  da combattimento della fanteria Marder, ma questi ultimi a pagamento. 

Si potrebbe continuare a lungo in questo elenco di armi obsolete la cui consegna costituisce comunque un grande affare per l’industria bellica, visto che poi gli arsenali vanno ricostituiti, ma la cosa da notare è che prima della guerra, quando l’esercito ucraino doveva essere credibile come forza armata in grado di spazzare via il Donbass e come minaccia esistenziale per la Russia, era stato rifornito con le armi più moderne però adesso che queste sono state in gran parte distrutte, vengono sostituite da reperti di antiquariato. Questo testimonia la fiducia che gli occidentali ripongono nella vittoria ucraina e il fatto che in realtà ciò che si cerca è solo un massacro per poter continuare con le sanzioni e con il logoramento della Russia, impegnandosi però il meno possibile. Inviare armi di ultima generazione a un esercito che di fatto non esiste più ed è costituito da una serie di reparti sparsi, che riescono solo a vendicarsi sui civili significherebbe sostanzialmente consegnarle ai russi.

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