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Pfizer contro Pfizer: il marcio delle agenzie sanitarie

Piano piano la terribile verità si fa strada ed è tanto più terribile in quanto non è nascosta in chissà quali archivi segreti, ma è lì quasi alla luce del sole, senza che tuttavia nessuno abbia avuto l’onestà di scorgerla. e di ammetterla: essa è rimasta segreta a causa della mancanza di etica medica da parte di coloro che dovevano controllare. L’Ican ovvero l’  “Informed Consent Action Network” ha recentemente pubblicato un articolo che spiega ciò che la stessa Pfizer ha da dire sui pericoli dei suoi prodotti: i documenti di consenso di Pfizer, utilizzati per condurre i suoi studi sul vaccino di richiamo anche nei bambini, recentemente ottenuti,  mostrano che la stessa multinazionale del farmaco Pfizer rivela i potenziali problemi di gravi reazioni avverse come la miocardite gli aborti spontanei e il peccato originale della tecnica a mRna che di fatto rende i vaccini un efficacia negativa, ossia stimolano i contagi, mentre le agenzie di regolamentazione sorvolano su questi problemi e affermano che questi prodotti sono sicuri ed efficaci. Dunque il marcio, il cancro di questa sanità sta anche nei controllori che non controllano nulla e che sono evidentemente o incompetenti o corrotti.

Cosa si evince da questa documentazione riguardante la vaccinazione dei bambini e degli adolescenti? Bè , intanto che il rischio di miocardite può arrivare anche a 1 su 1000 che è una cifra davvero enorme, in presenza della quale nessun farmaco o vaccino avrebbe potuto mai essere approvato prima del fatale 2021: se si pensa che queste patologie possono essere silenti e portare anche a morte o comunque avere gravi conseguenze nel tempo, si puà comprendere quale danno sia stato fatto. Ma poi – e questo è assolutamente clamoroso – Pfizer della possibilità di un “priming patogeno” ( vedi nota) ossia “che il vaccino in studio possa esacerbare la successiva malattia da COVID-19“. Scritto nero su bianco mentre le agenzie del farmaco, Fda, Cdc, Ema, fanno di tutto per nascondere queste informazioni e proclamano come un mantra che il vaccino è  “sicuro ed efficace”. Pfizer sembra anche preoccupata per il potenziale di teratogenesi (danneggiamento di un feto in via di sviluppo) e forse anche di mutagenesi (danneggiamento del DNA). Sebbene si tratti di uno studio sui bambini, Pfizer ha informato i genitori di questi bambini che ” Gli effetti del vaccino COVID-19 sullo sperma, sulla gravidanza, sul feto o sul bambino che allatta sono sconosciuti. ” Ma naturalmente ha anche agito perché questi effetti avversi fossero poco o per niente rilevati degli studi. Ecco alcuni esempi:

“Se sua figlia è incinta, sta pianificando una gravidanza o sta allattando al seno, non può partecipare allo studio poiché potrebbero esserci rischi per il nascituro o per l’allattamento”.

“Se sua figlia rimane incinta, deve lasciare lo studio.”

“Se suo figlio è un maschio e pensa di aver messo incinta una ragazza, tu o lui dovete informare immediatamente il medico dello studio di vostro figlio. Il medico dello studio potrebbe chiederti informazioni sulla gravidanza e sulla nascita del bambino. Il medico dello studio può condividere queste informazioni con altre persone che lavorano a questo studio”.

“Se suo figlio partecipa a questo studio, non deve donare lo sperma fino ad almeno 28 giorni dopo la sua ultima vaccinazione”.

Eppure si continua a consigliare la vaccinazione di massa su donne in gravidanza e bambini senza nemmeno tenere in conto le stesse avvertenze della multinazionale che un domani potrà sempre dire: “lo avevamo scritto, ma evidentemente i decisori sanitari non lo hanno letto”. E queste sono solo alcuni dei tanti ed enormi problemi di questo preparati che ormai vengono imposti come

Nota Per dare un’idea di cosa si intende per priming patogeno bisogna comprendere che il meccanismo dell’immunità naturale si basa sul riconoscimento di migliaia di parti dell’intero virus, comprese anche quelle aree che non possono mutare senza che il virus perda la sua funzione. In questo modo l’immunità è garantita  per ampie variazioni del virus al contrario dei vaccini a mRma che invece codificano per una sola proteina, in questo caso la spike. Inoltre – è questo è fondamentale – i linfociti B che producono gli anticorpi nella risposta immunitaria naturale  continuano a mutare, aumentando la probabilità di poter produrre anticorpi neutralizzanti anche contro i tratti mutati, ma questa capacità dei linfociti B è interrotta dalla vaccinazione con terapia genica. Così chi oggi si vaccina crea anticorpi per un virus che non esiste più, non avendo dunque nessuna protezione contro le varianti, ma se per caso si infetta, mettiamo con omicron, dopo aver subito dosi e dosi di preparati genici il suo sistema immunitario perderà quella elasticità di risposta tipica del sistema naturale. E quindi sarà soggetto sia a manifestazioni più severe, sia a ricadute.

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