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Ucraina, l’ Europa affonda nella propaganda

L’ Ucraina potrebbe anche essere un grande spettacolo teatrale se il testo fosse coerente e non partisse per la tangente: i missili delle superstiti truppe di Kiev lanciati contro la popolazione di Donetsk attribuiti ai russi da quelle carogne della Rai, giornali inglesi che pretendono di essere seri i quali  danno per probabile  la sconfitta entro marzo delle truppe russe, senatori americani come la senatrice statunitense Lindsey Graham, peraltro seguita da social media dementi secondo cui  il presidente russo Vladimir Putin potrebbe essere assassinato a giorni, immagini di esplosioni e vittime civili attribuite alle forze russe  identificate  come ritagliate da altre guerre, altri luoghi, altri anni anni. Sono stati persino segnalati come attacchi russi alle città ucraine incursioni aeree israeliane a Gaza. Per non parlare dei racconti impossibili, come quello di Zelensky che si nasconderebbe a Kiev per non essere catturato e che invece riceve come se nulla fosse primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia arrivati tranquillamente in aereo. Insomma un canovaccio ridicolo, nient’altro che fiabe per bambini raccontate da orchi che in vent’anni hanno fatto 4 milioni di morti (ufficiali, il doppio reali ) e 20 milioni di profughi veri. Non parliamo nemmeno di quelli falsi, per esempio dei 300 mila kosovari di cui la Cia organizzò un esodo in tre giorni, privo ragioni reali, ma estremamente spettacolare con lunghe file di gente che camminava lungo i binari. E anche adesso l’occidente stimola l’esodo per i medesimi motivi, anche se poi un terzo dei profughi ucraini non sa nemmeno dove si trovi l’Ucraina e anche se la maggior parte di chi fugge lo fa verso la Russia. E’ evidente che molti vanno via da un Paese economicamente devastato dall’occidente.

Lo choc della Nato per la messa a nudo del suo bluff, mette in moto tutti i meccanismi di creazione di realtà e rende ancora più estremo il manicheismo occidentale che vede in Putin tutto il male e nel guitto Zelensky e in se stessa tutto il bene, persino nel momento in cui si difende non un Paese, non i suoi abitanti, non la gente, ma un governo fantoccio, nato da un golpe americano che oggi fa del razzismo suprematista bianco un fondamento della propria ragion d ‘essere e di un criminale di guerra nazista, Stepan Bandera uno dei padri della patria. In Europa poi questa propaganda di guerra raggiunge apici indicibili perché il continente deve scontare al tempo stesso la sua cattiva coscienza e la sua incapacità di scuotersi di dosso la tutela americana: Francia e Germania sono infatti i garanti degli accordi di Minsk che l’Ucraina ha sottoscritto, ma che non ha mai rispettato portando di fatto alla guerra. Parigi e Berlino non sono state in grado di arginare questa deriva, non sono riuscite a contrastare i piani americani di servirsi dell’Ucraina per isolare la Russia e alla fine come pecore si sono accodate  alla scomposta retorica a stelle e strisce che comporta conseguenze economiche e sociali gravissime per il nostro continente, senza parlare del rischio di essere letteralmente incenerito. L’odio contro Putin e la Russia non è altro che il riflesso rabbioso nei confronti del proprio fallimento, della propria cattiva fede, dell’aver appaltato tutto il futuro tramite l’Ue e l’euro tutto a una cupola finanziaria globalista di cui l’Europa non che una propaggine, un elemento marginale. Ecco allora che la vergogna e la delusione del fallimento storico si tramutano in odio verso quelli che si pensano i nemici. La stessa gente comune che si sente priva di senso e di futuro, che appare alienata da se stessa, trova in queste repugnanti e infantili espressioni di fobia, un sollievo momentaneo e un episodico  ruolo,  esattamente come è accaduto per le vaccinazioni.

Il vero problema è che i media possono strepitare quanto vogliono, possono anche convincere tutti che essere russo, anche se morto da secoli, significa essere inferiori e malvagi e che bisogna difendere i nazisti, ma il fatto è che la Nato  rappresenta il 15% dell’ecumene umano: come dire che il teatro è semivuoto. Tutti gli altri sfuggono a questo indottrinamento anche perché molti sanno che è questo è sempre il vecchio linguaggio colonialista ammodernato, sanno cosa bene cosa significa e il prezzo che si paga per essere “difesi” da questi usurai della storia. Sanno come i nobili sentimenti nascondano la perversione del comando o comunque iprocrisia . Per quanto la propaganda posa esser pervasiva ed efficace essa coinvolge solo l’occidente, gli altri non prendono parte allo spettacolo antirusso o sono apertamente ostili e divertiti da questa pretesa dell’occidente di essere “tutto il mondo”. E per molti di loro che hanno subito guerre e predazioni l’autoaffondamento dell’Europa che non è che un giusto contrappasso.

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