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Pfizer: fuga all’indiana per evitare uno studio sulla sicurezza dei vaccini

Grazie a una cupola politico finanziaria decisa a portare avanti il totalitarismo sanitario come introduzione al nuovo medioevo  la Pfizer e le due sorelle sono riuscite è riuscita ad imporre il proprio sedicente vaccino in tutti i Paesi occidentali e in tutti quelli ricattabili in qualche modo senza che nessuna delle burocrazie sanitarie da decenni corrotte da Big Pharma abbia mai chiesto una sperimentazione aggiuntiva sulla sicurezza del vaccino da condurre in loco. Ma sarebbe bastato chiedere e Pfizer, assieme agli compagni di merende vaccinali, se la sarebbe data a gambe. Almeno questo è successo in India: Pfizer è stata la prima delle aziende a chiedere che il proprio prodotto genico avesse un’approvazione di emergenza nel sub continente, ma da momento che Moderna e AstraZeneca facevano prezzi migliori e che per giunta molti medici indiani, evidentemente dotati di maggiore dignità rispetto a quelli occidentali, ormai solo spacciatori di farmaci senza scrupoli, facevano resistenza e preferivano le cure ai prodotti genici le cui conseguenze a medio e lungo termine sono  sconosciute, l’autorizzazione è sempre stata rinviata.

Qualche settimana fa Pfizer è ritornata alla carica, ma durante l’incontro con l’agenzia di regolamentazione dei farmaci indiana, la Central Drugs Standard Control Organization (CDSCO), la multinazionale  ha deciso di ritirare di propria spontanea volontà la sua domanda dopo che l’autorità di regolamentazione ha richiesto una sperimentazione locale sulla sicurezza e l’immunogenicità del vaccino specificamente per gli indiani. E’ fuggita proprio perché non arrivasse da parte dell’India un rifiuto della autorizzazione di emergenza che avrebbe potuto creare sconcerto tra gli imbecilli che  ancora seguono la “scienza”  e prima che si sapesse che il rifiuto era dovuto alla non volontà di condurre una sperimentazione sotto il controllo dei medici indiani. In realtà una tale prova sarebbe obbligatoria nel sub continente, ma vista l’ emergenza era stato chiuso un occhio a inizio 2021 per i preparati genici meno cari, ma adesso il clima è cambiato e la centrale indiana del farmaco non se la sente più di concedere le autorizzazioni senza prove.

Ormai non è più nemmeno un sospetto che le conseguenze del vaccino sono molte di più  di quelle che traspaiono da dati ufficiali pesantemente manipolati, perché cominciano a venire fuori i dati delle assicurazioni malattia che decuplicano le reazioni avverse, mentre il sistema mafioso politico – sanitario cerca di stoppare le fughe di notizie. Per esempio è stato licenziato il capo dell’assicurazione sanitaria tedesca Bkk Pro vita perché aveva reso pubblici i dati incontestabili secondo cui le reazioni avverse ai vaccini sono 13 volte quelle ufficialmente ammesse. Il licenziamento è avvenuto prima dell’incontro tra l’assicurazione e l’Istituto Paul Erlich che in Germani è il propalatore continuo di cifre false. Insomma qualsiasi indagine sulla sicurezza è tabu e laddove non si può facilmente licenziare chi rompe l’omertà i mercati di vaccini preferiscono ritirarsi per non essere scoperti da ricerche che non possono alterare o pagare.

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