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Reazioni avverse: le assicurazioni sbugiardano i dati ufficiali

Ormai  è chiaro a tutti coloro che operano nel sistema sanitario che non si può parlare di denuncia completa dei danni da vaccinazione e delle reazioni avverse, vista la riluttanza della classe medica a fare le segnalazioni anche di fronte a casi molto gravi. Le ragioni di tutto questo possono essere di vario tipo, economiche e psicologiche, ma trovano la loro radice comune in una straordinaria caduta dell’etica professionale che negli anni ha scavato solchi profondi nelle coscienze: molto spesso la segnalazione richiede tempo che non viene remunerato e viene considerata fastidiosa se non compromettente dai vertici sanitari, mentre pungere le braccia delle persone in locali che sembrano mattatoi può rendere bene sia per singola iniezione, sia per tempo: in_Germania ad esempio un medico prende circa 300 euro per ogni ora di lavoro con la siringa. L’ultima cosa che questi macellai vogliono è che finisca il ben godi delle dosi, figurarsi se hanno voglia di perdere tempo a segnalare qualcosa che potrebbe indurre alla fine di questa pacchia.

La stessa avidità che li tiene lontano dai moduli di segnalazione li porta però a fatturare le cure per le conseguenze da vaccino classificate e codificate secondo uno standard internazionale, così in alcuni Paesi le assicurazioni possono avere un polso migliore della situazione ed essere in possesso di dati più realistici di quelli comunicati dalle burocrazie sanitarie che sono tutte pagate all’80 per cento da Big Pharma. In Germania la differenza è enorme: mentre il Paul Erlich Institut (Pei)  che si occupa di queste statistiche ha elencato nei primi sette mesi e mezzo dell’anno scorso 244 576 complicazioni vaccinali su una popolazione di 82 milioni di persone, una sola delle assicurazioni sanitarie, la Bkk ne ha contati 224.260, ma su 11 milioni di persone. Sulla base di queste cifre, è ora possibile calcolare l’incidenza delle complicanze vaccinali per l’insieme della popolazione: sono lo 0,29% secondo il Paul Erlich ( che comunque è già una cifra altissima) e il 2,05% secondo il sistema di fatturazione dell’assicurazione. Già nella prima metà del 2021, secondo i numero assicurativi , la frequenza delle complicanze vaccinali era 7 volte superiore a quanto indicato dal PEI per l’anno nel suo complesso. Ora, supponendo che la frequenza degli effetti collaterali non sia diminuita nella seconda metà dell’anno e nell’ambito della campagna per la terza dose, possiamo utilizzare questi dati per estrapolare la cifra finale sul totale della popolazione tedesca di 3.109.000 effetti collaterali abbastanza seri da richiedere più di un intervento medico.

Si tratta di cifre che hanno una base molto concreta perché affondano i loro numeri nei bilanci aziendali e nei profitti che sono, come è ben noto, un elemento sacrale nella nostra società. Ora  se abbiamo visto che le normali segnalazioni fatte in maniera svogliata ed episodica nel sistema pubblico sono 13,86 volte rispetto a quelle delle assicurazioni, ne deriva che se il Paul Erlich segnala 29.786 reazioni gravi e gravissime esse saranno in realtà 400 mila. E così pure se ufficialmente si possono contare 2.255 decessi post vaccino essi potrebbero in realtà superare i 31.000. In quest’ultimo caso la proporzione potrebbe essere ancora peggiore visto che la segnalazione dei decessi è quasi un impresa impossibile e che comunque le persone vaccinate da meno di 15 giorni non sono considerate vaccinate.

Naturalmente c’è chi è pronto a dire che si esagera, ma queste cifre si adattano quasi alla perfezione con le tavole di mortalità dell’Ufficio federale di statistica che dall’inizio della seconda metà del 2021 hanno mostrato un’eccessiva mortalità misteriosa in costante aumento fino al 26% per settimana di calendario. Esiste dunque un realtà coperta e orribile che assolutamente non si vuole far conoscere perché essa da sola mostra che viviamo in un mondo malato dove la tirannia della menzogna miete un enorme numero di vittime.

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