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100 euro, la tassa della vergogna

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Chissà se in veste di contribuenti siamo autorizzati a discettare di tasse o se anche in questo caso la parola va data solo ai competenti, ragionieri, commercialisti, sindacalisti promossi a consulenti fiscali, esattori del racket. E se in veste di vittime di una vergognosa discriminazione siamo autorizzati a dire la nostra  in merito al balzello di 100 euro.

Che forse per via della coincidenza con la nomina del presidente della Corte Costituzionale,  sembra essere  una originale applicazione  del prelievo fiscale adottato dal Governo Amato, e adattato alle esigenze del presente: fare un po’ di cassa succhiando il sangue a soggetti indisciplinati già ufficialmente espulsi dalla società civile, anche se sono stati solerti contribuenti che hanno pagato le tasse, collaborando a servizi, assistenza, trasporti pubblici, gestione e manutenzione dei beni culturali, istruzione, oggi preclusi.

Anzi, ci deve essere ancora più gusto nel tartassare quelli integerrimi, entrati nell’illegalità per l’inosservanza di una imposizione mai diventata obbligo di legge, dimostrando una volta di più la potenza dell’arbitrarietà, dell’intimidazione e del ricatto diventati sistema di governo.

Il sapore della sopraffazione sarà di sicuro ancora più dolce grazie al consenso registrato da parte di qualche milione di cervelli dai quali è stato sottratto ogni barlume di coscienza, ogni afflato di autonomia, ogni indicatore morale per renderli, non solo indifferenti alla possibilità che l’abiezione possa travolgere anche loro, ma gioiosamente impegnati nel linciaggio, nella demonizzazione e nella persecuzione, almeno a vedere le minacce, gli auguri di morte, la simpatia per ogni forma di delazione e per le esternazioni dei tecnici della repressione prestati alla profilassi, di ministri determinati a assillare in ogni modo i disertori, di medici che non soccorrono, di dirigenti di Rsa che rifiutano gli anziani ammutinati.

A dir la verità non è facile capire quale sarebbe l’ammontare prodotto dal miserabile accattonaggio. Va a sapere infatti quante sono le legioni dei nemici del popolo, tra mono e bidosati, rivoltosi totali, problematici affetti da patologie che non hanno ottenuto l’esenzione per via della irresponsabile defezione di medici e specialisti, i contagiati in inopportuni tempi remoti che  non meritano in quanto sopravvissuti il riconoscimento di immunità, e quanti invece quelli in regola grazie alla potenza muscolare e bellica della campagna militar-vaccinale.

A vedere bar vuoti, cinema deserti, ristoranti desolati anche nelle annesse baraccopoli dei dehors, musei spettrali, centri commerciali agonizzanti o sono un bel po’ i “novax”, oppure erano gli unici esseri viventi in un mondo di zombie, gli unici attivi consumatori, festosi crapuloni, indefessi appassionati d’arte, solo loro, sia pure in basso nella piramide sociale, che in alto ci sono quelli con medici personali, cliniche private, limousine, chalet con annessa pista da sci, ingresso riservato nei siti della bellezza e dell’arte dischiusi per le loro convention, cene sociali e sfilate, che non devono esibire pass a certificare la loro appartenenza a un consorzio umano superiore.

Certo a questi ultimi quei 100 euro cambiano poco, anche perché è probabile che non verrebbero intercettati così come non è successo in occasione di ben più vistosi traffici illeciti, trasferimenti  in paradisi fiscali, operazioni opache e non rintracciabili, grandi evasioni e fantasiose elusioni.

Invece rappresentano molto per chi sarebbe obbligato a pagarli, non solo per l’entità ma per il vergognoso valore simbolico di una pretesa rivendicata dalla  manovalanza del racket che vuole un tirar su due soldi di paghetta per aver dato fuoco alla vetrina, fatto fallire il bar, strappato via la catenina e su su fino all’organizzazione di un sistema di minaccia e paura per consumare ogni resistenza dei taglieggiati, che   devono pagare caro e pagare tutto, parola di ministro.

Ci illumina il Sole 24 Ore, l’obbligo, scrive, parte dal 1° febbraio ma si potrà evitare di versare la somma (blanda) per mesi. Se l’interessato si oppone c’è un tempo di 260 giorni, grazie a tempi calcolati immaginando che il non vaccinato “renitente” sia scoperto già il 1° febbraio e  basati sul presupposto che il puzzle di competenze incrociate funzioni a puntino e immediatamente per stanare e penalizzare  chi  non è stato vaccinato oppure avrà eseguito soltanto la prima dose o la seconda senza il richiamo nei termini previsti.  A notificare la sanzione sarà l’agenzia delle Entrate, mentre a irrogarla sarà il ministero della Salute.

Prima dell’avviso di addebito, il no vax riceverà una comunicazione di avvio del procedimento e  avrà dieci giorni di tempo, a pena di decadenza, per inviare all’azienda sanitaria locale competente per territorio eventuali esenzioni o altre ragioni che hanno causato il differimento del vaccino. In quest’ultimo caso si dovrà trattare di ragioni oggettive, assolute e documentate (ad esempio perché non vi erano slot liberi per la prenotazione).  Ma se l’azienda sanitaria considererà inidonee le ragioni esposte dall’interessato, l’iter andrà avanti. Entro i successivi 180 giorni le Entrate notificheranno via Pec o raccomandata a/r all’interessato un avviso di addebito che avrà valore di titolo esecutivo con le multe per il ritardato adempimento.

Vaglielo a dire a quelli che proprio non sopportano certi paragoni, vagli a dire che la declinazione con cui si manifesta il totalitarismo oggi è sempre la stessa ben riconoscibile, non gli basta l’abolizione della   democrazia formale, l’emarginazione, criminalizzazione e repressione degli oppositori, ma deve confermare e stabilire idealmente e moralmente il legame inestricabile tra cittadini degni di questo nome, quindi obbedienti e ossequienti,  e “autorità”,  in virtù del quale lo Stato e le istituzioni svolgono le funzioni di controllo, vigilanza, esattoriali, repressive e il bilancio pubblico deve mettersi al servizio del mercato, dunque dello sfruttamento commerciale, provvedendo ai bisogni padronali con aiuti e leggi ad hoc.

Vaglielo a dire che il fascismo non è rinato solo perché c’è sempre stato in forma di rapporti sociali di produzione estesi a tutti i settori della vita sociale e anche individuale,  rapporto sociale di produzione che si estende a tutti gli aspetti della vita sociale e individuale, e che impiega profittevolmente le emergenze che produce per introdurre isolamento, segregazione, criminalizzazione degli oppositori, e loro repressione, grazie a un   disciplinamento  che viene inteso come offerta di sicurezza.

L’incrocio degli strumenti e dei soggetti di controllo che si serve del Green Pass e di un sistema sanzionatorio che trasforma in reato il rifiuto di sottoporsi a un comando che non ha natura giuridica di obbligo di legge, dimostra che grazie al disegno di realizzare la medicalizzazione universale, l’homo aeconomicus  sarà d’ora in poi anche un eterno potenziale malato che si presta a subire ogni forma di sopruso in cambio della più disumana e irrealistica delle utopie, la immunizzazione integrale dai rischi,  perfino da quello della morte. Ma è vita quella?

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