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Altro che Russia e Cina, guardiamoci allo specchio

Nel contesto della follia anti russa e anticinese che fa parte della più larga dementia senilis che ha colto l’occidente e le sue elite convertitesi in vere e proprie oligarchie dedite all’autoritarismo, il New York Times che in questo ultimo anno non ha cessato nemmeno un giorno di demonizzare i non vaccinati e di auspicare per loro le più varie forme di esclusione sociale, di perdita del lavoro se non addirittura di prigionia, adesso fa finta di scandalizzarsi per il green pass cinese dicendo che esso serve per controllare i dissidenti. Ora non sappiamo bene cosa voglia dire dissidente, se si riferisca ai critici interni delle strutture politiche o sociali del Paese e che combattono dentro di esse o a personaggi che riecheggiano per personale convenienza logiche estranee e suggerite dall’esterno e che di fatto hanno un senso solo nella propaganda imperiale, ma in ogni caso sappiamo che in occidente chiunque non abbia accettato una delirante mistificazione sanitaria è stato considerato un dissidente da isolare e calunniare, ma anche un  traditore nel caso non abbia accattato una puntura che non serve a niente, che è pericolosa, ma che permette di instaurare un  occhiuto controllo sociale che calpesta ogni diritto costituzionale.

Quindi questa gentaglia complice allo stesso tempo di un insensato delirio e di un lucido disegno abbia almeno  il pudore di starsene zitta e di non tirare fuori la Cina e la Russia che sono poi i nemici di quella oligarchia che non tollera poteri non omnologati ad essa: prenda invece uno specchio, se ha ancora il coraggio di guardarsi in faccia e osservando con attenzione potrà scorgere la trave dell’ipocrisia sulla quale si regge molta parte della vita occidentale. Non mi ricordo quale scrittore abbia detto senza uno specchio ci dimenticheremmo presto anche del nostro volto e mi domando da quanto tempo non si faccia questo esercizio nel nostro mondo., da quanto non ci si guardi dritti negli occhi  Di certo una volta dissoltosi il grande nemico sovietico (allora la Cina era ancora il Paese dei vasi di porcellama  che oltretutto si sperava di convertire quanto prima al capitalismo), nessuno da una parte o dall’altra dell’atlantico ha più voluto guardasi in faccia e ci si è completamente dimenticati non tanto di chi si era che forse già allora non si sapeva più bene, quanto di ciò che si voleva essere. Si è arrivati al punto da favorire un regime nazifascista in nome di una democrazia ormai ridotta a cara memoria e si è visto che una donna incinta si è dovuta rivolgere ai talebani per avere l’assistenza sanitaria che i califfi della pandemia con le tasche piene di mazzette da trenta denari non le hanno voluto dare. Basta smettiamola di dare lezioni perché nel mondo vorremmo avere il ruggito del l,eone e abbiamo solo le orecchie d’asino.

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