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Difendiamoci da Mattarella

In tutta franchezza mi sono disinteressato totalmente dell’elezione del presidente della repubblica – parole che non valgono più nemmeno la pena di una maiuscola – perché una volta compreso che il nuovo inquilino del Quirinale non sarebbe stato Draghi, visto che la Goldman Sachs il suo datore di lavoro da sempre, aveva fatto ufficialmente sapere che preferiva rimanesse capo del governo,  ero certo che il sistema politico non sarebbe stato in grado di eleggere nessun altro, visto che non può tollerare nemmeno il minimo rischio. D’altronde Mattarella riunisce in sé tutte le qualità che occorrono per il fine ultimo che ci si aspetta da lui: di garantire l’attuale assetto politico e l’asservimento del Paese o ancora meglio la sua immobilità mentre esso viene rosicchiato brano a brano tra pandemie e venti di guerra. Da tutti questi punti di vista nessuno può battere Mattarella la cui profonda natura è quella di essere un incrocio mitologico fra un notaio e un burattino: dunque lunga vita al presidente.

Purché però quella vita non sia la nostra. Egli stesso ha sostenuto di non essere il presidente di chi non si è vaccinato, o meglio ancora della vastissima schiera di chi pur avendo dovuto cedere il braccio alla puntura non crede più alle favole del potere e non vuole  far parte di un mondo dove regnano la rapina di libertà, la mattanza della ragione e la disuguaglianza portata al parossismo. Non quello dove un siero genico è diventato l’oppio dei popoli, non quello dove ogni eticità è caduta, non quello dove un’informazione di servi fa volare avanti e indietro il turibolo  e allunga la famelica lingua leccatrice a dimostrazione della sua povertà intellettuale e ancor più della sua scandalosa la mancanza di dignità. Alla fine dell’estate dopo la grande manifestazione di Roma contro il green pass, avevo pensato che le masse si stessero accorgendo dell’inganno in cui erano cadute e stessero reagendo. Purtroppo se ne sono accorte ma non hanno reagito perché questo implica un’idea di mondo e intere generazioni me sono ormai del tutto prive. Così anche chi intuisce il pericolo, anche chi osa sbirciare dietro il sipario preferisce credere alla mistificazione visto che l’alternativa è troppo brutta per essere sopportata: ne sia testimonianza la corsa disperata di moltissimi giovani a prendersi il covid per avere il green pass senza doversi vaccinare. Perciò mentre prima ero scettico sulla visione di Agamben  -“creare qualcosa come una società nella società, una comunità degli amici e dei vicini dentro la società dell’inimicizia e della distanza. Le forme di questa nuova clandestinità, che dovrà rendersi il più possibile autonoma dalle istituzioni, andranno di volta in volta meditate e sperimentate, ma solo esse potranno garantire l’umana sopravvivenza in un mondo che si è votato a una più o meno consapevole autodistruzione”- adesso mi rendo conto che la costruzione di una società parallela è l’unico modo di uscirne fuori. Una società con la sua economia, la sua medicina, la sua scienza, i suoi valori, qualcosa che in realtà si sta già creando poco a poco. Una società dove un Mattarella servirebbe solo per la sfoglia.

L’alternativa è plaudire a un custode della Costituzione che la tradisce ogni giorno, a sinedri di speculatori e inetti di cui fa tranquillamente parte un Parlamento che si è lasciato espropriare con una sconcertante facilità, che ubbidisce agli ordini perché pensa che questa sia l’unica maniera per sopravvivere, dove qualsiasi opposizione, anche la più episodica è solo simulata, un gioco per nascondere l’impotenza a fare e pensare. Significa plaudire all’opera di Draghi mentre si avvicina una catastrofe economica durante la quale il green pass servirà a militarizzare il Paese. Lasciamo che Mattarella sia il legittimo presidente di chi se lo merita.

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