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Sorpresa: la Pfizer dice stop agli obblighi vaccinali

Stiamo evidentemente assistendo alla fase finale della commedia, quelle in cui la “scienza” incarnata dalle multinazionali del farmaco si prepara a colpevolizzare i politici che hanno seguito le loro folli indicazioni: lo si intuisce dalle incredibili parole di Scott Gottlieb, ex direttore della Food and Drug Administration (Fda) e attuale membro del consiglio di amministrazione di Pfizer, vale a dire dell’industria e dell’ente pubblico che si sono trovarti d’accordo nel tentare di far rimanere segreto il processo di approvazione temporanea di un vaccino sperimentale. Gottlieb infatti afferma che a questo punto dovrebbero cadere alcuni capisaldi della politica pandemica compresa la vaccinazione obbligatoria e l’uso delle mascherine  che secondo lui sarebbero “divisive”. Insomma le aziende che hanno imposto le vaccinazioni universali  adesso improvvisamente si smarcano dai mandati vaccinali di Biden o dagli obblighi imposti di fatto o de iure da alcuni Paesi europei decisamente in odore di fascismo incipiente.

L’uscita a sorpresa sarebbe dovuta, almeno nelle parole dell’uomo Pfizer al fatto che in Inghilterra con la revoca delle misure più severe non si è avuto un aumento dei casi, ma anzi una diminuzione per cui la stessa cosa dovrebbe essere fatta anche negli Usa. In realtà queste parole servono a coprire la disfatta del vaccino del Pfizer la cui quarta dose è stata un disastro senza precedenti in Israele come del resto non poteva che essere altrimenti vista che essa può al massimo avere una modesta efficacia col virus originale non certo con le varianti. C’è anche da domandarsi se dietro questo rallentamento non ci sia un aumento tale di reazioni avverse di medio periodo che cominciano a venire fuori consigliando una tardiva prudenza. Tuttavia questa di posizione mostra chiaramente che è cominciata in piena regola lo scaricabarile: una volta accertata la sempre maggiore ostilità nei confronti delle vaccinazioni, specie perché  e delle inutili restrizioni alla libertà, accertato il pericolo che il sistema cominci ad essere contestato davvero e non solo dalle opposizioni di comodo, le multinazionali del farmaco nascondono il braccio e cominciano ad indicare come colpevoli di una situazione che ha distrutto vite ed economia proprio i politici  che si sono spinti troppo in là nei divieti fingendo di ispirarsi alla scienza .

L’accenno al fatto che vaccini e le misure di contenimento siano “divisive” non lascia dubbi sul carattere sociopolitico di queste posizioni che tendono a scaricare altrove le responsabilità, ma anche ad avvertire che bisogna cambiare passo: affinché le persone rispettino le regole del Covid, i funzionari sanitari devono “avere una dottrina flessibile” che cambia con la situazione della pandemia.  Così parlò Gottlieb. Dunque siamo alla svolta dove alla pandemia si sostituisce l’endemia nella quale Big Pharma può sempre fare affari d’oro, nella quale lo stato di eccezione e di emergenza continuerà ad essere come una spada di Damocle sulle democrazie, ma nella quale le restrizioni saranno allentate per non permettere che essa diventino il motore di una protesta reale.  Alla fine le cose sono così scontate, così evidenti così tristemente banali che fanno cadere le braccia. Ci manca solo che tra un po’ la colpa di tutto ciò che è accaduto soprattutto per la perdita di interi settori di economia,  sarà attribuita alla gente che ha ubbidito, che si è troppo spaventata, che è stata troppo cogliona e codarda.

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