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Come Bill Gates si è comprato la pandemia in Germania

Due indizi  fanno una prova, ma in questo caso abbiano due prove che confermano l’indizio di una pandemia allestita a la carte. Ricordate il Robert Koch Institut , quello che fa la politica sanitaria in Germania, quello che dà i numeri e le previsioni basandosi sui desiderata del governo invece che sui fatti, lo stesso organismo i cui ricercatori furono pagati dal governo Merkel per fornire le previsioni più nere possibili sull’epidemia covid e dunque giustificare l’uso di misure? Già questo sarebbe stato davvero clamoroso se il dossier fatto trapelare da un impiegato distratto, non fosse stato immediatamente insabbiato dopo il primo articolo. Adesso esce fuori un altro fatto incontestabile che si è potuto scoprire grazie a un sistema di ricerca intelligente che ha collegato migliaia di transazioni e di piccole donazioni:  la Fondazione Bill Gates ha dato sottobanco allo stesso istituto Robert Koch due sovvenzioni, la prima da 253.000 mila dollari nel 2019 e di 499.981 dollari l’anno scorso per un non ben specificato tema di Ricerca e opportunità di apprendimento,  una formulazione così vacua da non significare nulla e lasciare adito ad ogni ipotesi, compresa quella di assicurarsi che l’Istituto avvalorasse la narrazione pandemica.

Questo ovviamente dimostra che il magnate americano ha le mani in pasta ovunque nella sanità mondiale e del resto con i quasi 30 miliardi guadagnati con la pandemia  donazioni di questo tipo sono spiccioli, così come il milione e 400 mila dollari passati a Eckart von Hirschhausen un ex informatore scientifico poi divenuto cabarettista e mago che in Germania è stata una delle voci trainanti della paura pandemica grazie alla sua notorietà.  Ma nel caso del Robert Koch c’è una ragione specifica per la quale queste donazioni dovrebbero mettere in allarme e cioè il fatto che l’istituto è un’autorità federale di livello superiore e in quanto tale non potrebbe accettare contribuzioni  private, visto che l’organismo essendo pubblico dovrebbe essere alimentato solo con soldi pubblici. E infatti la pagina web dell’Istituto manca di una sezione dedicata alle donazioni come sarebbe obbligatorio se ciò fosse consentito. Tuttavia regole e logiche che fino a qualche anno fa sembravano ferree sono ormai saltate come inevitabile conseguenza della subalternità della politica all’economia. Così un sedicente filantropo americano può determinare la politica sanitaria di un grande Paese semplicemente facendo spostare qualche virgola sui numeri o proponendo sistemi di calcolo sbagliati e truffaldini.

Questa è la logica conseguenza degli errori politici degli ultimi decenni, anzi della struttura stessa di un sistema che mentre espropria i cittadini ​​dei diritti civili, grava con le tasse la povera gente, preme ormai sulla piccola impresa affinché scompaia, lascia che i grandi ricchi possono pagare tasse ridicole e trasportare soldi a palate nei paradisi fiscali. E’ noto ad esempio come lo speculatore finanziario Warren Buffett, si sia vantato di pagare in tasse molto meno della sua segretaria. E dire che per anni si è dato in pasto alle masse la celebre curva di Laffer, una solenne cagata per dirli in termini aulici, che però ha convinto l’uomo della strada che fosse nel suo interesse che i grandi ricchi si tenessero tutti i soldi senza alcuna redistribuzione.  C’è però da dire che se grazie a questo principio la sanità pubblica è stata demolita, perdendo ospedali, posti letto, competenze, efficienza e onestà, i miliardari non si tirano indietro nel salvaguardare la salute pubblica dalle pandemie che adesso prevedono a ondate successive fino a che tutti saranno i loro servi della gleba.

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