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Morto per Omicron, ma era una balla

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Circa una settimana fa la stampa austriaca e a seguire quella europea hanno esultato alla notizia che in Bassa Austria era morta la prima persona a causa della variante Omicron. Certo si trattava pur sempre di uomo di 87 anni e con sul groppone ben due dosi di vaccinazione, quindi il giubilo non sarebbe stato di per sé molto motivato se non avesse offerto il destro di poter collegare la parola morte alla variante  Omicron e alla mancanza della famosa terza dose: insomma era un modo per riscattare la più grande delusione della narrazione pandemica e comunque poteva ributtare in campo la palla della paura irrazionale, specie in un Paese dove sta crescendo a vista d’occhio la resistenza alla vaccinazione obbligatoria. Soltanto che anche questa era un’orrenda bugia, di quelle che utilizzano i  morti per fare la più indecente delle propagande e per sostenere le disastrose posizioni dei governi sulle campagne vaccinali e sulle discriminazioni fra cittadini. I figli dell’uomo deceduto scrivono adesso che il padre non è affatto morto di covid, era semplicemente risultato positivo al tampone ma i suoi problemi erano ben altri. In una lettera, uno dei figli dell’uomo, irritato dal fatto che la morte di una persona possa essere usata dal governo per scopi di propaganda, ha scritto una lettera in cui dice si sfoga : ”

“Voglio dirvi  come è stato davvero. Mio padre è morto con Coronavirus  e non per Coronavirus., aveva gravi condizioni preesistenti già da parecchio tempo: solo il 20% della capacità polmonare e un cuore molto debole con un pacemaker. Il cuore era già così affaticato che non riusciva più a pompare sangue  nelle gambe. Le normali degenze ospedaliere sono diventate via via più lunghe. L’ultima volta all’inizio di dicembre. Dopo le vacanze di Natale, la condizione delle gambe e la mancanza di respiro è peggiorata così che un trasporto all’ospedale è stato inevitabile. In quel momento è risultato positivo ma non aveva sintomi attribuibili al coronavirus. D’altra parte né  le autorità né l’ospedale ci hanno chiesto se avremmo acconsentito alla pubblicazione delle circostanze del decesso. Inoltre non sappiamo chi abbia informato la stampa visto che il certificato di morte non riporta la causa del decesso. Ma sicuramente non è morto di covid. ” 

Dal momento che l’ospedale non parla e dice di essere tenuto a proteggere i dati e la privacy dei pazienti e delle loro famiglie, dopo aver però taciuto durante la campagna del primo morto di Omicron, rimane da comprendere chi abbia costruito questa balla e l’abbia diffusa, visto che gli scopi sono assolutamente chiari. L’individuazione di un colpevole farebbe luce sui meccanismi di base della narrazione angosciosa e sui suoi mandanti. Del resto tutta la pandemia  fin dall’inizio è stata segnata dall’attribuzione al Covid di decessi per altre malattie e basati solo su un tampone diagnosticamente inutile e per giunta usato a un numero tale di cicli da essere del tutto privo di senso. Non si può certo dire che le balle siano una novità, ma il cambiamento  si nota soprattutto nel fatto che ora si comincia a vedere una certa ribellione delle vittime che solo alcuni mesi fa non ci sarebbe stata.

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