Non c’è alcun dubbio che la pandemia, intesa come narrazione apocalittica a scopi politici, sia entrata nella sua fase discendente e tra le altre cose lo dimostra il fatto che la Corte suprema degli Stati Uniti, contrariamente a quanto prevedevano sedicenti indiscrezioni di stampa volte in realtà ad influenzare i giudici stessi, ha votato 3 a 6 contro i mandati vaccinali di Biden nelle aziende e come rimasuglio della narrazione lo ha consentito solo per il personale sanitario.  Una distinzione che alla luce dei dati disponibili i quali dicono che i vaccinati sono la fonte principale dei contagi, sembra uscire dal medioevo pandemico di tre o quattro mesi fa quando la “scienza” a pagamento non voleva ancora riconoscere l’evidenza. Nel concreto la sentenza vieta all’ Osha ( (Occupational Safety and Health Administration) di imporre la vaccinazione agli 80 milioni di americani che lavorano in aziende con più di 100 dipendenti, perché questo non solo costituisce una discriminazione inammissibile, ma va molto oltre il mandato di questo organismo. Il Presidente della Corte Suprema John Roberts,ha affermato durante le discussioni che è difficile sostenere che la legge del 1970 che disciplina l’Osha ” possa permettere a queste agenzie di emanare una regolamentazione così ampia”.

Così sprofonda il mandato vaccinale di Biden il quale ha provato a far passare il provvedimento per via puramente amministrativa, senza impegnarsi in una vera e propria battaglia politica ed è difficile che qualcuno voglia esporsi ora in una campagna politica diretta visto che molti  dubbi su quanto è accaduto e su quanto è stato detto cominciano ad addensarsi. Diciamo che si tratta di un chiarissimo punto di svolta. Basti pensare che in molti stati che hanno fatto della pandemia e degli affari attorno ad essa la loro ragion d’essere, come per esempio la California, è stato abolito il mandato vaccinale per il personale sanitario a causa della mancanza di personale. Insomma il pasticcio è completo e continuerà fino a che non verranno riconosciute due verità evidenti: ovvero che una volta sventatamente e irresponsabilmente creato il virus e fatto correre fuori dai laboratori non è possibile fermarlo con segregazioni e vaccinazioni, ma anche che esso non è altro che uno dei parecchi coronavirus che provocano malattie leggere, simili al raffreddore e che dunque un’immunità naturale di gregge è la via maestra per combatterlo. Visto poi che non si possono avere infezioni virali di due tipi il Sars Cov 2, non aumenterà  la morbilità generale, ma diventerà un concorrente in lizza con altri coronavirus. Il vero problema non è questo patogeno ma lo sono invece le campagne vaccinali sia dal punto di vista sanitario con le loro reazioni avverse di molte volte superiori a quelle di qualsiasi altro farmaco e con gravi incognite sul futuro, sia sulla sponda politica dove sono utilizzate per cancellare le libertà.