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Israele: dubbi sulla quarta dose, mente la terza è già dichiarata fallita

Finalmente pare che la follia vaccinale stia diminuendo di intensità: in Israele, campione del mondo per quanto riguarda le “punture” ci si trova in gravi difficoltà, con un grande aumento di contagi, tanto che non è ancora stato dato il via alla campagna per la quarta dose Scrive il Jerusalem Post:  “Il Direttore Generale del Ministero della Salute, il Prof. Nachman Ash, non ha ancora approvato la raccomandazione – e nemmeno potrebbe farlo, poiché stanno emergendo sempre più dati sulla probabilità di una grave infezione con la variante di Omicron. Ma perché il comitato ha fatto una raccomandazione se non aveva tutti i dati?”  I contagi continuano imperterriti senza che si cerchi di dare una qualunque spiegazione sensata se non la generica invocazione di Omicron. In ogni caso anche la terza dose che è stata chiamata appositamente booster, cioè potenziatrice, tanto per prendere meglio in giro le persone, non rafforza proprio nulla, anzi sembra diminuire la sua azione in tempi anche più brevi delle precedenti dosi di preparati genici: in un mese è al 25 % della sua efficacia. Ora non vorrei scandalizzare gli adepti del culto vaccinale, ma in realtà sulla misura dell’efficacia dei cosiddetti vaccini è un colossale equivoco: i ricercatori di Big Pharma, nel totale e scandaloso silenzio delle burocrazie sanitarie di controllo  fanno una conta degli anticorpi disponibili e dicono che ce ne sono abbastanza per proteggere dall’infezione. Questo però è solo un miraggio propagandistico perché tali anticorpi circolano dove non  servono, anzi dove possono fare danni alle arterie e al sistema cardiaco, oltre che allo stesso sistema immunitario, ma mancano proprio dove servirebbero ossia nei vari organi dell’apparato respiratorio da dove il virus entra e dove si riproduce.

Insomma si vantano armate  che però sono lontanissime dal luogo della battaglia, che per giunta indeboliscono i veri difensori e che sono del tutto impotenti se solo il nemico cambia un po’ la divisa. Una qualcosa di diversissimo dall’immunità naturale la quale forma anticorpi dove i virus possono entrare, sviluppa difese per molti siti del virus, fino a parecchie migliaia e non verso uno soltanto ed è perciò resistente alle varianti, peraltro nemmeno nuoce agli altri organi. Ma l’immunità naturale ha un grande, enorme difetto: è gratuita o almeno ha lo stesso costo del mantenimento in vita delle persone e non è possibile una speculazione in grande stile su di esso. Questi sono i motivi essenziali per i quali sia in Israele, sia in Danimarca dove si sono fatti studi particolareggiati, fatta salva la possibile manipolazione dei dati clinici volti  smussare i difetti del vaccino, la protezione dei preparati a mRna dura circa 90 giorni: una volta scemata l’ondata di anticorpi che poi possono attaccare dovunque le proteine spike prodotte dalle cellule grazie a istruzioni genetiche artificiali, mettendo a rischio i vasi sanguigni in primo luogo, diventa preponderante il danno fatto al sistema immunitario per cui ci ammala più facilmente. Naturalmente di tutto: influenza, raffreddore e altre affezioni da virus respiratori che naturalmente nessuno ha interesse a distinguere dal Covid.

Ed ecco perché nei Paesi più vaccinati si comincia ad avere una mortalità generale più alta: tra le vittime dirette del vaccino di cui ovviamente non vuole parlare, quelle che arrivano in questi mesi come testimonianza dello sfascio sanitario e quelle dovute allo scasso dei sistemi immunitari, i numeri si alzano. Quanto pelo sullo stomaco ci vuole per continuare in questa assurda narrazione e continure a fare gli imbonitori di vaccini inutili ?

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