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I Giochi degli entomologi

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Anna Lombroso per il Simplicissimus

Non so voi ma io me li immagino come degli entomologi con lente di ingrandimento a guardare che ci dibattiamo già trafitti dagli spilli, godendo che la maggioranza degli insetti che hanno confinato nel loro laboratorio sperimentale invece di liberarsi dalla tortura cerchi di dirigere l’ago, è il caso di dirlo, contro gli altri.

Perché è senz’altro vero che l’intento è quello di stabilire un nuovo ordine mondiale che deve garantire la salvaguardia e l’ulteriore promozione degli interessi privati di grandi organizzazioni strutturate dello sfruttamento, di potentati e rendite impegnate a premiare la loro bulimia assatanata ingoiando realtà minori e sempre più esposte a essere cannibalizzate grazie al susseguirsi di “crisi” che si traducono in gestioni emergenziali, leggi e tribunali speciali, istituzione di autorità eccezionali. Ma è anche vero che è ormai evidente anche una tendenza ad accanirsi con particolare ferocia, indiscriminata perché quelli che si ritengono stupidamente beneficati da un trattamento privilegiato, vivono comunque una condizione servile mitigata da licenze arbitrarie a termine, minacciata dall’acuirsi di misure di limitazione di diritti e libertà.

Il  lasciapassare potenziato lo prova, ben oltre la condanna al vaccino reiterato, alla revisione imprevedibile delle scadenze del patentino, alla attendibilità dei tamponi, messa in discussione quando si tratta di incrementare le discriminazioni e oggetto di illimitata fiducia quando produce statistiche creative sul numero dei contagi, quando introduce, tanto per fare un esempio, l’obbligo per gli hotel penalizzando così non le grandi catene strutturate, quelle che vantano costellazioni di stelle e una clientela che è in grado di comprarsi anche la salute e il paesaggio innevato in esclusiva e nemmeno il monopolio degli affittacamere incarnato da Airbnb, ma la rete delle pensioni stagionali, degli alberghi medi e piccoli che non sopravvivranno alla mattanza natalizia offrendosi ineluttabilmente alla voracità della cupola dell’hotellerie internazionale no  meno criminale delle organizzazioni mafiose.

Figuriamoci cosa sarebbero capaci di fare se avessero più tempo libero da dedicare al martirio dei cittadini con la voluttà dei ragazzini che attaccavano i barattoli alla coda del gatto e da adolescenti bruciano i barboni.

È che l’esercizio della tortura,  legittimato anche dalla legge più blanda adottate nel contesto europeo, è un hobby. La loro dedizione è riservata a continuare i loschi affari dei quali sono stati incaricati. In questi giorni vi sarà forse sfuggito che, mentre il territorio crolla con le piogge autunnali non certo straordinarie, dirottando i finanziamenti che dovrebbero assicurare la messa in sicurezza del Paese,  mentre si continua a rilevare inutilmente che l’allarme sul rischio rappresentato dai novax che intasano come assassini le terapie intensive copre la criminale decisione di investire le risorse per la sanità in vaccini e nuovi farmaci, prosegue la dissennata operazione dissipatrice di quattrini e ambiente condotta dalle virtuose regioni che reclamano più autonomia di governo e di spesa,  impegnate concordemente per la realizzazione delle Olimpiadi invernali con il favore dell’Esecutivo  rappresentato dall’ubiquo Giovannini.

È stata ufficialmente costituita  nei giorni scorsi la società “Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa” dando concreto avvio alla  fase operativa per la realizzazione delle opere, che, come è ormai costume consolidato, sarà affidata a una autorità commissariale.

E vorrei ben vedere, serve una figura con competenze eccezionali “per colmare il ritardo accumulato negli anni scorsi”, ha chiarito il Ministro,  occorre “accelerare numerosi passaggi”, agire in condizioni di emergenza con leggi speciali e misure straordinarie “per consentire all’Italia di rispettare pienamente gli impegni assunti nei confronti del Comitato Olimpico Internazionale”. E, infine, è stato inevitabile e doveroso “inserire” nel disegno di legge di bilancio ulteriori risorse”.

Si, è proprio un simultaneista alla Marinetti, il ministro Giovannini: a lui si deve anche in contemporanea una superiore mobilitazione e un “superiore investimento”, sono parole sue, per portare a buon fine il progetto visionario del Ponte sullo Stretto e a questo fine, siccome non bastano mai,  sta per essere assegnata la predisposizione di un nuovo studio si fattibilità aggiornato sulla base delle determinazioni cui è giunta l’apposita commissione, che dopo aver scartato l’ipotesi del tunnel, dovrà stabilire quale soluzione sia più fattibile tra quella del ponte a più campate o a una campata.

State tranquilli, c’è anche un’altra road map avviata che sta per realizzare il sogno di ogni tifoso della capitale morale, compresi le centinaia di migliaia di residenti espulsi dalle zone centrali, gli accertati 3000 sfrattati che si aggiungono ai 2600 senzatetto certificati, in attesa di quelli che dovranno cercarsi un’alternativa abitativa per far posto alle formidabili operazioni immobiliari immaginate dalla successione di sindaci disonorevoli, Moratti, Albertini, Pisapia, Sala.

La giunta del Comune di Milano ha approvato la delibera per la realizzazione del nuovo stadio di Inter e Milan, ritoccando  le volumetrie delle future costruzioni rispetto a quanto auspicato dalle società sportive prima del Covid, e destinando  una parte di San Siro ad area dedicata per l’atletica giovanile e il calcio femminile, due target irrinunciabili in un’iniziativa “progressista”. Eh si, perché si tratta di un’opera di inequivocabile interesse generale, prioritaria rispetto ad altre iniziative, che so, il risanamento del Lambro-Seveso-Olona, gli interventi sulla rete fognaria o il servizio idrico talmente trascurato da considerare augurabile che passi per intero ai privati, purché assistiti come è d’uopo, da investimenti a aiuti pubblici.

Esulta il sindaco che si attende una mobilitazione progettuale e finanziaria delle squadre, che potranno contare sul reddito indiretto che verrà dalle attività commerciali adiacenti all’impianto, che lui stesso definisce il vero core business,  in modo da rendere realtà l’immaginifico sogno di uno stadio confezionato per i giochi invernali del  2026.

E vedrete che riuscirà la grande impresa olimpionica, non solo perché muovono formidabili interessi opachi per almeno 20 miliardi di “opere”, ma perché da che mondo è mondo regimi dispotici allestiscono passerelle ludiche  sulle quali far sfilare la bella gioventù narcotizzata dall’estasi del moto e della competizione, così come dal mito del successo e dell’affermazione personale muscolare. L’intelligenza invece non sarà richiesta in previsione di quella artificiale.

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