Ecco fatto, sono state poste le prime pietre del  ponte di collegamento tra narrazione pandemica e narrazione climatica destinata a continuare l’emergenza infinita: in Canada il dottor Kyle Merritt che lavora al pronto soccorso di Nelson una cittadina della British Columbia  ha diagnosticato per la prima volta il mal di clima a una persona con problemi respiratori sostenendo che le ondate di calore e la scarsa qualità dell’aria sono responsabili delle sue condizioni.  Il paziente in questione è un ultrasettantenne asmatico, diabetico e affetto da scompenso cardiaco, per cui la diagnosi non ha alcun senso medico. E direi che dimostra anche una evidente ignoranza climatica visto che le ondate di calore nel Nordamerica ci sono sempre state e anzi sono stare particolarmente forti nella prima metà del secolo scorso. Dunque questa diagnosi non ha un vero senso medico e unisce una banalità, la qualità dell’aria che è riconosciuta da decenni come una concausa dei disturbi respiratori e un non senso come la malattia da clima. Naturalmente la parte banale serve esattamente a sdoganare quella assurda secondo una tecnica di comunicazione ben conosciuta e applicata dal potere senza alcun risparmio. Prova ne sia che Nelson è una cittadina montana con un ‘eccellente qualità dell’aria: ma era necessario introdurre almeno un elemento di collegamento con qualcosa di reale perché il meccanismo retorico – persuasivo potesse funzionare.

Si tratta evidentemente di una mossa di pubbliche relazioni pianificata e lo si comprende innanzitutto dal fatto che la cosa sia uscita sui media dal momento che le cartelle cliniche e le diagnosi sono completamente private: chiaramente il dottor Merritt non si è limitato a diagnosticare al suo paziente una malattia da  “cambiamento climatico”, ma ha subito e chiamato i giornali  locali per dire loro che lo aveva fatto . Ha evidentemente subito risposto all’appello della Cop 26 nella quale si è lanciato il tema della dell’aumento dei “rischi per la salute legati al clima” generando immediatamente una nuova ONG, “Doctors and Nurses for Planetary Health”:  un esempio da manuale di un’implementazione multimediale gestita in maniera coordinata. Stiamo osservando da vicino l’assemblaggio di una nuova menzogna globale: per decenni è stato alimentato il catastrofismo climatico sotto diverse forme riuscendo a creare dei cliché culturali, ma mai una reale paura: ora però dopo due anni quasi di terrorismo sanitario si può tentare di legare il tema della salute al clima in maniera da dare credibilità alla definitiva spoliazione di diritti, libertà e democrazia. 

Francamente non so se una cosa del genere possa funzionare davvero, ma di certo ci proveranno e nei prossimi mesi assisteremo a un enorme aumento delle “diagnosi climatiche” visto che già esistono sforzi accademici per creare dal nulla un nesso causale tra “cambiamento climatico” e malattie comuni e pochi  giorni fa, l’Independent titolava La crisi climatica non riguarda solo l’ambiente, ma anche la salute. Non è difficile mettere insieme un elenco di altre afflizioni comuni che sono già state collegate al presunto cambiamento climatico: cancro , polmonite , colpo di calore , diabete , malattie cardiache ed essenzialmente tutte le condizioni polmonari, oltre a tutte le malattie le malattie trasmesse da zanzare o altri agenti zoonotici o dall’acqua. Ovviamente in molti casi il nesso potrebbe essere trovato semmai con l’inquinamento ambientale, non con il clima, anche perché la persistenza millenaria di questi mali sotto ogni clima, compresi quelli più caldi di quelli attuali, sarebbe difficilmente spiegabile. Tuttavia ormai le istituzioni mediche e scientifiche non hanno alcun problema ad aderire a tesi senza senso, purché la ricompensa ad ogni livello sia adeguata. 

Ecco comunque piccolo florilegio apparso nelle ultime settimane  che dimostra la preparazione in grande stile: “Il Covid ci ha mostrato che le persone fanno ciò che è giusto solo quando hanno paura: dobbiamo far loro sentire la paura del clima”; “Le diagnosi di cambiamento climatico sono in aumento. E questa è una buona cosa”; “Gli operatori sanitari prendono posizione sul clima con una nuova tendenza alla diagnosi”; “I medici vedono un picco di “morti per il clima” poiché le persone sentono improvvisamente le conseguenze dell’inazione”; “I decessi climatici settimanali stanno superando il Covid: dobbiamo affrontare la “pandemia climatica”. Il cambiamento climatico inizierà a essere elencato come una “causa di morte sottostante” per sempre più malattie. Ho già menzionato il cancro, le malattie polmonari e le malattie cardiache e chi dirà il contrario sarò trattato da negazionista , anche se tutto questo non è che una pura invenzione e anche sgangherata perché è molto probabile che ci si avvii a una fase di raffreddamento piuttosto che di riscaldamento. Quindi prepariamoci fin d’ora alla nuova grande menzogna.